Un sigaro si compone di foglie di tabacco,impariamo a conoscere come è fatto un sigaro e le differenze tra i sigari per poter scegliere quello migliore.

COMPOSIZIONE del sigaro

Un sigaro si compone di foglie di tabacco, cui sono state eliminate le nervature, arrotolate a mano o a macchina.

Si distinguono tre elementi: tripa, capote e capa.

  • La tripa, o ripieno, può essere composta da foglie intere (nei sigari di maggior pregio) o da trinciato di tabacco; ciò è rivestito da un’ulteriore foglia di tabacco (capote), la cui funzione è quella di dare una prima forma al sigaro.
  • Tripa e capote sono a loro volta racchiuse ancora da un’altra foglia appositamente tesa, lavorata e sigillata al corpo del sigaro con una goccia di resina vegetale del tutto inodore e insapore che è chiamata capa.
  • La capa deve essere rimossa o bucata in corrispondenza della “testa” (cioè la parte chiusa del sigaro) usando strumenti come il cutter, cioè una piccola ghigliottina, o il puncher, che crea un foro per poter aspirare il fumo una volta acceso il sigaro.
    Contrariamente a quanto si crede il colore della capa non è legato alla forza del sigaro: è semplicemente una convenzione usata in passato, quando a sigari di colore chiaro si abbinava una “tripa” più leggera e a sigari scuri una più forte.

La forza del sigaro infatti è dovuta alla mescola detta “ligada” del tabacco proveniente da tre diverse parti della pianta: il ligero, il seco e il volado.

  • Il ligero, cioè le foglie della parte alta della pianta, danno forza alla ligada;
  • il seco, foglie della parte intermedia, danno forza e gusto;
  • infine il volado, le foglie basse, sono usate per aumentare la combustibilità del tabacco, essendo di per sé poco aromatiche.

VITOLAS o misure del sigaro

La vitola è un termine tecnico che si riferisce ai sigari, in particolare ai cubani e a tutti i sigari caraibici.
Vitola è il nome dato alle dimensioni di lunghezza e di diametro di un qualsiasi sigaro. S

i parla tuttavia di vitola de galera, la galera è il locale della fabbrica dove operano i torcedores artigiani addetti al confezionamento manuale del sigaro.
Quando ci si voglia riferire a un qualsiasi sigaro che abbia una determinata lunghezza e un preciso diametro, a prescindere quindi dalla fabbrica o dalla marca commerciale.

La vitola de fábrica o salida è invece lo specifico e caratteristico nome che una vitola de galera riceverà nella fabbrica per poter essere individuato e commercializzato senza confusioni.
Ad esempio la vitola de galera cd. robusto, 124mm x 50 di cepo (che è un’unità di misura espressa in sessantaquattresimi di pollice), potrà essere marcato per l’appunto “Robusto” (vitola de salida) nella fabbrica Cohiba, oppure “Epicure No. 2” nella fabbrica Hoyo de Monterrey, “Serie D No. 4” nella Partagás o “Royal Coronas” da Bolivar. La vitola de galera prominente (194mm x 49 di cepo) sarà chiamato “Double coronas” da Hoyo de Monterrey, “Lusitanias” da Partagás e “Don Alejandro” da Vegas Robaina.
La vitola de galera detta Marevas (129mm x 42 di cepo) – forse quella più diffusa – sarà nella fabbrica Bolivar la vitola de salida “Bolivar Tubos N. 2”; per Cohiba il “Siglo II”; per Montecristo il “N. 4”; per Punch il “Royal Selection n. 12” o il “Petit Coronas del Punch” (il primo a sezione circolare, il secondo invece quasi rettangolare), e così via.

I sigari si dividono principalmente in due tipologie: Parejos e Figurados.

  1. I Parejos sono i sigari con la classica forma cilindrica.
  2. I Figurados sono quei sigari con almeno una delle estremità rastremata.
    La categoria dei figurados a suo volta si divide in due sottocategorie:  i Perfectos, sigari con entrambe le estremità rastremate ed i Semi- Figurados,sigari che hanno solo una delle due estremità rastremata.

DIMENSIONI DEI SIGARI

Le dimensioni del sigaro si riferiscono al suo largo ed al suo cepo.
Il largo corrisponde alla lunghezza del sigaro e viene misurato in pollici o millimetri a seconda del mercato in cui si trova.

