ENTRARE NEL MONDO DEI SIGARI, AVVICINARSI ALLA PASSIONE PER IL FUMO NOBILE VUOL DIRE CONOSCERE POCHE ED ESSENZIALI REGOLE PER DEGUSTARE A PIENO UN SIGARO SENZA PROBLEMI.

Nel precedente articolo abbiamo cercato di risolvere i problemi relativi alla perfetta conservazione del sigaro,  se mantenere i sigari nel cellophan oppure no, inoltre abbiamo parlato di come risolvere sgradevoli problemi degli humidor.

Ora è ora giunto il tempo di pensare a degustare i nostri puros!!

Degustare un sigaro, lentamente assaporandone appieno i profumi ed i sapori non è una cosa facile.

Cerchiamo qui di risolvere alcuni piccoli problemi per aiutare i neofiti o chi si sta avvicinando con passione ai sigari habanos o caraibici.

IL TAGLIO DEL SIGARO.

Il taglio è la prima operazione da compiere nell’accensione: si tratta di rimuovere la “testa” del sigaro, tagliando una lunghezza di un paio di millimetri.

Se il sigaro è un figurado, si taglia quanto basta per ottenere un’apertura di circa 5 millimetri.

Nel corso della fumata, nel caso in cui la saliva abbia bagnato eccessivamente il sigaro, si può fare un ulteriore taglio per eliminare la parte troppo umida.

L’ACCENSIONE, IL MOMENTO PIù DELICATO.

Per accendere si possono usare accendini tipo “jet flame” (che rispetto a quelli normali hanno una fiamma molto più intensa) o fiammiferi, meglio però se lunghi, visto che la fase dell’accensione dura anche mezzo minuto.

Si parte scaldando il “piede” del sigaro, ovvero la parte terminale che si trova già tagliata, avvicinando la fiamma in modo che il riscaldamento sia progressivo: dopo qualche secondo si inizia a tirare qualche boccata, ruotando il sigaro in modo che si accenda in modo completo e non solo in parte (problema tipico con i formati più grandi).

Fatto questo si controlla che si sia creato un braciere uniforme, se non è così si procede con opportune correzioni.

Un’accensione sbagliata, cioè non completa o al contrario compiuta in un tempo troppo lungo, può rovinare la fumata.

Si dice che l’accensione tramite accendino possa rovinare l’aroma del sigaro; in realtà, lo zolfo nel fiammifero non è meno alterante del gas dell’accendino, quindi non vi è una sostanziale differenza.

CORRETTO TIRAGGIO, I PRIMI PUFF DI FUMO.

Un corretto tiraggio, cioè una giusta cadenza tra una boccata e un’altra dipende sia dalle preferenze del fumatore che dalle caratteristiche oggettive del sigaro (ad es. un sigaro umido al 72% tira meno bene di uno più secco, ad es. al 65%).

Di base si può dire che un sigaro non è una sigaretta, per cui fare più di due o tre tiri al minuto comporta il rischio di surriscaldare il sigaro, renderlo amaro e dare come effetti collaterali un senso di nausea e mal di testa.

Solitamente si dice che il tiraggio corretto è una volta al minuto, ma deve essere il fumatore, guardando il braciere, a capire se bisogna aumentare o diminuire: se il fumo diventa troppo caldo e improvvisamente amaro la frequenza è troppo alta.

Se il sigaro si spegne lo si può riaccendere, ricordando però che oltre ad un’ora il sigaro riacceso ha sentori estremamente sgradevoli, e dunque perde la sua ragione di essere fumato.

Per tale motivo è bene accendere un sigaro solo quando si sa di avere tempo sufficiente a disposizione per gustarlo.

In genere la boccata deve essere piuttosto forte e profonda e il fumo non lo si aspira ma lo si tiene in bocca per qualche secondo per poi espirarlo.

Quello di non aspirare il fumo è un elemento importante del fumare il sigaro: la mescola di tabacchi è molto più forte rispetto a una sigaretta, inoltre il fumo presenta un pH alcalino (l’ ambiente polmonare è acido) e l’aspirazione sarebbe causa di tosse e altri problemi collaterali quali nausea e giramenti di testa.

Inoltre, evitando l’inspirazione, si limita l’esposizione agli effetti nocivi del fumo, riducendo l’impatto (pur sempre presente) sulla salute.

LA CENERE DEL SIGARO, QUESTA SCONOSCIUTA!

A differenza della sigaretta non è necessario far cadere la cenere ogni minuto, essendo questa molto compatta e in grado di rimanere attaccata per diversi minuti.

È ben nota la “gara” tra i fumatori di sigari a chi riesce a fare la maggiore lunghezza di cenere nel proprio sigaro.

Da notare che solitamente una cenere compatta si associa a un sigaro di alta qualità.

Inoltre, tenere la cenere attaccata al sigaro aiuta a tenere caldo il braciere, poiché la cenere stessa funge da isolante termico ed allunga il tempo di accensione quando non si tira.