Che fare per togliere gli odori cattivi dalla pipa?

Semplice, la pipa va pulita ogni volta che la si fuma

Un modesto sacrificio per fumare meno amaro.

Quindi, una pipa sporca puzza.

LA PULIZIA DELLA PIPA

Un modesto sacrificio per fumare meno amaro..   Quindi, una pipa sporca puzza. Che fare per togliere gli odori cattivi dalla pipa?

Semplice, la pipa va pulita ogni volta che la si fuma

Se non si rimuovono i residui di umidità, è più portata a gorgogliare e a produrre acquerugiola, intasando i condotti di tabacco bagnato.

I residui catramosi, che si accumulano soprattutto all’interno della camera di condensazione, lasciano un persistente fondo amaro, il fumo si fa sgradevole.

Questi i motivi per cui è opportuno pulire la pipa al termine di ogni fumata. Così pure sostituire il filtro se la pipa ne è dotata.

Ma procediamo con ordine, ecco un piccolo vademecum su come pulire la pipa dopo ogni fumata…

Svuotiamo ciò che resta nel fornello dentro un posacenere.

Agiamo con cura e delicatezza, facendo attenzione a non scalfire le pareti ancora calde del camino.

Infiliamo uno scovolino nel cannello fin dentro il fornello, puliamo e, dopo averlo tolto, soffiamo forte.

Se caricata e fumata con sapienza, la pipa si svuota facilmente, rovesciando il fornello e dando qualche piccolo colpo contro il palmo della mano, la cenere scivola via.

Evitiamo di svuotare la pipa dando colpi contro un oggetto duro, alla lunga i colpi potrebbero danneggiare la pipa.

La radica potrebbe fessurarsi lungo i nodi e le venature.

Terminata questa operazione preliminare, abbiamo sistemato il camino, ma restano ancora il bocchino, il cannello e la camera di condensazione nel caso ci fosse.

Qui si presenta subito un problema: smontare il bocchino dalla radica. A caldo può essere pericoloso a causa dell’espansione della materia plastica, sia ebanite che metacrilato.

Tuttavia basta fare un po’ di attenzione, non forzare e, nel peggiore dei casi, aspettare qualche secondo per procedere.

La pulizia del bocchino è presto fatta: passiamoci dentro uno scovolino pulito dal perno verso il dente e, estraendolo, tiriamo un po’ verso destra e un po’ verso sinistra, in modo da interessare tutto il ventaglio di espansione del fumo.

La pulizia del cannello è più laboriosa.

Prendiamo un altro scovolino e infiliamo fin dentro il camino la parte pulita e muoviamo lo scovolino avanti e indietro.

Eliminata ogni scoria, resta la camera di condensazione se c’è. Pieghiamo in due lo scovolino e inseriamo la parte curva nella vaschetta. Puliamo bene, perché questo è il punto dove si depositano gli umori della combustione.

La pulizia va eseguita alla fine di ogni fumata, con cura e pazienza.

L’umidità, l’acquerugiola, il residuo catramoso che si accumula nel cannello, se non lo eliminiamo subito con lo scovolino, viene assorbito dalla radica e la nostra pipa fumerà amaro e puzzerà: I’odore di questo liquido può essere nauseante, particolarmente acre a caldo.

Rimontiamo la pipa e non chiudiamola in un cassetto, deve respirare e riposare.

A tale proposito sconsigliamo vivamente di lasciarvi dentro uno scovolino, per qualche ora o fino alla successiva fumata.

L’intento di assorbire residui di umidità in questo modo è illusorio. Più efficace è lasciarvi circolare dentro l’aria: asciuga e pulisce.

È necessario alternare periodi di attività a periodi di riposo. Così si permette alla pipa di ritrovare il suo equilibrio fisico e chimico.

Quanto deve riposare? Dipende soprattutto dal grado di umidità, perché il primo risultato da ottenere è che la pipa si asciughi per bene.

Ci sono pipe che, opportunamente alternate, possono essere fumate per due o tre giorni di fila.

Altre che devono essere messe a riposo dopo un paio di fumate.

Alcune asciugano perfettamente in due o tre giorni, altre richiedono una settimana o anche più.

Le pipe curve esigono riposi più lunghi delle pipe dritte.

 

RIMUOVERE IL CARBONE DAL FORNELLO DELLA PIPA

Come, quando e perché farlo e quale procedura seguire?

Prima di esaminare il come, vediamo il perché periodicamente ci troviamo costretti a sporcarci con quella tremenda polvere nera.

Come molti pipatori sanno, l’anello di carbone che si forma per depositi successivi contribuisce a salvaguardare il legno dai morsi della brace e, essendo a struttura porosa, consente la formazione di una camera d’aria fra il fuoco e le pareti che così non dovrebbero surriscaldarsi.

Se l’incrostazione supera lo spessore di un millimetro, due millimetri per le pipe più grandi, bisogna raschiare.

Il coefficiente di elasticità a caldo dell’anello di gruma è superiore a quello della radica.

