Questo sigaro riporta gli appassionati di lungo corso a un passato epico, in cui il range dimensionale dei manufatti era orientato su calibri assai inferiori rispetto a quelli della odierna produzione.

In produzione da oltre 60 anni, questo manufatto vanta una storia davvero singolare e, caso forse più unico che raro, nel tempo è stato testimone di una radicale metamorfosi tanto sotto il profilo estetico che sotto quello gustativo

Si è già detto di come i sigari di Romeo y Julieta siano caratterizzati dal perfetto bilanciamento di un’ampia varietà di aromi, e di come tale ampiezza venga espressa senza che vi sia prevalenza netta di una nota sull’altra.

La capacità di realizzare questa bilanciata compresenza di note fruttate, legnose o speziate rappresenta un esempio magistrale dell’arte tabacalera cubana Romeo Y Julieta, ove anche la potenza è gestita su un registro di misurata linearità in un crescendo accuratamente orchestrato.

Potremmo in definitiva identificare questo garbato equilibrio come il marchio di fabbrica di Romeo y Julieta, caratteristica per cui il brand è tanto amato.

Gli appassionati più esperti, tuttavia, ben sanno come ogni brand si conceda, nell’elaborazione delle ligas, alcune “divagazioni sul tema”, producendo moduli che si allontanano, a volte in maniera assai marcata, dalla tipicità di marca di cui si è detto.

Ci piace pensare che in tali scostamenti i maestri ligadores vogliano esprimere tutta la loro magistrale padronanza nell’arte di comporre spartiti differenti da quelli usuali; in ogni caso tali digressioni danno spesso luogo a manufatti straordinari, il cui carattere è tale da farli assurgere al ruolo di vere e proprie icone nella storia stessa dell’Habano, proprio come nel caso del Cazador, il solitario “cacciatore” di Romeo y Julieta.

Questo sigaro riporta gli appassionati di lungo corso a un passato epico, in cui il range dimensionale dei manufatti era orientato su calibri assai inferiori rispetto a quelli della odierna produzione.

Il Cazador, in cui vitola de galera e de salida coincidono, rimane ancor oggi fiero interprete di una tradizione gloriosa, quella del torcido dal gusto intensissimo, realizzato per maturare molto a lungo nel tempo.

In produzione da oltre 60 anni, questo manufatto vanta una storia davvero singolare e, caso forse più unico che raro, nel tempo è stato testimone di una radicale metamorfosi tanto sotto il profilo estetico che sotto quello gustativo.

Iniziamo tuttavia illustrando l’unicità del suo confezionamento.

Il box che lo contiene è assimilabile ad una normale habilitada ma di forma diversa, poiché i sigari non risultano disposti su due file sovrapposte come di solito; i 25 Cazadores sono infatti legati in mazo da due nastri di seta gialla e avvolti in un foglio di carta stagnola argentata, secondo una tecnica sperimentata atta a garantire la preservazione degli olii essenziali e dunque un lunghissimo affinamento.

Sino al 2004 i sigari erano privi di anilla e contraddistinti da un aspetto marziale, quasi rustico, con una fascia maduro spessa e rugosa assai simile a quella delle prime Edizioni Limitate.

Una volta acceso travolgeva con una forza poderosa e con una palette incentrata su aromi terrosi e corposamente speziati, come nella più gagliarda filosofia partagassiana.

Straordinaria la sua evoluzione nel tempo: dopo soli 10 anni di invecchiamento l’antico Cazador era in grado di regalare una fumata di elegantissima complessità, maggiormente riconducibile al profilo aromatico del brand ma amplificato nell’intensità e nella potenza.

Non meno fascinoso, l’attuale Cazador si presenta diverso dal precedente sia nella veste (oggi è fasciato da una capa colorado maduro sottile ed elegante) che nell’approccio gustativo; la sferzante, poderosa esuberanza di un tempo ha lasciato il posto ad un esordio più equilibrato, che però conserva tutto il DNA del progenitore.

La forza infatti si fa sentire, ben presente e incisiva, ma risulta più modulata e inscritta in un registro aromatico più bilanciato; la componente terrosa, sempre assai marcata, oggi è infatti avviluppata in note dolci che rendono ancora più suadente e meno aggressivo il delizioso impianto aromatico.

Marcata evoluzione, struttura, altissimo potenziale di affinamento. Ieri come oggi il Cazador resta uno dei classici della produzione habanera di sempre.