La vitolas Hermosos no.4 una produzione cubana da scoprire

È un sigaro amatissimo da molti fumatori esperti, che ne apprezzano l’indole dolce, ammantata di raffinate sfumature inscritte in un registro sempre garbato e suadente.

Nella scelta dell’apellido de galera da attribuire a un sigaro i cubani hanno sempre mostrato una singolare fantasia.

Occorre tuttavia dire che, in alcuni casi, la scelta si rivela particolarmente felice.

È questo il caso dell’Hermoso No. 4, fratello minore della famiglia degli Hermosos, composta da 4 differenti moduli di varia lunghezza ma accomunati da un unico cepo, il 48.

Fatta eccezione per alcune referenze edite in tiratura limitata o in qualche shape perfecto, sarebbe inutile cercare moduli di calibro analogo nell’intero vitolario cubano, perché non ne troveremmo: il 48 è riservato solo a loro, gli Hermosos, i “bellissimi 4”.

Di questa singolare peculiarità, d’altronde, l’Hermoso no. 4 è il più fedele interprete, e non è un caso che tutte le referenze chie gli sono state dedicate nel corso degli anni da varie marche siano divenute degli autentici must. La lista dei sigari riservati a questo meraviglioso formato, molto simile al Robusto ma leggermente più lungo e di cepo inferiore (RG48x127), pur se non molto folta, è però di certo assai intrigante.

Come non ricordare ad esempio il Connoissieur No. 1 di H. Upmann, il San Luis Rey Regio, l’Hoyo de Monterrey Hermoso No. 4 Anejado e, last but not least, il celeberrimo, richiestissimo e ormai introvabile Don José de La Escepcion in Edizione Regionale italiana?

Accanto a questi sigari di ormai difficile reperibilità, vi sono però ancora oggi referenze che esprimono tutto il fascino e la godibilità del formato e che sono tuttora importate in Italia, come lo Choix Suprême di El Rey del Mundo, il Por Larraňaga Picador, il Romeo y Julieta Exibition No. 4 e il Vegas Robaina Famoso.

Tutti i sigari appartenenti a questa vitola sono naturalmente rollati a mano con foglie intere provenienti dalle migliori vegas di Vuelta Abajo.

El Rey del Mundo – Choix Suprême

Appartenente a un brand glorioso, artefice di autentici masterpiece assoluti come il compianto Taino e noto per la sua inconfondibile dolcezza, lo Choix Suprême si presenta nella classica habilitada da 25 pezzi.

Un sigaro Hermosos avvolto in fasce colorado dai toni bruni, di notevole bellezza.

Come tutte le produzioni di nicchia, vanta una invidiabile costanza produttiva, nobilitata da una costruzione praticamente esente da difetti.

È un sigaro amatissimo da molti fumatori esperti, che ne apprezzano l’indole dolce, ammantata di raffinate sfumature inscritte in un registro sempre garbato e suadente.

Quando giovane può presentarsi più tonico, di forza maggiormente pronunciata rispetto alla norma, ma un affinamento anche non eccessivamente prolungato gli dona un’eleganza inconfondibile, l’eleganza unica di El Rey del Mundo.

Sigaro per tutti, di non ampia reperibilità.

Por Larraňaga – Picadores

Lanciato nel 2014 come prodotto destinato alle Casas del Habano e agli Habanos Specialist, questo sigaro naviga in un incomprensibile semi-anonimato.

Il Picador appartenente a una marca dalla storia significativa, che è parte stessa della cultura dell’habano sia per le vicende storiche che l’hanno sempre vista protagonista che per la superba qualità dei suoi manufatti, apprezzati da moltissimi personaggi famosi del passato.

Presentato in habilitada da 25 e vestito da un’anilla diversa rispetto a quella classica del brand, si offre alla vista ombroso e ammiccante, impressioni che trovano conferma già dopo l’accensione, sin dai primi sbuffi di fumo.

Di forza media, vanta una palette aromatica riconoscibilissima, soprattutto se avremo la bontà di concedergli un minimo di affinamento.

Solo allora questo Hermoso No. 4 ci concederà quella ineffabile, particolarissima nota di caramello che caratterizza la produzione di Por Larranaga.

Sigaro per tutti, di buona reperibilità e dal buon potenziale di affinamento.

Romeo y Julieta – Exibition No. 4

Chiunque voglia approcciarsi a questo Exibition No. 4 di Romeo y Julieta dimentichi la suadente affabilità che, come un marchio di fabbrica, caratterizza i manufatti del brand.

Questo Hermoso vanta infatti un carattere tutto suo, deciso, tonico, dall’indole particolare e fuori dagli schemi.

Ne è testimonianza una palette aromatica, decisamente orientata verso sentori terrosi che nel corso della fumata si propongono con singolare gagliardia insieme a una partitura inconsueta e complessa.

Il ritmo riporta alla memoria il poderoso incedere di un altro grande Hermoso No.4, il Regio di Saint Luis Rey; tali assonanze risultavano ancor più evidenti quando era possibile rinvenire il manufatto del meraviglioso cabinet da 50 pezzi, ormai fuori produzione da tempo.

Sigaro destinato a palati esperti, non vanta purtroppo un’ampia reperibilità; oggi è disponibile in habilitadas da 25 pezzi .

Buono il suo potenziale di affinamento.

Vegas Robaina – Famosos

Il Famoso è uno dei due soli moduli ormai prodotti dalla marca dedicata a Don Alejandro Robaina, uno dei più grandi vegueros cubani.

Questo sigaro si presenta sovente avvolto da fasce colorado dai toni bruni, quasi tendenti al maduro ma fini e setose; la costruzione non tradisce le attese degli appassionati di questo brand, sovente e ingiustamente sottovalutato ma di grande eleganza e strutturato su un registro di gusto medio-forte che però si offre a una grande godibilità, senza preclusioni per chi voglia avvicinarsi a questo formato.

La palette aromatica offe un complessità interessante quanto inattesa, frutto di una liga progettata con estrema cura come spesso accade nelle produzioni di nicchia ove, come anche in questo caso, si riscontra una pregevole omogeneità produttiva.

Un sigaro raffinato, per intenditori, destinato a diventare un buon investimento nel tempo.


Il sigaro Panatela più buono e raffinato del mondo!!

In questi giorni sono arrivati in tabaccheria i sigari panatela Davidoff Winston Churchill Late Hours, composto con tabacco affinato in botti ex whisky per tre mesi.

Il panatela The Late Hour conquista subito con aromi dolci e corposi, la sua dimensione lo trasformano nel perfetto intermezzo delle ore più lunghe e dure della giornata.

Sir Winston Churchill trovava la sua scintilla nel buio.  Era un uomo che trovava nella notte la sua fonte di ispirazione.  La sua creatività non si attenuava al calar della sera, anzi.

Ora Davidoff celebra questa sfaccettatura del suo carattere con un sigaro speciale: The Late Hour panatela.

Letteralmente “l’ora tarda” un nome quanto mai azzeccato, celebrato da Davidoff con un connubio quanto mai particolare, ma che racchiude due elementi che da sempre contraddistinguo il celebre statista: i sigari e il Whisky.

Per realizzare la miscela dei Sigari Winston Churchill Late Hour sono stati impiegati tabacchi raffinati: Vicente Mejorado Visus (Repubblica Dominicana), Piloto Seco (Repubblica Dominicana), Olor Visus (Repubblica Dominicana), Esteli Visus (Nicaragua), e Condega Visus (Nicaragua); ed è proprio quest’ultimo tabacco la chiave di tutto.

Il tabacco nicaraguense Condega Visus viene invecchiato in barili usati per lo scotch single malt ad Esteli.

Il tabacco viene fortemente premuto all’interno dei barili, usando la tecnica per produrre il Perique americano.

Quando la temperatura nei barili chiusi aumenta, il tabacco comincia un processo di fermentazione. Fermentazione sempre controllata.

Dopo un mese e mezzo circa, il tabacco viene girato sull’altro lato per un affinamento di ulteriori quarantacinque giorni, per un totale di tre mesi di invecchiamento.

Durante il processo di invecchiamento ed affinamento in barile, il tabacco assorbe gli aromi del whisky e della rovere. Un affinamento attento che solo Davidoff sa fare.

L’invecchiamento in barile conferisce note dolci e un sapore pieno, corposo, rotondo.

Dopo sei mesi, il tabacco è pronto per essere introdotto nella miscela che costituisce il sigaro panatela The Late Hour.

Il panatela The Late Hour conquista subito con aromi dolci e corposi, la sua dimensione lo trasformano nel perfetto intermezzo delle ore più lunghe e dure della giornata

Una danza con il diavolo che regala un ricco sentore di rovere e aromi speziati, un sigaro unico!!

Avvolti in foglie di tabacco scure i Panatela Winston Churchill Late Hours sono un’esperienza indimenticabile che apre la strada a possibilità infinite con un fumo intenso che dà tono alla vita, senza alcun limite.

Consigliamo d’ abbinare i sigari Panatela Davidoff The late Hours robusto con dell’ottimo whisky Glenglassaugh Peated Virgin Oak Wood Finish.

Le note leggermente torbate e legnose dello Glenglassaugh Peated Virgin Oak Wood Finish ben si abbinano al carattere un po’ più virile ed una maggior speziatura del Panatela Davidoff Late Hour.


Nostrano del Brenta Millenovecentotrentanove, ottantesimo anniversario.

In arrivo l’edizione limitata 2020 dalle manifatture del Nostrano del Brenta.

Per celebrare il suo ottantesimo anniversario, il Consorzio Tabacchicoltori Monte Grappa ha deciso di proporre questa magnifica confezione di sigari con 8 sigari ” Il grande Doge Foscari” e 8 sigari “Il grande sestriere Castello”.

Tutti rigorosamente fatti a mano e invecchiati 12 mesi.

Come ormai avviene da alcuni anni, Manifattura dell’Antico Sigaro Nostrano del Brenta, presenta anche quest’anno un edizione limitata.

Negli anni scorsi, la manifattura ha deliziato gli amanti di questo sigaro dalla storia secolare, con delle edizioni limitate di indiscusso successo: prima la Giara del Fondatore: un elegante vaso di ceramica contenente 33 sigari tronco-conici.

Successivamente con il Clandesitino Cinque-12 presentato in un vero e proprio humidor da 20 sigari ammezzati.

Oggi la Millenovecentotrentanove Nostrano del Brenta edizione limitata per il 2020 prevede un confezionamento completamente nuovo.

Una bellissima latta vintage con coperchio ad incastro, che ricorda le antiche confezioni delle drogherie.

All’interno della latta Millenovecentotrentanove troviamo ben 16 sigari bitroncoconici, dalle dimensioni più generose rispetto agli standard a cui siamo abituati.

I sigari, completamente fatti a mano ed invecchiati 12 mesi, infatti misurano ben 185 mm di lungh. per 18 mm di diametro alla pancia centrale suddivisi in due gruppi:

  • 8 sigari FOSCARI, IL GRANDE DOGE
  • 8 sigari CASTELLO, IL GRANDE SESTIERE

 

Note Degustazione:

Foscari, il Grande Doge

Un sigaro delicato ed equilibrato con buona persistenza e note di frutta a guscio.

Come il fratello di serie (Doge), viene confezionato a mano con fascia e sotto fascia secondo l’originario processo tramandato di generazione in generazione.

Gli aromi lievi e fruttati regalano una fumata appagante ed aromatica, ma più forte ed intensa in questa versione “agli steroidi”.

Castello, il Grande Sestiere

Un sigaro complesso nel quale equilibrio, finezza, evoluzione e persistenza medio-lunga, ne rappresentano le principali e maggiori caratteristiche.

Il Castello ricalca le medesime caratteristiche del Sestiere ossia: 100% tabacco Nostrano del Brenta stagionato almeno tre anni e fermentazione lenta, a bassa temperatura, e doppio ciclo di maturazione.

Un sigaro dagli aromi balsamici e liquorosi. Con note dolci e sentori floreali e di fieno maturo, legno, frutta secca e cuoio.

Il Millenovecentotrentanove in edizione limitata sarà disponibile da Maggio 2020, in pochissimi pezzi, un ottima idea regalo per tutti gli amanti fumatori di sigari


Quando il toscanello ammezzato s'incontra con il cognac

In questi giorni sono arrivati in tabaccheria i nuovi toscanelli riserva edizione limitata.

Abbiamo deciso di degustare il toscanello riserva, l’ammezzato del botteghiere ….  un sigaro italiano che cattura l’attenzione per la goccia di cognac che bagna la punta a soprattutto cattura i sensi con i suoi profumi.

La curiosità, la nostra passione per il cognac ed i buoni sigari toscani ci portato a degustare il nuovo Toscanello riserva l’ammezzato del botteghiere.

Un toscano ammezzato della Manifattura sigaro toscano prodotto in edizione limitata, come già fu per toscanello Barrique.

La manifattura sigaro toscano fa un omaggio a tutti coloro che abbinano la fumata di un buon sigaro toscano ad un distillato nobile come il cognac.