Finché lo spessore è nei limiti, la resistenza del legno riesce a contenere l’espansione. Quando il carbone diventa eccessivo, rischia di spaccare il camino.

Innanzitutto il mezzo per rimuovere il catrame dall’interno del fornello della pipa.

Vi sono vari modelli di frese per pipa  in commercio.

Per semplicità li distinguiamo in frese diametro fisso e regolabile. 

I primi presentano l’inconveniente di obbligarci a possederne una lunga serie per coprire tutte le possibilità di calibro, in ragione anche del numero di esemplari della nostra collezione.

Le frese regolabili di solito sono più costose  ma sono più comode, più facili da usare, più efficienti.

A patto che non abbiano le lame troppo taglienti, ma leggermente ottuse: non devono aggredire le asperità del carbone, c’è il rischio di strapparle a pezzi o d’intaccare il legno.

Devono consumarle con un’energica carezza, raschiando con delicatezza.

Ancora un’osservazione sull’attrezzo: più lame possiede, più continua e uniforme sarà la sua opera.

Il segreto di una raschiatura senza incidenti è la corretta disposizione dell’alesatore all’inizio del procedimento.

Con una mano teniamo ferma la testa della pipa (senza bocchino), con l’altra impugnamo la fresa.

La fresa deve essere perfettamente in asse con il fornello.

Nel caso, fortunatamente raro, in cui ci troviamo a dover alesare un fornello di forma conica, dobbiamo rinunciare sia agli alesatori fissi che a quelli regolabili, inadatti per questo lavoro. Impiegheremo strumenti cosiddetti “a mano libera”, simili a piccoli coltelli seghettati dalla punta arrotondata.

Torniamo al procedimento: posizioniamo uno scovolino all’interno del cannello fino alla base del camino.

Questa precauzione evita che la polvere si depositi anche nel cannello, e protegge il fondo della pipa, il punto critico, dove più difficilmente si forma l’incrostazione, e dove più pericolosa sarebbe la raschiatura.

Proseguiamo con delicatezza, ma decisi.

Una breve raschiata e svuotiamo la polvere, un’altra breve raschiata e svuotiamo ancora la polvere, così fino allo spessore desiderato.

Anche in questo caso l’alesatore regolabile risulta più comodo, consente di allargare il calibro non appena lo strato d’incrostazione si è ridotto. Alla fine, una bella soffiata e via…

Ricapitolando ecco un Decalogo per la pulizia e manutenzione della pipa.

Dopo ogni fumata, è consigliabile prendersi cura della propria pipa, per poi farla riposare.
Ancor più importante è della pulizia, è la disinfezione.

PULIZIA ORDINARIA

Affinché ogni fumata sia un piacere dall’inizio alla fine, è indispensabile provvedere regolarmente alla pulizia ordinaria della pipa.

Questa operazione è della massima efficacia se compiuta quando i residui della fumata sono ancora umidi. Essenziale è lo scovolino.

1) Terminata la fumata, date due o tre soffiate energiche dal bocchino per far volare via dal fornello i residui più superficiali del tabacco. Fate attenzione a dove rivolgete il fornello, perché salteranno fuori pezzi di cenere e di tabacco che vi sporcheranno i pantaloni. Nel caso il cannello risultasse ostruito e non fosse sufficiente soffiare, rimandate la soluzione del problema a quando la pipa sarà raffreddata e potrete smontarla senza timore di rovinarla.

N.b. E’ importante non smontare mai a caldo una pipa con l’innesto tradizionale del bocchino nel cannello, poiché i diversi coefficienti di dilatazione dei materiali possono facilmente causare sgradevoli rotture, talvolta irrimediabili.

2)  Se la vostra pipa non ospita un filtro, potete come prima cosa far passare uno scovolino dal bocchino fino al fornello e farlo scorrere alcune volte per liberare il condotto dai residui. Se avete un filtro, saltate questo passaggio e rimandatelo a quando la pipa sarà fredda.

3) Piegate quindi in due lo scovolino e, stringendo fra due dita le estremità, sfregate l’interno del fornello finché il grigio della cenere non sarà sparito per lasciare in vista solo lo strato scuro dei residui delle fumate precedenti, la famosa camicia di carbone che, se mantenuta al giusto spessore di circa 1mm/1,5mm, non solo non procura danni, ma protegge la radica della vostra pipa dalle bruciature. Normalmente è più che sufficiente servirsi di normali scovolini morbidi, di tanto in tanto si può usare uno scovolino reso ruvido da rinforzi di nylon che ne aumentano la forza abrasiva.

4) Appoggiate ora la vostra pipa con il bocchino in alto e la testa in basso, in modo che l’umidità rimasta scenda verso il fornello e possa quindi evaporare in modo naturale, e lasciatela riposare quanto meno finché si sarà raffreddata, in ogni caso non meno di un’ora. Vi consigliamo di sostituire il filtro ogni due o tre fumate, la saturazione del filtro può variare a seconda del tipo di tabacco usato e della condotta di fumata. Quando smontate il bocchino dal cannello, approfittatene per pulire il condotto con uno scovolino.

