Il Centrofino fa riferimento al mondo dei leggendari vegueros cubani.

Entretiempo, Tapado e Maňanita sono tra le referenze di costo non elevato più apprezzate dagli appassionati.

Vegueros è un brand assai particolare, che prende il nome dall’appellativo con cui vengono definiti i coltivatori di tabacco cubani.

Il termine Vega, (da cui Veguero) viene utilizzato a Cuba dal 1659, allorché il governatore dell’isola, Don Juan de Salamanca, autorizzò ufficialmente piantagioni di tabacco lungo le rive dei fiumi Caracusey, Arimao e Agabama, nel centro dell’isola.

Tali piantagioni lungo i fiumi in Spagna erano dette “vegas” e, da qui, il nome acquisito dalle piantagioni di tabacco e dai suoi coltivatori.

Nella sua pur breve storia (fu presentato nel 1996) il marchio è stato testimone di una epocale trasformazione nel gusto e nel panorama produttivo degli Habanos.

All’epoca del lancio infatti, i sigari del suo vitolario incarnavano la predilezione degli appassionati per i Panetelas, e delle quattro vitolas prodotte (Especial No. 1, Especial No. 2, Mareva e Seoane) solo una aveva un cepo superiore ai 38/64mi di pollice.

L’epopea dei Robustos era però già iniziata, e quei sigari così esili ed eleganti non ebbero l’accoglienza che pure avrebbero meritato.

Finita nell’oblio per alcuni anni, nel 2013 la marca risorge con nuovo smalto e vitolas più attuali.

Vegueros Entretiempo, Tapado e Maňanita ottengono un rapido successo, posizionandosi tra le referenze di costo non elevato più apprezzate dagli appassionati.

Tutti i Vegueros sono realizzati completamente a mano e a Tripa Larga a Pinar Del Rio nella manifattura Francisco Donatien, fabbrica dove vengono rollati anche i Trinidad.

L’ultimo nato, il Centrofino di cui vi tratteremo, è stato lanciato nel 2018.

Note degustazione Vegueros Centrofino

Come in tutte le referenze del brand, il Centrofino fa riferimento al mondo dei leggendari vegueros cubani; il nome Centrofino, in particolare, ricorda uno dei piani fogliari di cui è composta la pianta di tabacco coltivata al sole. Il sigaro si presenta ben costruito e avvolto da fasce colorado tendenti al maduro, lisce e grasse; già a crudo manifesta un tiraggio perfetto, mentre l’esordio vanta una spiccata verve che lascia intuire al fumatore la forza sostenuta, ma non soverchiante, del manufatto.

Curioso, a questo punto, sottolineare come anche nel territorio del gusto questa marca abbia effettuato un radicale cambiamento di rotta, passando dalla soavità delle antiche vitolas alla liga più muscolare delle nuove realizzazioni. Il parterre aromatico del Centrofino è giostrato su sentori terrosi di buona fattura, cui nel corso della fumata fanno eco sfumature più dolci che rendono l’impianto complessivo bilanciato e di discreta evoluzione.

Si tratta di un sigaro che, anche in virtù delle sue caratteristiche costruttive, offre un rapporto qualità prezzo decisamente vantaggioso.

Inoltre, il fatto che venga rollato nella fabbrica dove si realizzano i Trinidad costituisce un plus affatto trascurabile.

Consigliato agli amanti di una fumata robusta e corposa.