Il Toscanello riserva l’ammezzato del botteghiere fa parte della serie toscanelli aromatizzati di cui abbiamo già accennato nel nostoro articolo “I toscanelli o ammezzati”.

Un ammezzato dal gusto naturale ma innovativo.

Una goccia di cognac sulla punta ne ingentilisce la fumata, anticipando l’intensità ed il gusto tostato del tabacco kentuky italiano e nordamericano.

La nostra attenzione è stata subito calamitata dal punta del toscanello bagnata col cognac.

Note Degustazione:

L’accensione è facile, la costruzione è perfetta subito si è avvolti da un esplosione di gusti e di profumi.

Il Toscanello riserva al cognac inizia con una nota di pane tostato, caffè espresso e alcune note floreali, ricorda molto i profumi della colazione mattutina, ma eccessivamente dolci.

L’aroma del cognac è molto interessante, ma raffinato, non prevarica le note  dolci del toscanello.

Consigliamo l’abbinamento con un distillato equilibrato, come un armagnac,  perchè le note aromatiche del sigaro rimangono sempre corpose ma equilibrate.

Il fumo è voluminoso, bianco, con sensazione di freschezza e dolcezza  sulla lingua.

La fumata è piacevole e appagante, il tiraggio perfetto, fin troppo facile e la forza nicotinica è media, ma ben equilibrata con tutto il flavour.


Cohiba Medio Siglo

La produzione di Cohiba, il più prestigioso tra i brand cubani, si articola su diverse linee di prodotto; accanto all’originale Linea Classica nel tempo si sono infatti aggiunte la Linea 1492, La Linea Maduro e gli ambitissimi Behike.

La linea Cohiba 1492

La Linea 1492, altrimenti nota come serie dei Siglos Cohiba, venne introdotta nel 1992 per ricordare i cinquecento anni dalla scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo.

In origine era composta da cinque moduli di sigari, cui venne attribuito l’apellido de salida (nome commerciale) di ognuno dei cinque secoli trascorsi da quello storico evento.

Le vitolas scelte per la serie furono selezionate con l’obiettivo di ampliare il portfolio delle referenze offerte sino ad allora, in modo da assecondare i gusti di tutti gli appassionati.

Al momento del lancio Cohiba propose nella serie 1492 cinque tra i moduli più amati all’epoca, per essere precisi :

  • Siglo I, Perla;
  • Siglo II, Mareva;
  • Siglo III, Corona Grande;
  • Siglo IV, Corona Gorda,
  • Siglo V, Dalia.

Per celebrare i dieci anni dall’introduzione della linea, alla fine del 2002 la serie si arricchì di un nuovo, inedito modulo, il sigaro Cohiba Siglo VI (Canonazo), mentre nel 2016, in occasione del cinquantesimo anniversario del brand, è stato introdotto il Medio Siglo.

La linea si caratterizza per un gusto medio ed un grande equilibrio aromatico e di corpo che, con alcuni importanti distinguo, rende la caratteristica dolcezza del brand apprezzabile anche dai palati meno esperti.

Note Degustazione:

Nelle sue compatte dimensioni, il sigaro cubano Medio Siglo cohiba  riassume e condensa la storia dell’intera Linea 1492 e dei suoi moduli, visto che lunghezza e diametro ricalcano, rispettivamente, quella del Siglo I (102mm) e del Siglo VI (52/64 di pollice).

Le fasce che lo avvolgono il sigaro, uniformi e seriche, sono all’altezza dello standard di eccellenza cui Cohiba ci ha ormai abituati e che vedono prevalere un colorado dal tono dorato, luminoso e impeccabile quanto la costruzione generale.
Già al debutto il sigaro sprigiona tutto il fascino del brand; sin dai primi puff si offre rotondo, corposo e senza sbavature nell’espressione di una gamma aromatica giostrata su sentori dolci e finemente speziati.

Sebbene la serie Cohiba 1492 dei Siglos sia strutturata su un sapore medio, meno potente rispetto alle altre proposte di Cohiba, occorre osservare come tale affermazione non costituisca certamente un demerito.

Anzi bisogna apprezzare l’equilibrio della linea Cohiba 1492.

Tutto, in questa linea, reca la soave ricercatezza che caratterizza ogni manufatto di Cohiba.

Il Cohiba Medio Siglo non si sottrae dunque a questo ruolo offrendo, peraltro, una vivace tonicità che nell’incedere della fumata è in grado donare un’esperienza rilassata, ma complessa e gratificante; il pregevole intensificarsi delle note aromatiche guida infatti il fumatore in un percorso gustativo di grande morbidezza ed equilibrio, che nella sua metronomica accuratezza ricorda le caratteristiche di un altro grande Cohiba, il leggendario Talisman.

Per una fumata eccezionale vi consiglio d’abbinare il sigaro Cohiba medio siglo con un ottimo e raffinato rum londinese come il Merser & C. Rum Double Barrel


Trinidad Media Luna

In questi giorni sono arrivati in tabaccheria i sigari Trinidad Media luna.

Abbiamo deciso di degustare il sigaro più particolare e nobile della produzione Habanos…  un sigaro cubano che cattura l’attenzione con la sua cappa perfetta ma soprattutto cattura i sensi con i suoi profumi.

Non esiste altro brand cubano che possa vantare l’aristocratica, signorile allure di Trinidad. Illustrare le molte singolarità della marca dedicata alla splendida città patrimonio dell’Unesco sarebbe oltremodo affascinante, ma in questa sede ci limiteremo a tratteggiare i dati essenziali di questa straordinaria manifattura.

Nata nel 1969 nella leggendaria villa Fowler, meglio nota come El Laguito, Trinidad viene concepita per rappresentare l’espressione più alta del Tabaco Negro Cubano e del suo torcido.

Sino al 1998, anno in cui viene ufficialmente presentata nel corso del primo Festival del Habano, è offerta unicamente come dono ai diplomatici da Fidel Castro.

Dal 1969 al 2003 la marca è rappresentata da un solo modulo, il Fundador, nato come Laguito No. 1 (al pari del suo eterno alter ego, il Lancero di Cohiba), ma poi trasformato in Laguito Especial, vitola de galera sfoggiata ancora oggi solo da Trinidad in una forma che potremmo definire di regale esclusività.

Nel 2003 tale isolamento è interrotto dall’inserimento di nuove vitolas, ma il brand continua a veleggiare in una sorta di dorato isolamento fino al 2014, anno in cui viene lanciato il Trinitad Vigia.

Il suo formato, che interpreta fedelmente i canoni dimensionali attualmente in voga, rappresenta un vero e proprio successo planetario, e molti appassionati scoprono finalmente il brand.

Nel 2019, nel corso del XXI Festival del Habano, Trinidad ha festeggiato il suo 50° Aniversario con l’edizione di un humidor commemorativo di straordinaria bellezza realizzato dall’italiana DeArt; per l’occasione il brand ha anche presentato due nuovi moduli, Esmeralda e Media Luna, nonché la riedizione del Topes, l’apprezzatissima Edizione Limitata 2016.

Note Degustazione:

Si ama Trinidad per molte ragioni.

Se ne apprezzano la storia, l’originalità del packaging, la bellezza delle fasce di un irreprensibile colorado dorato e luminoso e la fattura complessiva, sempre inappuntabile.

Ciò che però affascina e seduce maggiormente in questo brand è fuori di dubbio il gusto morbido, suadente ma pieno che ogni manufatto riesce a regalare.

Il nuovo Trinidad Media Luna (vitola Marina, RG50x115), non si sottrae a questa rigorosa, quasi maniacale filosofia produttiva.

Il sigaro manifesta una cura esemplare nella realizzazione che, dopo l’accensione, si riverbera in una fumata che esprime al meglio quella che gli appassionati definiscono come “tipicità di marca”.

Il nuovo Media Luna non tradisce giovanili intemperanze, offrendosi in tutta la sua elegante dolcezza sin dai primi puff.

L’esordio seduce, guidando il fumatore attraverso un orchestrato complesso, giostrato su note di raffinata delicatezza mai urlate ma sussurrate e dipanate in un crescendo sempre più cremoso, che rende il ritmo di fumata vivace e appassionante.

L’evoluzione aromatica non può certamente essere il cavallo di battaglia di un manufatto tanto brevilineo, ma la sua architettura è espressa mirabilmente in una progressione che intensifica le note salienti, declinandole in squisite sfumature che ci accompagnano sino al finale, compostissimo e di lunga persistenza.

Tiraggio e combustione da riferimento, forza media.

Benvenuti nel meraviglioso mondo di Trinidad.


Trinidad Esmeralda

In questi giorni sono arrivati in tabaccheria i nuovi sigari Trinidad Esmeralda.

Una vitola inedita per questo nuovo Trinidad che si distingue per il generoso cepo che trova il suo giusto equilibrio con una adeguata lunghezza.

Nel corso del XXI Festival del Habano, in occasione del 50° Aniversario della marca Trinidad, Habanos s.a. ha voluto rendere omaggio a questo esclusivo brand ampliando il portafoglio standar con tre nuove vitolas due delle quali inedite:

  • Media Luna (cepo 50, lungh. 115mm),
  • Esmeralda (cepo 53, lungh. 145 mm)
  • Topes (cepo 56, lungh. 125mm).

Il nome di questo nuovo Habano rende omaggio a “Calle Esmeralda”, una delle strade più famose e importanti della città di Trinidad.
Una vitola inedita per questo nuovo Trinidad che si distingue per il generoso cepo che trova il suo giusto equilibrio con una adeguata lunghezza.

Un sigaro per molte occasioni che regala una armoniosa eleganza di aromi e sapori senza rinunciare a una corposa fruizione.

La marca Trinidad è un omaggio alla città di Santísima Trinidad, che si trova nella costa a sud dell’isola, che nel 1988 fu dichiarata Patrimonio della Umanità dall’UNESCO.
Le origini della marca Trinidad risalgono all’anno 1969, e per molti anni, come per la marca Cohiba, venne utilizzata come fornitore ufficiale di Fidel Castro con il Foundadores e come regalo di Stato per i diplomatici stranieri.
Trinidad iniziò la sua commercializzazione nel 1998, ma sempre in quantità limitate.

Inizialmente Trinidad proponeva solo una vitola: il Fundadores, realizzata da Avellino Lara per  il fondatore della patria Fidel Castro.

Nel 2003 il vitolario venne ampliato con il Reyes, il Coloniales e il Robusto Extra e venne fatto un restyling della immagine della marca rendendola più moderna e in linea con la straordinaria qualità di questi Habanos.

Più recentemente, nel 2015, è stata proposta una nuova vitola: Vigía, che completa la gamma Trinidad.

Per molti anni gli Habanos di questa marca vennero prodotti nella fabbrica de El Laguito, con una ligada molto caratteristica di tabacchi selezionati provenienti da Vuelta Abajo.

Lunghezza (mm): 145
Cepo: 53
Vitola de galera: Dinoras
Confezione: Box da 12
Prezzo: 192€ a box
Manifattura: Totalmente a Mano T.L.
Forza: Media
Tempo di fumata: Circa 60 minuti


Sua Maestà il sigaro robustos Partagas Serie D No.4

Con Partagás Serie D No. 4 si è al cospetto di un classico di valore assoluto.

Considerato mondialmente il sigaro Robustos di riferimento, un vero masterpiece.

IL BRAND PARTAGAS, HABANOS

Siamo convinti che un tempo esistesse uno stretta similitudine tra i sigari di una marca e l’artefice della stessa.

Perlomeno, questo si può senz’altro affermare di Don Jaime Partagás Ravelo che, giunto a Cuba attorno primi del ‘900, nel 1845 diede vita all’omonimo brand.

Dispotico e spigoloso, Don Jaime fu però anche un audace innovatore; a lui si devono i rigorosi criteri di selezione delle più belle foglie che selezionava personalmente dalle migliori vegas di Vuelta Abajo, nonché alcune innovazioni utilizzate nei processi di cura e fermentazione.

La sua esuberante personalità, unita a una grande conoscenza del tabacco, sono ancora oggi testimoniate dalla tipicità del brand, che vanta un carattere e una forza divenuti autentici tratti distintivi di una delle manifatture di Habanos più apprezzate al mondo la Partagas.

Partagás ha sempre vantato un vitolario ricchissimo, creato per assecondare le richieste di ogni tipo di appassionato; alcuni sigari, tuttavia, brillano di un alone di magnificenza e di gagliardia che li rende inossidabili al trascorrere del tempo: Lusitania, Serie D No.4, Short, 8-9-8, solo per citare alcune tra le referenze più note, rappresentano infatti autentiche icone dell’intero vitolario cubano.

Nel 2015 il brand si è arricchito della nuova, intrigante linea Maduro di cui fa parte il Maduro N.1, robustos cugino del Partagas D N.4.

Note Degustazione:

Dinanzi al Partagás Serie D No. 4 si è al cospetto di un classico di valore assoluto.