Il cepo corrisponde al diametro (nel suo punto maggiore in caso di figurados) e viene espresso in millimetri o più diffusamente in sessantaquattresimi di pollice.

ANILLA

L’anilla è una fascetta rappresentante il marchio della casa di produzione.

Di questo compito sono incaricati degli operai molto veloci e abili, in grado di apporre l’anilla in pochissimi secondi.

Diversamente da quello che si potrebbe pensare, questa è una fase molto delicata perché la fascetta deve essere chiusa con una quantità minima di colla stando bene attenti che il collante non entri in contatto con la fascia; diversamente , al momento di rimuoverla, il fumatore si troverebbe in mano un pezzo di foglia e questo potrebbe causare il progressivo srotolamento del sigaro stesso.

Va detto che nessun sigaro, specialmente nessuno di quelli di alta qualità, è assemblato utilizzando collanti o elementi chimici.

MICROFERMENTAZIONE del sigaro

Per quanto riguarda i sigari è più corretto parlare di micro-fermentazioni anziché di fermentazioni poiché queste ultime avvengono solo in fase di preparazione delle foglie del tabacco.

Il sigaro è confezionato con cinque foglie di tabacco; le foglie di tabacco prima di venire rollate vengono inumidite dal torcedor per divenire più morbide e di più facile lavorazione.

Una volta confezionati i sigari vengono tenuti per un periodo che varia, da una settimana a sei mesi, in armadi climatizzati per far scaricare loro l’umidità in eccesso. Durante i periodi caldi, o in presenza di temperature superiori a 23°, all’interno del box /cabinet si possono verificare delle micro-fermentazioni dovute al calore ed al tasso di umidità dei sigari.

Quanto più alti saranno i tassi di umidità e di calore, tanto più forti saranno le micro-fermentazioni che rilasceranno ammoniaca.

L’ammoniaca è altamente volatile ed in presenza di una buona ventilazione abbandonerà i sigari in un periodo che varia tra gli 8 mesi e i 3 anni.

Se l’ammoniaca non è avvertibile al naso non è detto che la micro-fermentazione non sia presente nei sigari, ma l’ammoniaca in eccesso copre gli aromi ed i sapori del tabacco.

Vi sono altri elementi da considerare nel processo di fermentazione.

Se le foglie che compongono il nostro sigaro sono particolarmente ricche di oli, zuccheri, acidi organici, tannini e nicotina le micro-fermentazioni saranno più consistenti e gli aromi del tabacco avranno bisogno di più tempo per affiorare al meglio.

Mediamente una corretta tipologia di conservazione, dovrebbero essere sufficienti 9 mesi di affinamento per i sigari con poco ligero, denominati soavi ed un minimo di 12 mesi per i sigari forti e corposi.

Questi tempi permettono alla liga di armonizzarsi. La tripa (ripieno) è composta da tre foglie di tabacco con caratteristiche organolettiche diverse.

Anche in questo caso è il tempo a permettere alle tre foglie di amalgamarsi restituendo un sigaro più equilibrato.

“sick period”

Il cosiddetto “periodo malato” consiste in un arco di tempo variabile da sigaro a sigaro, che va da circa un mese a circa un anno dopo la fattura.

In pratica avviene nel sigaro una microfermentazione che produce ammoniaca: se si fuma in questo periodo il sigaro è molto forte con sentori ammoniacali.

Quanto più ligero è presente nel sigaro quanto più questa fase dura, ragion per cui marche dai sapori più decisi richiedono tempi di maturazione più lunghi.

Pare che questo problema sia relativamente recente: fino a quando, negli anni ottanta del XX secolo, la richiesta è stata contenuta i sigari erano lasciati maturare a lungo e immessi sul mercato quando erano già fuori dal sick period.

Oggi invece la forte richiesta spinge sul mercato prodotti non ancora pronti, che il consumatore deve aver cura di far invecchiare.

Da notare che il problema è presente per i sigari cubani e pressoché assente per sigari di altre provenienze.

La nostra esperienza ci ha portato a far maturare i sigari all’interno del nostro humidor per qualche mese, prima di proporli perfetti ai nostri clienti.