PULIZIA PERIODICA DELLA PIPA

Col passare delle fumate e del tempo la vostra pipa perderà la lucentezza che vi aveva affascinato nel momento in cui l’avevate scelta fra mille altre.
A questo si aggiunga che la combustione del tabacco avrà lasciato i suoi segni come lo scurimento del bordo della testa, l’ispessimento della camicia di carbone all’interno del fornello, il deposito di nicotina e catrame nel condotto cannello/bocchino.
Se poi la vostra pipa ha il bocchino in ebanite, questo tenderà a ingiallire per effetto dello zolfo, una componente del materiale, che tende a emergere per effetto dell’uso e dell’esposizione alla luce.

Quando e come smontare la pipa?

Come già sottolineato, mai subito dopo una fumata e, in ogni caso, è un’operazione da evitare ogni qualvolta si ha il sospetto che una qualsiasi fonte di calore abbia alterato le proporzioni delle diverse parti della pipa.
Solitamente si consiglia imprimere delicatamente al bocchino una rotazione in senso orario, sia per smontarlo sia per rimontarlo.

Questo perché così facendo si asseconda il senso di rotazione del tornio che ha lavorato il cannello e si evita a quest’ultimo un trauma che, in presenza di altri motivi di debolezza, potrebbe aggravarsi fino alla rottura.
Qualora il bocchino fosse bloccato nel cannello, o semplicemente molto difficile da muovere, non forzate.

Solitamente funziona bene un trucco che si rifà al medesimo principio in base al quale si sconsiglia lo smontaggio a caldo: il frigorifero o il congelatore!

Proteggete la vostra pipa dall’umidità e dagli odori del cibo chiudendola in un sacchetto gelo e poi lasciatela nel freezer per una decina di minuti. Una volta estrattala, magicamente la smonterete senza difficoltà.

Pulitela e poi reinseritela smontata nel sacchetto e riponetela di nuovo in frigorifero… la rimonterete quando la temperatura della pipa sarà diminuita e sarà uniforme. Fate comunque attenzione a non forzare, il freddo rende fragili i materiali soprattutto se anziani.

Rimuovere i residui con il Nikosolvol e il Pip spray.

Abbiamo già parlato dei ricordi che ogni fumata lascia di sé nella nostra amata pipa. Affinché non se ne impregni e non ne rilasci il sapore nel corso delle fumate successive, è utile servirsi del Nikosolvol o liquido pulizia Brebbia, per sciogliere i depositi di catrame e nicotina nel cannello e nel bocchino ed eventualmente, con molta cautela e delicatezza, sul bordo del fornello con un panno morbido.

Per un uso normale è sufficiente imbibire del liquido uno scovolino e passarlo nel cannello e nel bocchino; qualora i condotti risultassero particolarmente sporchi, è possibile lasciare lo scovolino imbevuto al loro interno per qualche minuto e passare poi con un nuovo scovolino, questa volta asciutto e pulito.
Con il Pip Spray Savinelli l’operazione è molto simile, ma più rapida: spruzzate all’interno del cannello e del bocchino, quindi dopo qualche secondo passate uno scovolino. Ripetete il passaggio finché non saranno asportati tutti i residui.
Terminata l’operazione, lasciate a riposare la vostra pipa per qualche ora.

N.B. Si raccomanda di non usare questi prodotti su bocchini in metacrilato

Lucidatura con Pipe polish e stem polish

Se l’uso, fumata dopo fumata, ha reso opaca la radica della vostra pipa, è presto fatto: un panno morbido e un poco di pipe polish, strofinate e poi ripassate con il panno pulito.
Per quanto riguarda il bocchino in ebanite della vostra pipa potete invece restituirgli vitalità con un panno morbido, un poco di stem polish e un po’ di olio di gomito.

Di tanto in tanto ripassate con un panno pulito per verificare il risultato ottenuto, se non siete soddisfatti ricominciate l’operazione.

Sciacquate bene il bocchino e prestate attenzione a rimuovere ogni minimo residuo di stem polish prima di procedere a fumare nuovamente la vostra pipa.

Panno magico Savinelli

Ha lo stesso scopo della cera lucidante, ma è imbevuto di cera siliconica e cera carnauba, e funziona per oltre 1000 pulizie.

Il Panno Magico ha un lato beige, impregnato, e un lato blu.

Con il primo si strofina per bene la testa della pipa, quindi la si lucida di fino con l’altro lato del panno. La sua efficacia vi sorprenderà.

Grattapipe

Più familiarmente, sono delle frese. Quando lo strato di carbone residuo di molte fumate si è inspessito troppo, è utile una fresa a mano per rimuoverne l’eccesso in modo delicato e graduale.

Ne esistono di diversi tipi ideati appositamente per la manutenzione delle pipe, più o meno complessi.

L’importante è non servirsi di macchinari come trapani o torni, perché per chi non è del mestiere sono difficilmente controllabili e il rischio di danneggiare la pipa è tutt’altro che remoto.