Prodotto sin dal 1930 e dismesso solo per un breve periodo, tra il 1965 e il 1975, è il più antico Robusto cubano tuttora in produzione. In origine era più corto di 1 mm (misurava 123 mm) ma dal 1980 ha assunto le misure canoniche di tutti gli attuali Robustos cubani.

La sua inconfondibile anilla rossa e oro già costituisce un vero e proprio marchio di fabbrica, ma ad affascinare gli appassionati è sempre stato il suo caratteristico impianto aromatico solido, avvolgente, di gustosa pienezza; non è un caso che esso sia ancora oggi uno degli Habanos più fumati al mondo, e neppure le over-produzioni di cui è oggetto ne hanno mai snaturato la natura di autentico masterpiece.

Tendenzialmente fasciato da una capa colorado maduro, il Serie D No. 4 riesce sempre a offrire un saggio della poderosa palette aromatica partagassiana, tipicamente densa, corposa e di rutilante complessità.

Le produzioni più recenti, in particolare, vantano una muscolarità avvincente, sorniona, che dipana tutta la ricercatezza di una liga che innamora per il suo raffinato equilibrio.

Nel corso della fumata il crescendo evolutivo non tradisce le attese nonostante il largo ridotto, sino al finale sempre ricco e saziante.

Consigliamo l’abbinamento con un distillato equilibrato, come gli whisky di The Antiquary, perchè le note aromatiche del sigaro rimangono sempre corpose ma equilibrate.


Il tabacco da pipa per principianti

Qual è il miglior tabacco da pipa per principianti?

Come scegliere il tabacco per iniziare a fumare la pipa?

Se stai solo entrando nel mondo del “fumare la pipa”, scoprirai che può essere un mondo travolgente con centinaia di opzioni e varianti di pipe e tabacchi da pipa da degustare e selezionare.

Avere così tante opzioni può rendere difficile sapere con quale tabacco da pipa iniziare.

Abbiamo messo insieme una piccola guida per aiutarti.

Prima di cimentarti nel fumo di pipa per principianti, vorrai scegliere la pipa, e abbiamo un ottimo articolo sull’argomento da leggere.

Ora che ti abbiamo aiutato nella scelta della tua pipa, avrai bisogno di un poco di tabacco adatto ai tuoi gusti.

Quando scegli il miglior tabacco da pipa per principianti, ti consigliamo di prendere in considerazione alcune cose.

Se ti piacciono i sigari, molto probabilmente ti piaceranno i tabacchi non aromatizzati come un morbido burley.  Il Burley se non fosse un tabacco dolce aromatico con meno corpo sarebbe un buon punto di partenza.

Se stai passando dalle sigarette al tabacco, un Cavendish è un buon punto di partenza grazie alla loro convenienza e al profilo leggero che imita la sensazione, sulla lingua, di fumare una sigaretta.

Ti consigliamo inoltre di considerare la frequenza con cui prevedi di fumare la pipa per determinare la quantità di tabacco che desideri acquistare immediatamente.

Se sai che non fumerai troppo spesso le confezioni da 30gr o le lattine sono un’ottima opzione per capire esattamente quale tabacco preferisci.

Una volta che sai quale tabacco ti piace davvero e fumi più regolarmente, puoi trovare i tuoi prodotti sfusi da gustare ogni giorno, con confezioni più grandi o crearti la tua miscela.

Altre cose da sapere quando si sceglie il tabacco da pipa è che non devi fare la tua scelta basandosi solo sull’odore che magari traspira dalla confezione, perché ciò che senti non si traduce sempre nelle sue proprietà di fumata.

Ti consigliamo di leggere le schede prodotto presenti nel nostro catalogo online o su altri siti.

Considera il corpo del tabacco, iniziando a fumare probabilmente non vuoi nulla di troppo corposo e opprimente. Sono interessanti miscele come il Kentucky Bird o il Brebbia 70° anniversario, che contengono dei petali di fiori, eterei e leggermente aromatici, se vuoi un gusto più mediterraneo con profumi di agrumi e limone ti consigliamo il Grousemoor di Samuel Gawith.

Ultimo consiglio, ma non meno importante, conservare il tabacco correttamente.

Il modo migliore è trasferire il tabacco in un barattolo di vetro con il coperchio avvitato.

Inserisci nel vaso una busta di Boveda, ciò impedirà al tabacco di diventare secco e stantio.

Usa una bustina di tabacco per conservare il tabacco per l’uso quotidiano e portarlo con te.


La nuova linea Montecristo Open

La nuova linea di sigari denominata Open è caratterizzata da una cremosità decisamente più spiccata che addolcisce, come in tutti i moduli Open, l’austera palette aromatica che invece caratterizza la linea Classica di Montecristo.

Presentata all’ XI Festival del Habano, la linea OPEN di Montecristo nasce con un target di riferimento ben preciso, che si riflette nella voglia di vita all’aria aperta e in un’immagine di fresca vitalità, proiezione di un messaggio di lifestyle che ben si attaglia al brand Montecristo.
Come nel 2009, anno del suo lancio, la linea vanta quattro vitolas:

  • Eagle (Geniale, RG54x150),
  • Master (Robusto, RG50x124),
  • Regata (Forum, RG46x135) 
  • Junior (Trabuco, RG36x110).

Si tratta di un’offerta dal range dimensionale ben diversificato, in grado di soddisfare ogni esigenza anche in relazione al tempo che si ha a disposizione.

Il Geniale ed il Forum in particolare, rappresentarono all’epoca due autentiche novità; il Geniale, ancor oggi, incarna i canoni dimensionali tuttora in voga mentre il secondo, simile ad un piramide in miniatura, rappresenta un segnale di continuità è un omaggio al Montecristo No.2, vera e propria icona del vitolario cubano.
La linea OPEN vanta una veste grafica autonoma rispetto alla linea Classica di Montecristo, con il logo delle sei spade e del giglio che risulta tagliato (come direbbero gli esegeti dell’araldica) su un fondo giallo e verde.

Tutti i sigari sono inoltre ornati da una seconda anilla, anch’essa dal fondo verde e con scritte e bordi giallo oro, che riporta alla mente gli sport tipicamente “open”.

Ognuno dei quattro moduli, anche in relazione al formato, esprime specifiche peculiarità, caratteristiche organolettiche e struttura propria.

Degustazione sigaro Montecristo Open Junior

Il più piccolo della serie Open è, non a caso, lo Junior; esso interpreta un modulo non molto noto agli appassionati, il Trabuco, che tuttavia esprime tutto il ricercato fascino insito nei formati sottili e brevilinei.
Avvolto da fasce colorado dai riflessi bruni, lisce e omogenee, lo Junior vanta un esordio morbido e suadente, con la fumata che procede placida e sorniona per tutto il primo terzo, per poi aprirsi nella parte centrale e nel finale a una cremosità decisamente più spiccata che addolcisce, come in tutti i moduli Open, l’austera palette aromatica che invece caratterizza la linea Classica di Montecristo.

La dolcezza che caratterizza questo sigaro non deve trarre però in inganno poiché mai assurge a sinonimo di placida bonomia; non si tratta infatti di un sigaro leggero, poiché il livello della forza rimane costantemente su un livello medio, con punte di maggiore intensità.

La sua è una aristocratica gradevolezza, frutto del perfetto equilibrio di aromi, sapori e struttura che la liga riesce ad offrire.

Come nella tradizione di Montecristo, questo piccolo Open è d’altronde realizzato in maniera magistrale: sia la combustione che il tiraggio risultano perfetti, mentre la cenere, di un grigio medio, è solida e saldamente ancorata al braciere.

Non si può ovviamente chiedere a questo manufatto una clamorosa evoluzione, ma il registro su cui è impostato rimane comunque sempre gradevole, improntato alla tipicità marcaria ed armonioso nella sua garbata linearità.

Consigliamo l’abbinamento con un distillato equilibrato, come gli whisky di The Antiquary, perchè le note aromatiche del sigaro rimangono sempre corpose ma equilibrate.


Innovativo take away per l'acquisto di sigari e tabacchi da pipa

Come comprare sigari e tabacchi da pipa premium convivendo con il coronavirus, il famigerato Covid-19?

Ecco alcune linee guida e gli innovativi servizi messi a disposizione da Tabaccheria Toto13 per facilitare l’acquisto di sigari, toscani e tabacchi da pipa

L’attuale perdurare e complicarsi della situazione e l’implementazione di nuovi principi di difesa sanitaria, ci spingono ad interrogarci sul nostro futuro ed ad una attenta riflessione di cui vi facciamo partecipi.

Con la pandemia di Coronavirus Covid-19 ci siamo trovati in una situazione difficile da gestire, limitativa delle nostre libertà ma soprattutto un cambio epocale delle nostre consuetudini e abitudini.

Abbiamo imparato il telelavoro, la distanza fisica e sociale, il riscoprire l’ambiente famigliare, i negozi di vicinato, un sistema di comunicazione e socialità filtrato dalla tecnologia, gli acquisti online, l’indossare la mascherina..

Purtroppo nella fase di ripartenza dovranno essere mantenute e rispettate regole come indossare la mascherina, i guanti ma soprattutto distanza fisica e accesso scaglionato alla tabaccheria, disinfezione periodica di locali e oggetti …. il rispetto della normativa presente e futura.

Possiamo quindi prevedere un sostanziale cambiamento delle modalità di vendita al dettaglio di tabacchi da pipa e sigari, ma nel contempo anche di distillati ed accessori per i fumatori.

Sono scenari in continua evoluzione che richiedono riflessione, attenzione, miglioramenti … la ricerca e l’implementazione di sistemi di comunicazione e vendita innovativi.

La nostra prima riflessione è relativa all’acquisto dei sigari presso la tabaccheria.

Purtroppo sarà difficilmente compatibile con le attuali prescrizioni e cautele sanitarie il “rito” della scelta e tasting dei sigari all’interno di walk-in umidificati o zone non areate.

I sigari sono materiale biologico, conservato in ambienti che potrebbero favorire il perdurare del virus Covid-19, e toccandoli con le mani o venendo a contatto con le micro-particelle del respiro potrebbero essere veicolo di infezione.

Di certo i sigari sciolti sono difficilmente disinfettabili, mentre non è così per la confezione, il box in legno o cartone.

Sicuramente in questo settore le nostre consuetudini andranno cambiate, saranno da preferire i sigari confezionati con cellofan, in tubi d’alluminio oppure in box di cartone o legno.

L’attuale normativa dei monopoli già prevede la vendita in confezione e vieta la vendita del prodotto sciolto.

Credo si debba ritornare a questo principio, sollecitando i produttori a immettere sul mercato confezioni con quantitativi di pezzi più contenuti oppure contenetti diverse prodotti.

Situazione diversa, ma non meno complicata, è l’acquisto di tabacchi da pipa, distillati ed accessori per fumatori.

In questo settore era previsto l’accogliere e seguire il cliente, proponendo e consigliandolo nella scelta.

In tempo di Covid-19 Sars2 purtroppo le cose cambiano, l’accesso di una persona alla volta, l’imperativo di mantenere le distanze, il non poter vedere il sorriso celato dietro la mascherina, il non poter toccare la pipa a mani nude. …..

Ci stiamo attrezzando per potervi dare un servizio innovativo, completo ma compatibile con le attuali esigenze sanitarie e di accesso scaglionato alla tabaccheria.

Per mantenere gli alti standard qualitativi e propositivi in questo caso possiamo usufruire della moderna tecnologia e di un piccola arguzia.

Su TabaccheriaToto13.com, il nostro Shop online trovate già tutti gli accessori per fumatori, le pipe, gli Zippo, gli articoli regalo, i coltellini e i distillati con i nostri migliori consigli, le schede di degustazione così sarà facile scegliere, far preparare la confezione regalo, ma soprattutto, acquistare e ritirare in negozio pagando al momento del ritiro.

In alternativa potete scegliere di farvi spedire il prodotto, che vi verrà consegnato in sole 24/48 ore!

Per i tabacchi da pipa stiamo terminando il nostro catalogo tabacchi exclusive con le recensioni dei tabacchi da pipa e le valutazioni.

Questo catalogo online, come già altri e più approfonditi blog sul tabacco, permette di avere utili informazioni per scegliere il miglior tabacco da pipa o il sigaro.

Per sigari e tabacchi da pipa, noi, di Tabaccheria Toto13 vi mettiamo a disposizione un servizio di take away, innovativo….

Con una semplice telefonata potrete farvi preparare i tabacchi o i sigari scelti e poi passare a ritirali pagandoli anche con Bancomat o Carta di Credito.

I sigari ed i tabacchi da pipa vengono confezionati mantenendo il più alto standard sanitario, voi dovete solo fissare l’appuntamento per il ritiro.

Attualmente stiamo utilizzando questo servizio di take away per tabacchi e sigari, per agevolare i fumatori, per dispensare consigli e soprattutto eliminare code e tempi d’attesa.

