Sapevamo che gli angeli bevono bene … ma utilizzare in distillazione la cosi detta “parte degli angeli” per creare un gin ci ha stupito.

Vi raccontiamo la storia del Watenshi Gin che viene prodotto utilizzando la parte della distillazione denominata “Angel’s Share”.

Il più esclusivo e costoso gin al mondo!

Ci siamo già occupati delle classifiche dei gin più buoni del mondo stilate dai Barman o di gin innovativi come gli Hayman Small Gin.

L’attuale tendenza nel campo della distillazione dei distillati bianchi è di alzare il livello qualitativo dei prodotti proposti al pubblico, affinando le tecniche di distillazione, la tecnologia e le materie prime impiegate.

Grazie a queste innovazioni ed ad una attenta ricerca, attualmente sono diventati disponibili distillati fino a qualche tempo fa impensabili, un esempio…. Rivo Gin e l’arte del “foraging”, le botaniche fresche raccolte a mano,

gin con ben quarantasette botaniche come Monkey 47, ventidue botaniche come ginpilz , gin invecchiati in orci di cocciopesto come il toscano Ginepraio Gin oppure gin a basso contenuto di alcol se non addirittura a zero alcol. 

Watenshi Gin della Cambridge Distillery raggiunge però l’olimpo della tecnica di distillazione e naturalmente l’olimpo dei prezzi ed esclusività tra le bottiglie di distillati.

Viene prodotto utilizzando una tecnica particolare, catturando i vapori, chiamati tra gli esperti del settore “angel’s share” (parte dell’angelo),  prodotti in fase di distillazione del Japanese Gin, un gin prodotto sempre da Cambridge Distillery, un gin vincitore di vari premi.

Con questo metodo raffinato il master distiller William Lowe riesce a raccogliere appena 15ml di gin a ogni distillazione, quindi è chiaro che la difficoltà nella produzione di ogni bottiglia costringe a elevare incredibilmente i costi.

Sono infatti necessarie 50 distillazioni con “una pressione che è la metà di quella riscontrata in cima al Monte Everest e più fredda delle giornate al Polo Nord” per fare una bottiglia.

Partendo dalla base di distillazione del Japanese Gin che è prodotto utilizzando botaniche giapponesi quali le bucce di yuzu, le foglie di shiso, il pepe sansho, semi di sesamo e di cetriolo, oltre all’immancabile ginepro, si concentrano i più delicati vapori di distillazione e si produce Watenshi Gin.

Il risultato è un gin di ineguagliabile intensità e complessità, espressione di raffinata eleganza che in precedenza era stata ottenibile solo dai migliori single malt e cognac notevolmente invecchiati.

“La Cambridge Distillery non ha mai prodotto nulla che avesse poco di straordinario, ma il Watenshi Gin rappresenta un livello successivo, sia in termini di bilanciamento e complessità del gin sia per la sua presentazione,” ha dichiarato Guy Hodcroft.

La gradazione alcolica del Watenshi Gin è del 45%, e pare che abbia davvero un gusto sorprendente, con note di agrumi e spezie supportate dal ginepro amaro e con un finale complesso e incredibilmente lungo.

Saranno davvero pochi coloro che potranno aggiudicarsi una bottiglia, non solo per il costo proibitivo, ma anche perché fin’ora ne sono state distribuite solo sei.

Il nome “Watenshi” deriva da quello di un Angelo giapponese. In omaggio alla parte degli angeli del Japanese Gin, rubata agli angeli per creare il gin più costoso al mondo.

Il gin è venduto in un decanter in vetro soffiato artigianalmente nello Cambridgeshire, creato dai designer Loris&Livia e sul quale si trova anche una piuma d’argento, che ne decora il collo, realizzata dal gioielliere Antoine Sandoz, gioielliere i cui altri clienti includono Chanel, Tom Ford e De Beers.

Attualmente Watenshi Gin non è disponibile, risulta esaurito ed è un vero dispiacere…

Fonti: Cambridge Distillery