Il numero telefonico per contattarci è 0331554128

Ci potete messaggiare o video contattare tramite Skype, Whatapp o Wechat al numero 3392732323 oppure tramite Messenger .

Sicuramente la situazione cambierà, stiamo cercando di sviluppare un sistema di video chiamata che ci permetterà di farvi entrare nel walk in humidor virtualmente, scegliere il tipo di sigaro, ordinare e ritirare la scatola.

Sicuramente non ci fermeremo qui, ci saranno novità, assestamenti, evoluzioni ma ci è piaciuto condividere con voi le nostre riflessioni e le possibili soluzioni.

Per questo vi chiediamo d’avere pazienza, e di comunicarci i vostri suggerimenti per poter migliorare .


Le scatole dei sigari cubani, una piccolo mondo da scoprire e conoscere

Chi sia già addentro alla cultura del’habano conosce bene la complessa realtà del condizionamento in tutte le sue espressioni.

Esistono infatti molteplici tipologie di packaging, che utilizzano materiali, forme, decorazioni e finiture diverse…

Per quanto ciò sembri essere il risultato di scelte unicamente estetiche, la scelta del confezionamento dei sigari cubani racchiude invece una logica stringente, affatto casuale, che ricalca fedelmente motivazioni di carattere storico ovvero legate alla stessa filosofia produttiva di un dato manufatto o di un linea.
Risultando difficile se non impossibile delineare un quadro completo di tutte le tipologie di packaging, di scatole di sigari esistenti, riporteremo di seguito le caratteristiche essenziali dei box più conosciuti e diffusi.

HABILITADA o Cajon Corriente

Si tratta della scatola di sigari più diffusa, quella maggiormente utilizzata da quasi tutti i brand cubani.

E’ un confezionamento che pare sia stato introdotto da Ramon Allones, il primo a ornare le scatole di legno rivestendole con fogli riccamente decorati da litografie a colori.
È una scatola per sigari concepita per contenere svariati tipi di condizionamento singolo.

All’interno di una Habilitada possono trovare infatti posto sigari disposti su una o due file, in mazo avvolto da lamina di carta argentata o in tubos.
Le confezioni più diffuse sono quelle da 10 e 25 sigari; una delle caratteristiche particolari di questo confezionamento è che i manufatti possono presentarsi box-pressed, ovvero leggermente squadrati per effetto di una serrata disposizione; tale particolarità, ora rinvenibile su un numero di referenze assai minore rispetto a un tempo, era dovuta al fatto che i box venivano realizzati con una larghezza inferiore al necessario affinché i manufatti, posti nella scatola leggermente pressati tra loro, non potessero subire danni durante il trasporto.

Semi Boite Nature (SBN)

Si tratta di una scatola per sigari di legno grezzo, con il nome del brand e della referenza incisi a fuoco sul coperchio e sui lati.

Il coperchio della scatole dei sigari SBN è fissato da due cerniere e chiuso dal classico fermaglio a bottoncino, detto in inglese brooch.
Esistono SBN da 5,10, 20 e 25 sigari; nelle prime due tipologie i sigari sono disposti su unica fila, in quelle da 25 su due file sovrapposte, separate da una lamina di cedro. Unico esempio di SBN da 20 pezzi è dato dal box di Partagas Serie D No. 6, che presenta i sigari su due file parallele, non sovrapposte, in una inedita disposizione.

Anche l’unica SBN da 5 pezzi appartiene a Partagas; è dedicata al Serie E No. 2 che, tra l’altro, per questo packaging introdusse una ulteriore novità, quella del bofeton a copertura parziale dei sigari, una soluzione prima presente solo nelle habilitadas ma ora utilizzata anche in SBN destinate ad altre referenze.
Una variante della SBN originaria è data dalla versione barnizada, ovvero verniciata, come le scatole dei famosi Cohiba Beike.

Poiché la tipologia del box non cambia nelle sue note caratteristiche essenziali, riteniamo che questa versione possa dunque rientrare a buon diritto nella medesima catalogazione.

Boite Nature (BN)

Questo box evidenzia sensibili differenze rispetto alle tipologie precedentemente analizzate; inoltre, nel tempo, la sua conformazione si è lievemente adattata ad alcune modifiche apportate all’originale, antico disegno.
Come il nome lascia intuire, le prime BN erano in legno nudo, non verniciate, con coperchio incernierato dall’interno (e non dall’esterno come nelle SBN), meccanismo di chiusura a scorrimento solidale al telaio, marca e referenza riportate a fuoco. Contrariamente alle SBN, però, questo condizionamento vanta una maggiore attenzione in ogni dettaglio costruttivo, anche in relazione alla garanzia di perfetta conservazione garantita ai manufatti contenuti.
Ad oggi l’unica Boite Nature che abbia mantenuto l’originario meccanismo a scorrimento è quella del Sir Winston di H. Upmann. I sigari contenuti in questo tipo di scatola si presentano in forma circolare ovvero solo lievemente box pressed. Di recente sono anche state introdotte varianti con finitura laccata e spigoli tagliati a 45° anziché arrotondati. Di fondamentale importanza il lungo affinamento garantito da questo tipo di scatola ai manufatti che vi sono contenuti.

Cabinet / Slide Lid Box (SLB)

Chiamato in spagnolo Cajon Corredera, rappresenta una tipologia di confezionamento molto interessante a apprezzata. Si tratta di un box in legno, grezzo oppure laccato, in cui i sigari si presentano in mazos avvolti da un nastrino di seta gialla che reca il nome del brand e la referenza. Le iscrizioni all’esterno del box sono riportate a fuoco. Vi sono Cabinet da 10, 25 e 50 sigari. Questo box dalla particolare forma di apertura ha acquisito nel tempo la fama di essere un contenitore di pregio soprattutto nella versione da 25 e soprattutto da 50 pezzi, considerata il meglio delle selezioni da ogni esperto appassionato
I cabinet da 50 si presentano sempre in versione nature, ovvero non laccata, mentre tra i cabinet da 25 unità vi sono anche versioni verniciate come nel caso di Cohiba, i cui cajon correderas tinti e verniciati sono un vero e proprio marchio di fabbrica. I sigari contenuti in questo confezionamento hanno sempre forma tondeggiante e, soprattutto nelle versioni laccate e da 50 pezzi, si prestano ad un lungo affinamento.

8-9-8 (e 3-4-3)

Forma di condizionamento molto particolare, unica nel suo genere e dedicata a pochissime referenze. La creazione di questo box si deve al brand Ramon Allones che, intorno al 1960, lo concepì per contenere un Dalia disposto nella scatola su tre file: 8 sigari sulla prima, 9 sulla seconda e 8 sulla terza.
La singolare peculiarità di questo box risiede nella curvatura dei lati lunghi, che sembrano in qualche modo assecondare la disposizione interna dei manufatti.

I sigari contenuti in questo tipo di scatola sono fasciati da un nastro di seta gialla, riportante il brand e la vitola de salida.

Quando destinato al Dalia, questo box si presenta sempre in versione laccata, a volte anche in scatole più piccole, dette 3-4-3 in ragione della disposizione dei manufatti. Le rare versioni non laccate di 8-9-8 hanno infatti accolto referenze diverse, di minore pregio.

Le Giare

Le giare maggiormente diffuse sono quelle in ceramica ma, soprattutto fino agli anni 70 erano molto in voga le giare in vetro, introdotte sul mercato da H. Upmann nei primi del 900.
La principale prerogativa di questo condizionamento è l’assoluto isolamento che esse garantiscono ai sigari.

Si tratta quindi di contenitori adatti per effettuare un lunghissimo affinamento dei manufatti che vi sono contenuti.

Nelle giare in vetro trasparente, popolarmente note come office glass jars, la lamina di cedro che circonda il mazo serve anche proteggere i sigari dalla luce, problema da cui sono naturalmente escluse le giare in ceramica.

Bellissime anche come oggetto in sé, vengono per lo più utilizzate per la realizzazione di edizioni particolari o commemorative; l’unica giara attualmente in produzione corrente, reintrodotta nel 2010, è in vetro e realizzata da H. Upmann per il suo Noellas, sigaro già commercializzato con lo stesso packaging fino agli anni 80.


Ramon Allones Specially Selected

In questi giorni sono arrivati in tabaccheria i sigari Ramon Allones Specially Selected.

Abbiamo deciso di degustare il sigaro più particolare e bello della famiglia Ramon Allones.

Fondato nel 1845 dai fratelli Antonio e Ramon Allones, questo glorioso brand allinea nel suo pur limitato vitolario referenze di straordinario lignaggio come il Gigantes e lo stesso Allones Specially Selected.

Per comprendere l’importanza che esso ha avuto tra le marche cubane, basti ricordare che a Ramon Allones si deve sia l’invenzione delle litografie a colori che ornano ormai da decenni i box dei sigari Habanos (le così dette “habilitadas”), che la creazione del primo confezionamento 8-9-8, scatola che fu destinata ad ospitare un ormai leggendario Dalia, l’8-9-8 Cabinet Selection Varnished.

Si tratta di una delle 4 storiche marche cubane a gusto forte.

Dal 2005 vanta la produzione di molte Edizioni Regionali, edite in molti Paesi, inclusa l’Italia, che le ha dedicato ben due uscite: il Seleccion Suprema nel 2005 (il primo Corona Gorda mai prodotto da Ramon Allones) e lo Short Perfecto nel 2014; di quest’ultimo sigaro, ormai ricercatissimo dai collezionisti e dai conoscitori più esperti, va ricordato lo splendido e ormai raro humidor prodotto in soli 180 esemplari.

Il RASS, acronimo con cui l‘Allones Specially Selected è altresì noto, rappresenta uno dei Robustos più amati dagli appassionati di lungo corso.

Può vantare una eccellente omogeneità produttiva e una affidabilità di riferimento che neppure alcuni box dalle fasce claro con riflessi verdognoli, da cui a volte è vestito, riescono ad appannare.

Questa particolare sfumatura, in verità, rappresenta piuttosto quasi un marchio di fabbrica, rinvenibile persino sulle produzioni più prestigiose come il compianto 8-9-8 già citato.

Non si tratta di un sigaro dalla potenza troppo pronunciata o prevaricante. Il terreno su cui gioca il suo straordinario fascino è quello dell’equilibrio tra palette aromatica, sapori e forza.

L’avvio è deciso, tonico, ricco di note aromatiche di grande intensità che tendono ad amplificarsi su un letto aromatico sempre più articolato, che con l’avanzare della fumata offre echi di crescente dolcezza.

La parte centrale si fa sontuosa, densa e lussureggiante nella sua maschia eleganza; il terzo finale si arricchisce ulteriormente, in un crescendo di potenza che non evidenzia il seppur minimo cedimento sul piano dell’equilibrio complessivo.

Un must irrinunciabile, per il quale l’affinamento di almeno 3 anni appare tanto imprescindibile quanto foriero di grandi soddisfazioni.


Pipe Ser Jacopo contro pipe Mastro Geppetto

In molti ci chiedono quali differenze ci siano tra le pipe del famoso Ser Jacopo e le pipe di Mastro Geppetto…

Abbiamo deciso di fare chiarezza con un confronto dettagliato dei punti di forza e differenze tra le pipe in radica dei due.

Mastro Geppetto utilizza radica di qualità extra extra. Ser Jacopo utilizza radica extra extra plateaux.

Innanzitutto, Geppetto e Ser Jacopo sono realizzati con lo stesso grado di radica Extra-Extra.

C’è una sottile differenza: Ser Jacopo usa XX Plateaux, che include la corteccia sulla superficie esterna spesso associata alla produzione artigianale di pipe a mano libera.

La radica di Geppetto è XX, ma senza la corteccia. Non dovresti pensare che le mastro Geppetto sono fatte con radica di qualità inferiore.

Il fatto è che tra i numerosi gradi di radica, i gradi qualità XX o Puri si trovano sulla punta della piramide, per cui intendiamo che sono i più costosi e più rari.

Quando la radica viene tagliata, estratta, dal cespuglio, una parte della radica è liscia e una parte è ruvida con la corteccia.

Tutta la radica “Plateaux” proviene dalla parte esterna della radica, più giovane e più ricercata..

La radica per Geppetto proviene dalle parti lisce della radica e quella per Ser Jacopo dalla parte ruvida.

Geppetto utilizza un trapano diritto convenzionale per tutte le sue pipe. Ser Jacopo utilizza un trapano flessibile per curve profonde.

Il foro di tiraggio delle pipe Ser Jacopo è praticato con una speciale punta flessibile. Ciò si traduce in fori di sformo, fori curvi, che consentono a uno scovolino di passare attraverso il fondo del braciere senza dover smontare la pipa.

I fumatori più raffinati, apprezzano questo vantaggio per le pipe di lusso!

Tuttavia, questo sistema di foraggio della pipa, ha un costo, che è il tempo necessario per adattare la macchina a un numero infinito di forme e dimensioni.

Mastro Geppetto utilizza uno strumento convenzionale, con un notevole risparmio di tempo.

Le pipe Mastro Geppetto sono realizzati in una finitura (rustica) e 4 colori. Ser Jacopo è disponibile in 9 finiture e 12 colori.

Ser Jacopo produce pipe in un’ampia varietà di finiture e colori, ben dodici sfumature diverse. La linea Geppetto è disponibile in una finitura: una robusta scultura rustica e in 4 colori: Dark Prum serie 200; Mogano serie 300; Serie 400 Natural e una serie 500 Natural Fumeè.

Le pipe Geppetto sono limitate a 15 forme standard. Ser Jacopo ha possibilità di forma illimitate e particolari come le Ser Jacopo Insanus.

Inoltre, la selezione di 15 forme, in contrapposizione all’infinita possibilità della gamma Ser Jacopo, consente di risparmiare molto tempo. Il numero limitato di finiture, colori e forme si combinano per consentire a Ser Jacopo di utilizzare le economie di scala che hanno imparato negli ultimi anni durante lo sviluppo e la produzione delle loro serie Picta e La Pipaccia.

Le Mastro Geppetto hanno un prezzo al dettaglio suggerito inferiore di circa il 25% rispetto al meno costoso Ser Jacopo, hanno quindi un miglior rapporto qualità prezzo.

Mentre ci sono somiglianze di qualità e artigianalità tra le due linee, ci sono alcuni motivi specifici per la differenza nei prezzi al dettaglio suggeriti.

A parte queste piccole differenze, il tempo necessario per produrre un Gepetto e un Ser Jacopo è praticamente identico.

Entrambi sono realizzati dagli artigiani di Ser Jacopo.

I bocchini sono tagliati a mano in metacrilato.

Il logo Gepetto è una sagoma in argento sterling co forma di Pinocchio intarsiata nel bocchino, mentre quella di Ser Jacopo è una “J” in argento sterling intarsiato.

Entrambe le linee sono completamente confezionate, lucidate e coperte dalla stessa garanzia.

Speriamo che queste informazioni siano utili per prendere la tua decisione.

Per coloro che hanno già familiarità con il comfort e le grandi caratteristiche di fumo delle pipe Ser Jacopo, crediamo che troverai interessantissime le pipe Mastro Geppetto.


Ti' punch, decollàge contro il Coronavirus

In questi giorni di isolamento causa coronavirus ho cercato quale semplice cocktail potesse allietare la giornata…..

Ti’ Punch è un vero e proprio rito, accompagna la vita quotidiana e scandisce il ritmo delle giornate tanto che il primo della mattina è chiamato decollàge.

Il Ti’ Punch è il cocktail  semplice tipico dei caraibi francesi, Martinica, Guadalupa e Marie-Galante. un cockail che rinvigorisce e scalda il cuore, da degustare lentamente meditando sul futuro.

La ricetta tradizionale prevede che in un piccolo tumbler si versi su ghiaccio del Rhum Agricòle Blanc, dello sciroppo di zucchero di canna e si sprema uno spicchio di citron vert, versione locale del lime.

In realtà è difficile tracciare una combinazione unica di questi ingredienti, per le diverse modalità e tradizioni fra le isole e anche perché da quelle parti ti portano tutto l’occorrente al tavolo, per cui le versioni diventano infinite.

Sicuramente la quantità di zucchero è fondamentale, è il gioco sull’equilibrio finale del drink, ognuno sa perfettamente come lo vuole, non una goccia in più , non una in meno.

Lo stesso vale per il citron vert: il piccolo e profumatissimo lime con i semi è spremuto solo in gocce a discrezione.

Un piccolo segreto è invertire la classica ricetta, miscelando prima lo zucchero con il succo di lime, aggiungere poi il Rhum Agricòle Blanc (vi consiglio il rhum Clemnet Canne Blue o il rum  Karukera blanc ) e degustarlo prima senza ghiaccio, che poi aggiungerete dopo il primo sorso.

Aromi di canna da zucchero, fruttati e vegetali, che in equilibrio con le essenze citriche sprigionano una dolcezza unica e la persistenza in bocca è infinita.

Sull’isola di Guadalupa il Ti’ Punch è un vero e proprio rito, accompagna la vita quotidiana e scandisce il ritmo delle giornate tanto che il primo della mattina è chiamato decollàge…. e come racconta qualcuno è meglio e più salutare di tanti energy drink.

Per miscelare il ti’ Punch potete usare un cucchiaino oppure Il bois lèlè ( o bwa-lélé in creolo ) è un rametto della pianta Turbinata Quararibea della famiglia Bombacaceae che alla estremità ha un piccolo nodo con 3 o 5 bracci.

E’ molto aromatico e decorativo e si usa per mescolare il Ti’ Punch.

Altre varianti riguardano i Punch fatti con rhum Arrangè, vale a dire quei Blanc è stata aggiunta in infusione della frutta tropicale, passion fruit, cocco, guava, banane.

Con Rhum Rhum, potente ed intenso, nasce invece il rito del C’Punch come lo vedreste bere dal maestro C’apovilla tra le sue botti a Grand Bourg. Niente zucchero e solo la scorza del lime, nemmeno una goccia di succo, solo gli olii essenziali strizzati nel bicchiere. Per sentirne la potenza, proponetelo prima senza ghiaccio, che poi aggiungerete dopo il primo sorso.
Aromi di canna da zucchero, fruttati e vegetali, che in equilibrio con le essenze citriche sprigionano una dolcezza unica e la persistenza in bocca è infinita


Bitter Gran Milano

Un bitter dal grande carattere, arricchito con i profumi del rosmarino e studiato appositamente per l’estate.

Prende il nome dalla città, Milano la gran Milano che ha dato alla luce i più famosi bitter del mondo.

Il Gran Milano è dissetante nel classico Bitter and soda, ottimo per impreziosire i cocktail più classici come il Negroni.

Sagna di Torino, arricchisce la propria gamma mixology con un nuovo liquore, il Gran Milano Bitter. 

Rosso rubino, profumo intenso, gusto particolare e accattivante bottiglia che non può mancare nella bottigliera di tutti i migliori barman e Mixology…

Elaborato interamente in Italia, dopo diversi mesi di studio e di assaggi dalla DIS Distillers & Distributors della famiglia Inga, già produttrice del Panarea Gin, Gran Milano Bitter è sicuramente un liquore di grande personalità e carattere, ottimo come base per la preparazione di famosi cocktail quali il Negroni e l’Americano.

Il Gran Milano si contraddistingue per la sua freschezza, grazie all’infuso di rosmarino, ma anche per la sua morbidezza ed un intenso profumo di erbe e spezie accuratamente miscelate, come ad esempio la china, l’assenzio romano, la radice di genziana, il cardamomo e lo zenzero…

Un’esplosione di aromi e profumi da consentire al prodotto di essere definito un Bitter a tutti gli effetti ma, allo stesso tempo, molto diverso e semplicemente unico.

La gradazione a 26,2% fa sì che in miscelazione con altri prodotti caratteristici come vermouth e gin, mantenga una nota aromatica molto consistente anche dopo l’aggiunta di ghiaccio.

Vi consigliamo un abbinamento eccezionale Il negroni Panarea: 1/3 di bitter Gran Milano, 1/3 di gin Panarea, 1/3 di vermouth Carpano antica Formula.


Luca Gargano e i rum Habitation velier

Classificazione dei rum di Luca Gargano

Luca Gargano è alla guida della Velier, la più grande società italiana indipendente d’importazione alcolici.

Imprenditore d’avanguardia e massimo conoscitore di distillati nel mondo, nel 2014 è stato eletto “Mejor experto del ron” dagli stessi produttori e, nel 2016, la giuria del Golden Rum Barrel Awards, a Londra, lo ha nominato “Best Rum Influencer of the Year”.

Padre delle selezioni Demerara, scopritore del Caroni a Trinidad e dei Clairin haitiani, ha ideato numerosi progetti innovativi e rivoluzionari non solo nel mondo del rum.

Gargano Classification

È universalmente riconosciuto che il mercato del rum rari e da collezione sta riscuotendo un grande successo in questo momento storico.

Ma una parte significativa di questo successo è dovuta a un numero enorme di marchi e di conseguenza a una grande confusione in ciò che significa il rum.

Questa confusione nasconde il rischio che potrebbe essere solo un successo a breve termine.

Luca Gargano pone finalmente luce e ordine sulle classificazioni del mondo del rhum, sui differenti stili di produzione e sulle distillerie esistenti nei Caraibi isola per isola.

Padre delle selezioni Demerara, scopritore del Caroni a Trinidad e dei Clairin haitiani, ha ideato numerosi progetti innovativi e rivoluzionari non solo nel mondo del rum.

La categoria del rum comprende rum provenienti da distillerie, distillerie con produzione e distillerie chiuse, rum che sono solo marchi, private label, rum invecchiati in condizioni climatiche tropicali o meteorologiche continentali.

Non ha una vera distinzione tra diverse categorie (a parte Rhum agricole AOC).

Velier con Luca Gargano è stata la prima azienda, più di 20 anni fa, a portare il concetto di tre “stili” per distinguere nel mercato europeo tra rum latini, rum britannici e rum francesi.

Velier continua a lavorare per proporre al mondo del commercio e alla comunità del rum un linguaggio unico tra diverse categorie.

Pensiamo che il successo a lungo termine del rum richieda queste enormi differenze portate alla luce, sia tra i prodotti che tra i produttori.

Questa particolare classificazione  è stata creata nel 2015 dal patron di Velier, Luca Gargano, e promossa insieme a Richard Seale della distilleria Foursquare (Barbados).

Classificazione Gargano Rum

Si basa sul metodo di distillazione, l’unico metodo esauriente per includere tutti i tipi di rum. Il distillatore, still o colonna viene posto al centro della classificazione.

Non è un modo per capire la qualità, ma piuttosto un metodo oggettivo per classificare, dare credibilità e valore all’intera categoria di rum.

La prima distinzione viene fatta in base alle materie prime: succo di canna da zucchero, sciroppo e melassa.

  1. Sul primo livello del diagramma sottostante, troviamo il Pure Single Rum, distillato in batch still, garantendo così la resa della materia prima e il know-how del distillatore.
  2. Al secondo livello, troviamo i Single Blended Rum, una miscela di rum distillata in colonna e in batch.
  3. Al terzo livello, troviamo il Traditional Rum che viene distillato in colonne tradizionali singole o doppie.
  4. Al quarto livello troviamo il Rum prodotto in grandi volumi con moderni sistemi di distillazione a multicolonna. Attualmente i grandi produttori stanno creando batch, edizioni limitate molto interessanti.

La classificazione può essere applicata solo ai rum che dichiarano la distilleria di provenienza, sia che si tratti di imbottigliatori originali delle stesse distillerie sia di imbottigliatori indipendenti.

Troviamo molti di questi pregiati e rari rum nella collezione Drop by drop relativa al 70 anniversario di Velier o nella famosa collezione Demerara Distillers ‘Blended in the Barrel’ by Velier.

Ma il prodotto più interessante di questa geniale classificazione dei rum stilata da Luca Gargano è sicuramente la linea di rum Habitation Velier  ed il Velier Royal Navy very old rum.


Rum Villa Paradisetto

Oggi vi presentiamo i primi due imbottigliamenti di questa gamma:

SAVANNA TRADITIONAL 1999 invecchiato 20 anni e il MONYMUSK EMB 1995 invecchiato 24 anni.

Villa Paradisetto, Via Byron 14, è stata la casa di Velier a partire dal 1988 e il luogo di nascita di tutte le selezioni di rum di Luca Gargano.

Dopo 32 anni, all’inizio del 2020, gli uffici di Velier si trasferiranno.

Luca Gargano ha voluto rendere omaggio a Villa Paradisetto e ha chiesto a Warren Khong di realizzare 6 opere che interpretassero artisticamente il luogo dove hanno lavorato per più di 30 anni.

Luca Gargano ha quindi selezionato delle special release di rum provenienti da tutto il mondo, o meglio ha scelto due rum provenienti dalle zone di produzione a lui più care: i Caraibi con la Jamaica e l’oceano indiano con l’isola della Reunion.

Rum eccezionali, piccoli tesori, lungamente invecchiati che saranno imbottigliati in edizione limitata denominata rum Villa Paradisetto Warren Khong.

Per i rum caraibici troviamo un distillato della Monymusk in Jamaica.

Il rum Villa Paradisetto Warren Khong Monymusk Emb 1995 24 Y.O. è blend di due barili della distilleria Monymusk in Jamaica, mark Emb, è un pure single rum, invecchiato 24 anni ai tropici e imbottigliato full proof.

Distillato nel 1995 e imbottigliato nel 2019 ne sono state realizzate pochissime bottiglie.

Vi presentiamo la più rara e la più potente delle prime due release della serie Villa Paradisetto Warren Khong.

L’etichetta del rum Villa Paradisetto Monymusk Emb 1995 24 Y.O. è l’opera d’arte numero 135 di Warren Khong, il rum è un opera d’arte Monymusk… intenso e profumato sviluppa note di fiori bianchi accompagnati dai sentori di caramello e mou.

Un rum completo potente, che il tempo ha reso perfetto, smussando gli angoli ed ammorbidendolo a dispetto di una forza alcoolica non indifferente.  In fase di degustazione due lacrime d’angelo aiutano.

Una bottiglia due volte opera d’arte, un rum spettacolare, e per l’etichetta meravigliosa.

Rum Villa Paradisetto Warren Khong Monymusk Emb 1995 24 Y.O. è una Limited edition da collezionare..

Il secondo distillato selezionato proviene invece dall’oceano indiano e per essere precisi dalla famosissima distilleria Savanna sita sull’isola della Reunion, Francia.

Il rum Villa Paradisetto Warren Khong Savanna 1999 20 Y.O. è heavy rum ricco di esteri della distilleria Savanna dell’isola di Reunion, è un pure single rum, invecchiato 20 anni ai tropici e imbottigliato full proof.

Distillato nel 1999 e imbottigliato nel 2019 ne sono state realizzate poche bottiglie.

Vi presentiamo la più interessante la più aromatica delle prime due release della serie Villa Paradisetto Warren Khong.

L’etichetta del rum Villa Paradisetto Savanna 1999 20 Y.O. è l’opera d’arte numero 134 di Warren Khong.

Un rum luminoso e intenso ambrato, caratterizzato da importanti rimandi mogano.

Il bouquet olfattivo è complesso e articolato, ricco di spezie e di sentori che ricordano il caramello e lo zucchero di canna. Caldo e consistente il sorso, coerente con il naso e di lunga persistenza.

Una bottiglia due volte opera d’arte, un rum spettacolare, e per l’etichetta meravigliosa.

Rum Villa Paradisetto Warren Khong Savanna 1999 20 Y.O è una Limited edition da collezionare.

Per le nuove uscite della collezione rum Villa Paradisetto, vi diamo appuntamento alla seconda quindicina di Aprile 2020…. rimanete sintonizzati, grandi novità in arrivo!


Poul Winslow e le pipe danesi freehand

Poul Winslow l’ultimo maestro della scuola danese di pipe freehand

Ogni pipa del danese Winsløw è un pezzo unico fatto a mano da un pipemaker artista!

Poul Winslow è uno degli ultimi maestri della tradizione di produttori artigianali di pipe della Danimarca.

Gli anni ’60 segnano la definitiva consacrazione delle pipe danesi.

Le pipe della scuola danese potrebbero essere definite delle semi-classiche.

Le caratteristiche che contraddistinguono le pipe della scuola danese sono il peso, la forma e il colore particolarissimi, perfetti.

Spesso si tratta di pipe dalle forme più piene ed arrotondate rispetto alla forma classica e con colorazioni volentieri vicine a tonalità giallo-arancione.

Sebbene Poul Winslow abbia antenati tedeschi e le sue pipe siano molto apprezzate in Germania, rimane un vero pipaio danese. Il mestiere lo ha appreso nel laboratorio di Preben Holm, nel frattempo deceduto, dove ha collaborato per un breve periodo anche con Per Hansen e Ulf Noltensmeier, gli attuali titolari della marca Bang.

Le pipe Danesi sono riconosciute mondialmente tra le migliori e tra le più belle pipe prodotte in Europa.
Poul Winslow diresse la produzione della Preben Holm per quindici anni e nel 1985 decise di avviare un’attività propria.

Altra grande caratteristica delle pipe di Winsløw è la radica, una radica molto invecchiata, scelta per la sua perfezione e mancanza d’impurità o difetti.

Le radiche scelte da Winsløw sono perfette sia esteticamente che qualitativamente.
Da queste radiche perfette nascono le pipe Winsløw capolavori leggerissimi.

La sua ricchezza d’idee e il suo coraggio di plasmare forme e di usare colori particolari sono i fattori che caratterizzano le sue pipe.

Per un certo periodo di tempo decorava gran parte delle sue “Straight Grain” con vere di acrilico colorate applicate all’estremità del cannello.

Oggi alcune pipe sono invece ornate con vere d’argento e talvolta hanno addirittura uno stile quasi classico.

Poul Winsløw ama mostrare la sua arte al pubblico e a tale scopo si reca in Germania e in Danimarca dove soggiorna diverse settimane all’anno.

La fusione dei desideri dei clienti con le sue idee rappresenta una continua sfida.

Attualmente ha due collaboratori e insieme producono circa 3.000 pipe all’anno, commercializzate in vari paesi assieme a quelle della Dunhill e della Stanwell.

Se un esperto ritiene di riuscire a identificare lo stile di Winsløw, si sbaglia poiché egli lo muta continuamente.


Sauro Pipe, l'onda ciò che la infrange la ricrea

Gioacchino Sauro, maestro pipemakers emergente italiano.

Quando la pipa diventa connubio tra filosofia occidentale e filosofia orientale.

Abbiamo incontrato Gioacchino Sauro, uno dei nuovi emergenti maestri artigiani, artisti dalla cui fantasia e dal cui lavoro nascono pipe per tabacco capolavoro…..

a lui abbiamo rivolto poche e semplici domande, per capire questo pipemaker filosofo catanese.

Quando e come nasce la Sauro pipe?

Sono nato nel 1959 e la mia prima pipa l’ho fumata a 14 anni.

Volevo emulare il mito di Sherlock Holmes e così scoprii la calda sensazione di tenere in mano un oggetto di legno levigato a specchio da cui scaturivano odori evocativi di terre lontane.

La Sauro Pipe nasce nel 2009, incoraggiata e sostenuta dal famoso tabaccaio di Palermo Carlo Riggio.

Poiché ho sempre creduto che ogni buon artigiano debba avere un Maestro, ho scelto Mimmo Romeo e sua moglie Karin, entrambi allievi di Teddy Knudsen, icona tra i pipemakers danesi.

Negli anni successivi ho affinato la tecnica con Eder Mathias, Gabriele Dal Fiume e attraverso gli incontri con alcuni dei più famosi pipemakers conosciuti durante gli show più importanti (Chicago, S. Pietroburgo, Dortmund, Tokyo).

Poiché prediligo la finitura naturale, acquisto solo radica di qualità superiore che Mimmo Romeo ha la bontà di mettermi da parte ogni anno.

Difficilmente uso radica stagionata oltre i due anni perché preferisco che il colore della materia prima rimanga quanto più chiaro possibile.

Per la costruzione seguo i canoni del cosiddetto high grade.

Questo vuol dire radica senza o con difetti impercettibili, fiammatura più stretta possibile e occhi di pernice ben evidenti, bocchini in ebanite tedesca, spesso ornati da innesti in legni esotici, e con la spina ricavata dal pezzo, ingegneria della foratura del bocchino a diametro variabile in modo da garantire una fumata quanto più asciutta possibile.

Infine, preferisco la finitura liscia che rende più evidente la bellezza della radica.

A volte, di fronte a pipe dal cannello particolarmente sottile o in bambù, a garanzia della solidità, preferisco costruire bocchini in negativo, con la spina di metallo inserita sul cannello e il foro sul bocchino.

 

Non ho mai sentito la necessità di definire una gradazione per le mie pipe.

Credo che questo sia indispensabile per le pipe in serie ma che abbia poco senso per i pezzi unici che produce un pipemaker.

Un collezionista che acquista, ha già tutti i dati necessari alla valutazione nella sua testa: qualità della radica, originalità dello shape, eventuale rusticatura o sabbiatura, ore necessarie a realizzare il pezzo, presenza di innesti pregiati, tipo di ebanite, forma del lip, pulizia delle linee, armonia generale.

Non sarà certo un asterisco in più o in meno a condizionarlo nella sua valutazione e nella qualità della pipa.

Come nasce il logo di Sauro Pipe? Perchè l’onda?

Il mio logo si ispira all’onda del famoso pittore giapponese Hokusai.

Ho sempre “sentito”, emotivamente, che c’è qualcosa in quell’onda che riguarda il mio lavoro con le pipe, con la radica, con tabacco ed il fuoco.

Ho sentito mia una frase del filosofo cinese Lao Tse: Ogni onda sa di essere il mare. Ciò che la disfa non la disturba perché ciò che la infrange la ricrea.

Lao Tse è un soprannome che significa “vecchio” (lao) “filosofo o fanciullo” (Tse). Il suo nome è celebre in Cina, in Giappone, e ora anche in Europa, per l’unico libro, il Tao Te ching, composto di poco più di cinquemila parole e contenente gli elementi della sua dottrina.

Lao Tse sviluppò il concetto di Tao, solitamente tradotto come la Via, un concetto il cui significato è strettamente collegato all’ordine cosmico dell’universo: La Via è la Natura.

Lao Tse sviluppò anche il concetto di Wei Wuwei, l’azione senza azione.

Questo non significa affatto che non bisogna fare nulla, ma che bisogna astenersi dall’avere obiettivi irraggiungibili, megalomani e fortemente prefissati.

Non agire, quindi, non tanto per staccarsi dal mondo, per sopprimere i desideri e le passioni, come per i Buddhisti in India e anche i mistici in Occidente, i quali rinunciano al mondo per giungere alla contemplazione divina, ma soltanto per non costringere in forme artificiose le naturali manifestazioni della natura, la quale raggiunge meglio i propri scopi quando non è torturata da vincoli e da leggi artificiali.

Come molti altri filosofi dell’antica Cina, Lao Tse spiega spesso le sue idee attraverso l’utilizzo di paradossi, analogie, antichi detti, ripetizioni, simmetrie, rime e ritmi.

Le scritture a lui attribuite sono ricche e poetiche. Sono un punto d’inizio per le meditazioni introspettive o cosmologiche… meditazioni da accompagnare con una bella fumata del migliore tabacco nella migliore pipa…

In principio, ho pensato a quanto sarebbe stato bello riprodurre sulle mie pipe il sinuoso movimento di un’onda, a mano libera, con il solo ausilio di un pirografo.

Oggi, poiché la mia scarsa capacità di disegnare dava spesso una resa discutibile, a malincuore uso un pantografo manuale, un vecchio Gravograph acquistato da un gioielliere in pensione.

Avrei ottenuto un logo l’onda di Sauro Pipe, che assolvesse il suo principale compito: identificare l’autore e sintetizzare la sua poetica, ma allo stesso tempo avrei garantito l’unicità di ogni onda, così com’è in natura.

“Ecco come bisogna essere! Bisogna essere come l’acqua. Niente ostacoli – essa scorre.” Sempre per citare Lao Tse!


Velier 70th Anniversario - Drop by Drop

Si è finalmente concluso lo speciale listino Drop by Drop edito per commemorare i 70 anni della Velier della famiglia Gargano.

Tutta la collezione “70 anniversario Velier” è ora disponibile all’acquisto in una unica soluzione.

Un’unico blocco di prodotti in vendita a trattativa riservata.

Viste le limitatissima offerta consigliamo di affrettarvi a fare un offerta!

foto Luca Gargano di Velier

Buon Compleanno Velier!

In occasione del 70° anniversario, la Velier ha creato una selezione di prodotti unici e in edizioni limitatissime.

Rum e whisky, come la storia di Velier insegna, la fanno da padrona con edizioni che entreranno nella storia di questo distillato.

Quella di Luca Gargano e della Velier è una storia di esplorazione e di scoperta.

Non sarebbe scorretto dire che è una storia che ha a che vedere con l’andare oltre: oltre il mercato, oltre internet e oltre il concetto stesso di globalizzazione.

Per festeggiare i 70 anni di attività della Velier Luca Gargano e il suo team hanno selezionato oltre sessanta imbottigliamenti speciali, release uniche già profondamente desiderate dai migliori collezionisti del mondo.

Dai rum Caroni ai Demerara, dai rum Nine Leaves al Rhum Rhum di Capovilla, dai Clairin haitiani ai whisky giapponesi Nikka, dai Cognac Tesseron ai Mezcal artigianali messicani, i Rare collection el dorado, i rum H Foursquare, l’introvabile rum Diamond e Versailles: oggi come ieri la Velier si trova ai cinque angoli della terra intenta ad esplorare piantagioni sperdute e distillerie remote.

A goccia a goccia, queste pagine forniscono un ritratto intimo della società e del suo leader.

I quattro rari imbottigliamenti che compongono la gamma “Quattro figlie” celebrano le date di nascita delle quattro figlie di Luca Gargano.

La serie “La Première Fois” è composta da annate che rendono omaggio alle prime collaborazioni tra Velier e i suoi partner di imbottigliamento.

C’è un Ben Nevis 1990 di Signatory Vintage e tre eaux-de-vies di Capovilla.

Poi ci sono le bottiglie “goccia a goccia”, attraverso il quale Velier accoglie due giganti della distillazione del rum: Richard Seale e Gianni Vittorio Capovilla, rispettivamente, mastro distillatore a Barbados Foursquare Rum e Rhum su Marie Galante.

Dato che ha appena festeggiato il suo 70 ° compleanno, la Velier Company non è mai sembrata così ispirata.

Velier lungi dal cercare un rifugio pacifico, spinge costantemente i confini dei sensi e della conoscenza per il nostro più grande piacere.

Ed è per questa insaziabile sete di esplorazione che Velier è da decenni un punto di riferimento per il trade e per gli appassionati di tutto il mondo.

Seguendo questo link nel bottone sotto potete verificare la disponibilità delle ultime bottiglie del 70th Velier

Oppure…….

Noi abbiamo raccolto tutte queste esclusive bottiglie del 70 Velier in una unica collezione completa.

Una sola  bottiglia per tipo, collezionata con fatica, attenzione, sacrificio e dedizione con il fine di creare la collezione completa 70 Velier.

Le serie limitate presentate in questa selezione provengono solo dal catalogo anniversario di Velier. 

Ora mettiamo a disposizione dei collezionisti questa intera e completa collezione.

Chi fosse interessato è pregato di contattarci in privato all’indirizzo mail Contact@tabaccheriatoto13.com


Pipa con il filtro o pipa senza filtro?

In molti si chiedono se è meglio utilizzare una pipa con il filtro o una pipa senza il filtro?

Cosa Cambia? Ci sono dei benefici o dei lati negativi?

La questione se utilizzare o meno una pipa con il filtro è più complessa di quanto sembri in superficie.

Nel momento in cui andiamo a scegliere una pipa o analizzando l’anatomia delle pipe scopriamo esistono pipe senza filtro e pipe con il filtro.

Una raccomandazione generale sarebbe che se stai per inalare del fumo, e non la migliore idea, usa una pipa con filtro per ridurre la quantità di catrame e nicotina.

L’utilizzo di un filtro permette di abbattere le sostanze nocive del fumo di tabacco e nel contempo modifica di poco i sapori ed i profumi dello stesso.

Alla maggior parte dei fumatori di pipa che non inalano non piace questo tipo di filtraggio poiché riduce il sapore del fumo.

Alcune persone, attratte dalla forma o dall’estetica, possono comprare pipe con il filtro per poi, successivamente, rimuoverlo.

A causa della fisica del movimento dell’aria, questa non è l’idea migliore in quanto una pipa studiata per il filtro, funzionando senza filtro tenderà a fumare bagnato.

In questo caso può essere d’aiuto un riduttore per il foro, che modifica il movimento dell’aria, diminuisce il tiraggio e secca il fumo.

Quindi, diamo un’occhiata ai diversi tipi di filtri.

Esistono due categorie principali di filtri: pass-through e pass-around.

I filtri pass-through sono quelli con cui la maggior parte delle persone ha familiarità, come i filtri Brebbia o il Medico.

Tali filtri utilizzano un elemento in carta o carta / carbone per rimuovere il particolato dal fumo. Solitamente sono dei tubetti di carta che assorbono l’umidità ed il particolato.

Altri tipi di filtri pass-through includono versioni a carboncino o gel di silice, di solito 9 mm per le pipe europee.

Hanno la stessa funzione del tipo di carta, ma usano materiali diversi per fare lo stesso lavoro di filtraggio del fumo da tabacco e sono più efficienti.

Un esempio in questo caso sono Peterson e Brebbia dove nelle loro pipe inseriscono dei filtri in carbone o seppiolite da 9mm.

Sono filtri estremamente efficienti dal punto di vista del filtraggio, sono stati studiati, sperimentati e prodotti utilizzando la massima tecnologia per permettere ai filtri  ai carboni attivi di abbattere le sostanze nocive del tabacco.

A differenza dei tradizionali filtri a carboni attivi, i filtri a carbone attivo Peterson hanno un tappo speciale verde sulla estremità che non si chiude e non permetterà al catrame appiccicoso d’arrivare in bocca!

I filtri a carbone attivo Peterson e white Helepant sono studiati per una lunga durata.

 

I filtri pass-around sono generalmente realizzati in legno  di balsa o acero e il loro scopo è quello di rimuovere l’eccessiva umidità dal fumo.

Le pipe Savinelli utilizzano un filtro triangolare da 6 mm (mercato USA) o un filtro arrotondato da 9 mm (Europa e altrove) in balsa per favorire il filtraggio del fumo di tabacco.

Le pipe Brigham usano un filtro in acero per svolgere la stessa funzione. Questi filtri sono generalmente discreti e la maggior parte delle persone scopre che non influiscono sul sapore del fumo.

Il filtro in balsa di Savinelli assicura anche una minore incrostazione e quindi una maggiore pulizia.

Tale potere di assorbimento deriva dalle numerose fibre porose della balsa che garantiscono una fumata perfetta senza alterazioni della fragranza e dell’aroma del tabacco.

Questo sistema filtrante di Savinelli, brevettato, è stato testato sia dal Centro di Ricerche EURATOM di Ispra (VA), sia dal centro di ricerche CHEMICAL & ENVIRONMENTAL TECHNOLOGY Inc. degli Stati Uniti, con all’incirca il medesimo risultato: “…il filtro ha la capacità di assorbire il 77% della nicotina ed il 91% della condensa contenuta nel tabacco senza alterarne l’aroma….”.

Savinelli, nella maggior parte dei modelli, offre comunque un’opzione. supplementare.

Includono un riduttore, un’tubetto di materiale acrilico da 6 mm con un foro più piccolo al centro. Questo viene inserito al posto del filtro e sostanzialmente lo trasforma in una pipa senza filtro.

Un ulteriore ed efficientissimo sistema di filtraggio pass-around è stato studiato dalla giapponese Tsuge con il sistema e-star.

The System E-star che genera un fumo fresco ed asciutto con l’innovativo cannello della pipa in metallo che crea un percorso per il fumo di 3 volte la lunghezza del cannello stesso.

Il bocchino della pipa è costituito da tre camere che allungano il percorso dal braciere della pipa alla bocca del fumatore.

Filtro Tsuge e-star per pipa, un elemento utile per essere sicuri di ottenere il fumo più dolce e asciutto dalla pipa Tsuge e-star The System.

 

Questi filtri Tsuge ti liberano dal umidità e impurità, mantenendo il fumo liscio e puro.


La differenza tra Vsop e Xo

Qual è la differenza tra un rum Aoc, Vs, VSOP e un XO?

Rum, il cognac, il brandy e molti altri prodotti sono denominati V.O., V.S., V.S.O.P. e X.O.

L’invecchiamento del cognac e dei rum francesi è sottoposto a regole statali severe, per motivi fiscali e di garanzia sul prodotto.

Sono molte le sigle utilizzate ma sicuramente le più conosciute a livello mondiale sono A.o.c. V.s, V.s.o.p. ed X.o..

Tuttavia questa garanzia è un minimo d’invecchiamento previsto di legge, ciò significa che la bottiglia che comprate spesso ha un’età media più alta.

Età media, perché, è bene ricordarlo, la massima parte del cognac  o rum venduto è un assemblaggio di acquaviti in proporzioni diverse, in cui una parte può avere età ben maggiore del minimo dichiarato.

Con tale sistema d’assemblaggio e catalogazione d’ invecchiamento i produttori così possono mantenere costanti le caratteristiche di gusto dei loro prodotti di anno in anno.

Una volta messo in botte, la legge prescrive che per potersi fregiare dell’AOC , il distillato deve riposare almeno 2 anni.

Il sistema con cui si disciplina la materia si chiama comptes d’âge, sorvegliato dal BNIC, l’ente di tutela e controllo della denominazione di origine.

È un po’ complicato, ma in sintesi possiamo definire:

il cognac o rum appena distillato va messo nei fusti entro il 1 aprile dell’anno seguente alla vendemmia. Da qui parte il conteggio della sua età, anno zero o compte 0;

il cognac avrà intanto già trascorso qualche mese in botte.

Il 1 aprile dell’anno dopo avrà maturato un anno, compte 1.

Al 1 aprile del secondo anno sarà di compte 2, perciò vendibile come VS.

Al 1 aprile del terzo anno il compte sarà 3 vendibile come Vs.

Al 1 aprile del quarto anno il compte sarà 4, vendibile come VSOP.

Al 1 aprile del decimo anno il compte sarà 10, vendibile come XO.

Oltre non vi è garanzia dell’invecchiamento, bisogna fidarsi delle indicazioni del produttore, che spesso sono limitate alle sigle che definiscono l’età.

Un palato allenato farà il resto: più il cognac o il rum è complesso e aromatico, più a lungo avrà soggiornato in botte; tuttavia il colore non è un’indicazione sicura, né la qualità è data dal solo invecchiamento.

È importante sapere che comunque la sigla che troviamo sulla bottiglia riguarda l’età minima del cognac più giovane della miscela, come per il whisky con dichiarazione d’età.

Per cui quando compriamo un cognac o un rum delle Antille francesi siamo sicuri che tutto il suo contenuto, come minimo, ha l’età promessa.

Sigle commerciali.

L’età si indica con sigle tradizionali del commercio:

VS (una volta ***): VERY SPECIAL

È il distillato invecchiato almeno due anni, Il Rum Vs è sempre un blend di diversi millesimi. Denominazioni equivalenti: de luxe, selection.

VSOP: VERY SUPERIOR (o special) OLD PALE

È la qualità commerciale seguente, invecchiata almeno 4 anni. Denominazioni equivalenti: reserve

XO: EXTRA OLD

L’ultima qualità legale è invecchiata almeno 6 anni: sotto questa denominazione rientrano quasi tutti i rum vecchi in commercio, dai giovani XO con meno di 10 fino a circa 30 anni.

Denominazioni equivalenti: vieille reserve, reserve rare, reserve speciale

ALTRE DENOMINAZIONI COMUNI PER I COGNAC ED ARMAGNAC.

Nell’uso commerciale è frequente imbattersi in altre denominazioni senza valore legale, ma di rilevante significato:

NAPOLEON

Indica un cognac di età intermedia, di almeno 5 anni di età,  assimilabile ad un giovane XO.

HORS D’AGE

Indica una qualità molto invecchiata, di solito sopra i 25 anni. Si trova in genere nei cognac Grande Champagne.

EXTRA

Sono chiamati così i cognac di età veneranda, in genere la qualità più vecchia di un’azienda. Quasi sempre sono blend di acquaviti molto invecchiate, la cui maggior parte ha almeno 25 anni, e le più vecchie anche oltre 50. Le grandi marche creano blend mediamente più giovani dei piccoli produttori, a pari sigla. Denominazioni equivalenti: tres rare, tres vieille.

PARADIS

Talvolta si trovano in commercio bottiglie con questo nome: indicano un cognac di età estrema, spesso una miscela di distillati dell’inizio del ‘900, o anche prima. Non significa che abbiano 100 anni, ma che si tratta di una riserva di miscele stravecchie di solito maturate oltre i 50 anni.

RUM E COGNAC MILLESIMATI

Cosa diversa sono i distillati con dichiarazione di annata, che vedremo: questi indicano come in un vino il millesimo di distillazione.

Solitamente sono composti di un unico lotto o di un assemblage orizzontale, cioè di rum dello stesso anno.

Ciò non basta tuttavia a comprenderne l’invecchiamento, serve ed è obbligatorio anche sapere la data di messa in bottiglia.

I rum millesimati sono piuttosto rari e soggetti a controlli severi da parte del BNIC.

Tenete presente che comunque l’età non è di per sé un fattore assoluto di qualità, ma solo uno dei componenti del miracolo rum.


Novità nel mondo dei rum: arriva il Merser & C. Rum Double Barrel

Novità nel mondo dei rum, è nato il primo rum invecchiato e miscelato a Londra.

Questa settimana approfondiamo la storia della miscelazione del rum a Londra e proviamo un rum molto speciale parzialmente maturato nella capitale del Regno Unito dalla famiglia Hayman.

Gin o whisky sono ciò che probabilmente ti viene in mente quando dici le parole “alcol” e “Londra”, ma secondo James Hayman, “per oltre cento anni, le strade di Londra hanno ospitato una vivace rete di case mercantili che mescolavano rum. Dopotutto il Regno Unito vantava colonie come la Guyana o le Barbados, dedite alla produzione di canna da zucchero e rum.

L’abilità del commerciante non risiede nella distillazione, ma piuttosto nella provenienza, miscelazione e maturazione secondaria del rum.

La nostra famiglia è stata coinvolta nel commercio per un po ‘di tempo – acquistando azioni da West India Docks per creare le nostre miscele proprietarie. “

Un vecchio detto londinese dice che se sei dentro alla Torre di Londra, dovevi dare al Guardiano della Torre una botte di rum per uscire.

Ora quei giorni inebrianti sono tornati!

La famiglia Hayman, famosa per il suo gin, ha trasformato una casa a quattro piani fuori dallo Strand in un laboratorio di miscelazione di rum chiamata Charles Merser & Co, che è aperta al pubblico.

Qui puoi conoscere questa parte meno conosciuta della storia di Londra e persino creare, miscelare il tuo rum.

Durante la mia visita, ho provato le parti componenti della prima uscita di Merser & Co chiamata Double Barrel, che non prende il nome dalla migliore melodia giamaicana ma dal modo in cui lo spirito è maturato.

I rum vengono invecchiati e miscelati nei Caraibi in tre parti (vedi sotto) prima di essere sposati per 15 mesi in hogshead di quarto riempimento che forniscono un contenitore molto neutro.

Le nozze si svolgono nella distilleria Hayman a Balham perché la salute e la sicurezza non avrebbero permesso loro di conservare un sacco di spirito infiammabile in una vecchia casa nel centro di Londra.

Com’è il rum Merser & Co Double Barrel?

Che miscela affascinante è, mescolando rum di alto estere non coltivati ​​dalla Giamaica con rum di vecchio stile spagnolo e rum delle Barbados.

Me lo ha spiegato il direttore del marchio Jonathan Gibson: “Il giovane rum giamaicano dona freschezza vibrante come una goccia di Caol Ila in uno scotch misto. Li adoro, ma potrebbero essere troppo per un pubblico generale. Vogliamo anche quella qualità voluttuosa. “

Ha continuato dicendo che la mancanza di una dichiarazione di età ha dato loro più libertà nella miscela, “le dichiarazioni di età possono essere limitanti”.

La parte A (19% della miscela) si distingue sull’ananas ad alto estere con note terrose, funky e balsamiche.

La parte B (47%) matura tutta in America Latina e porta tabacco, albicocca secca e scorza d’arancia come un vecchio cognac.

La parte C (34%) aggiunge cioccolato, vaniglia, rovere tostato e più ananas.

Assaggiato insieme, è un’esperienza affascinante con la Giamaica che domina al naso ma al palato si tratta più di qualcosa di elegante dell’America Latina, forse Flor de Caña.

Non è stato aggiunto zucchero o colore.  È progettato come un sofisticato rum cocktail e in effetti aveva un sapore eccellente in un Palmetto, metà e metà con Martini rosso e alcuni amari all’arancia.

“Se non hai un elemento funky, allora il rum può scomparire nel cocktail”, mi ha detto Gibson.

La famiglia Hayman ha chiaramente pensato molto a questa prima uscita. La confezione è straordinaria.

Al momento, Merser & Co si concentrerà sul Double Barrel, ma ci sono piani per altri rum miscelati, forse ispirati in parte al vecchio datore di lavoro di Gibson, Compass Box.

Quindi, alziamo un bicchiere per il ritorno del rum nella capitale Londinese.


Punch Mantua nuova edizione Regionale Italia 2020

Nel marzo 2020, Habanos SA rilascerà un nuovo sigaro in edizione regionale Italia, chiamato “Punch ManTua Cigar”, un sigaro cubano creato per gli appassionati Italiani

Come per tutte le edizioni regionali, ManTua Punch è un sigaro estremamente raro e limitato.

Ci sono solo circa 2.000 (numero finale da confermare) di queste scatole prodotte in totale, rendendolo un acquisto davvero esclusivo e unico che merita un posto nella collezione di ogni amante del sigaro.

LAGUITO NO. 2 – Dopo il successo di El Rey del Mundo La Reina, un altro importatore europeo – Diadema SPA – ha deciso di scommettere su un sigaro sottile, dimostrando che l’appetito per i formati più sottili non è affatto spento . Il nome della fabbrica o Vitola de Galera è noto come Laguito n. 2 e, come suggerisce il nome, è stato originariamente creato nella leggendaria fabbrica Cohiba a metà degli anni ’60. che era uno dei formati preferiti di El Comandante (Cohiba Coronas Especiales) e Laguito n ° 1 (Cohiba Lanceros).

BANDA UNICA – Un’altra cosa curiosa di questo sigaro è il design dell’anilla, che non abbiamo mai visto prima, presumiamo che probabilmente sia stato estratto dagli archivi Habanos del passato. Questo nuovo formato anilla è costituito da un’elegante combinazione di nero e oro, un nuovo look unico che differisce notevolmente dal design originale di Punch. E, naturalmente, questo sigaro dell’edizione regionale non sarebbe completo con la sua banda secondaria rossa e bianca “Exclusivo Italia”.

PROFILO DI SAPORE – In termini di profilo di sapore di ManTua, puoi aspettarti che sia di medio corpo con un fumo incredibilmente dolce ed equilibrato, tipico dei sigari Punch. Non sorprende che questo sigaro fornisca i sapori più squisiti, poiché ogni sigaro prodotto da Punch è “ Totalmente a Mano con Tripa Larga ”, il che significa che è interamente realizzato con le migliori foglie di tabacco. dalla regione di Vuelta Abajo a Cuba – una regione ambita per la coltivazione di tabacco di alta qualità.

CITTÀ DI MANTOVA – Il sigaro prende il nome dalla storica città di Mantova (Mantova in italiano), nota per essere la “capitale della cultura” del paese nel 2016. La città stessa è un centro per i tesori architettonici, bellezze naturali e arti – migliaia di turisti accorrono qui per ammirare le vedute di grandi palazzi, edifici rinascimentali e le sue affascinanti opere. Non esiste un posto migliore per ritrarre lux

CONTATTATECI PER MAGGIORI INFORMAZIONI E PER DISPONIBILITA’ DEL VOSTRO BOX


Il ritorno dei Romeo y Julieta churchill anejados

Habanos presenta il nuovo Romeo y Julieta Churchills Anejados

Per la prima volta Habanos S.A. presenta, nell’ambito della sua produzione Añejados, una vitola già esistente nel portafoglio del marchio.

E’ il caso del Romeo y Julieta Churchills Anejados en tubo. Uno dei marchi piu prestigiosi della produzione cubana di sigari, che già aveva sposato questo nuovo concetto di sigaro-invecchiato con la  Piramides Anejados (lunghezza 52 x 156 mm) presentato al pubblico nel 2014.

La vitola Churchills (o Julieta No.2), selezionata per questa produzione speciale, è senza dubbio tra le più apprezzate dagli appassionati,oltre a essere universalmente riconosciuta come la più emblematica del emblematici del marchio. È una scelta perfetta per chi ama le dimensioni generose e i sapori intensi.

I Romeo e Julieta Churchills sono presentati in tubi di alluminio, in quantità limitata e in un unico lancio. Il processo di invecchiamento che dura ben 10 anni, in perfette condizioni di conservazione,. Ha permesso loro di acquisire sfumature e complessità aromatiche, senza perdere le loro caratteristiche organolettiche iniziali. Dopo questo naturale processo di invecchiamento. Il tabacco si è evoluto diventando più rotondo e piacevole al palato, offrendo un sapore più raffinato, a metà tra il dolce e il legnoso, grazie anche agli anni di riposo accanto al cedro che il protegge all’interno del tubo.

I tubi di alluminio che proteggono i singoli Romeo e Julieta Churchills Anejados, sono un chiaro riferimento ai primi tubos, di color alluminio naturale, in uso fino al 2008. Anche i sigari al loro interno vestono la classica fascetta dorata in uso fino al 2008. Accompagnata da quella più moderna di color mattone e recante la dicitura “Anejados” persente in tutti i sigari della linea.

Le scatole Habilitadas contenente 25 tubi ciascuna, sono presentate in una seconda scatola protettiva di cartone, completa di sticker e vitolina descrittiva.

Nella parte inferiore del box è possibile verificare la data di realizzazione degli Habanos a cui si aggiunge l’ormai noto cunho REVISADO.

Ossia revisionato, poiché il 100% delle scatole sono state aperte e tutti gli Habanos sono stati controllati uno ad uno, prima della messa in vendita.

Vi consigliamo di degustare i Romeo e Julieta Churchills Anejados in abbinamento con dell’ottimo rum  Caroni 1994.


La continua prolificazione di bottiglie false di rum o whisky

Non è solo lo scotch whisky a essere preso di mira dai falsi.
Di recente abbiamo visto falsi whisky giapponesi e abbiamo visto finte bottiglie della ormai leggendaria Caroni e della serie di Demerara.

Con i recenti aumenti dei valori che sono così rapidi, non abbiamo assolutamente dubbi sul fatto che sul mercato compariranno altre finte bottiglie.

Con valori ai massimi storici per molte bottiglie di whisky o rum rari, continuiamo a testimoniare un aumento del numero di finte bottiglie di whisky scozzese che colpiscono il mercato.

La stragrande maggioranza dei banditori di whisky dedicati e ben informati del Regno Unito sorveglia costantemente il mercato in cui hanno “occhi aperti” e possono identificare venditori e / o bottiglie disonesti.

La rivista Forbes riporta un interessante articolo dove addirittura il 30% di bottiglie di grande valore è soggetto alla falsificazione.

In Italia la cosa è un po più difficile perchè non abbiamo esperti come nel Regno Unito, e non abbiamo grande conoscenza del fenomeno.

È impossibile effettuare una stima sul valore di bottiglie di rum o whisky falsi nel mercato più ampio.

Tuttavia, ciò che possiamo dire con certezza al 100% è che stiamo osservando un numero crescente di falsi in tutti i segmenti di valore.

Nel 2016, per nostra personale esperienza, abbiamo acquisito una bottiglia di “1903 Laphroaig” e abbiamo intrapreso una serie di indagini forensi e analitiche per dimostrare la sua autenticità.

Abbiamo valutato il vetro, l’etichetta, la capsula, il tappo e in definitiva il liquido e abbiamo dimostrato, al di là di ogni ragionevole dubbio, che non si tratta dell’articolo originale.

Copie di questo prodotto sono ancora oggi sul mercato.

Come fare allora a distinguere una bottiglia di rum o whisky falsificata? Quali sono le precauzioni da prendere?

Ma quali sono i più usati metodi di falsificazione di una bottiglia di whisky o rum rari?

Abbiamo preparato un piccolo corso per conoscere i sistemi di Fake più comuni e usati dai falsari.

Ecco alcuni sistemi di falsificazione delle bottiglie attualmente utilizzati:

Refills

Bottiglie che possono essere facilmente ricaricate, richiuse e rivendute.

Questi possono essere eccezionalmente difficili da individuare senza aprire, poiché tutto ciò che riguarda la bottiglia è autentico – diverso dal liquido!

Le ricariche sono flaconi che sono stati aperti e riempiti con un liquido alternativo, quindi la capsula originale è stata accuratamente riapplicata.

La bottiglia, l’etichetta, il tappo di sughero e persino la chiusura sono autentici al 100% con solo il liquido in una bottiglia falso (addirittura tè freddo abbinato al colore).

Impossibile individuare senza aprire.

Recentemente abbiamo notato in una Dalmore di 40 anni che la capsula era stata accuratamente tagliata aperta sul retro, il contenuto della bottiglia riempito (con liquido più leggero) e la capsula richiusa e la bottiglia messa all’asta.

Repliche

Questi tendono a essere i molti falsi classici che abbiamo visto negli anni, in cui le etichette sono riproduzioni dell’articolo genuino.

Questi possono essere più facili da individuare poiché le etichette sembrano spesso “sbagliate”, specialmente dove è difficile applicare testo metallico / abbronzatura / dettagli senza utilizzare costose attrezzature di stampa.

Le repliche sono bottiglie in cui i falsi hanno cercato di riprodurre le etichette – collo, spalla, fronte e retro – e spesso si avvicinano molto alla perfezione e al banditore ignaro e i loro acquirenti potrebbero non individuare questi problemi.

Il Macallan è il classico marchio replicato, ma con i prezzi da vero oro liquido, perché non dovrebbe essere?

è più facile falsificare una bottiglia di Macallan del 1970 che una banconota da 500 euro e si corrono meno rischi.

Reliquie

Bottiglie antiche, vintage, dall’aspetto molto antico.

Recentemente abbiamo visto un elenco, una collezione di bottiglie eccezionalmente vecchie e rare nella categoria “Reliquie” in cui,  sospettavamo che ci fossero falsi.

I pochi, che potrebbero essere autentici, erano versioni più recenti, quindi avevano una possibilità di essere reali.

Se un acquirente inesperto potrebbe facilmente pensare che questo fosse il vero affare e ciò portasse attraverso una vendita privata, qualcuno potrebbe facilmente essere ingannato e frodato di una notevole quantità di denaro.

Ricordate il Laphroaig presumibilmente del 1903.

Abbiamo valutato il vetro e le etichette e siamo rimasti soddisfatti del “packaging” della sua epoca.

Ma per quanto riguarda il liquido – abbiamo deciso di aprire e valutare il liquido e siamo rimasti delusi nello scoprire grazie ad un esperto, (sia organoletticamente che tramite analisi tecnica) che si trattava di un giovane scotch miscelato, senza fenoli (strano se fosse Laphroaig) e che il carbonio fosse datato confermare che è stato distillato in tempi molto recenti.

Non è solo lo scotch whisky a essere preso di mira dai falsi.
Di recente abbiamo visto falsi whisky giapponesi e abbiamo visto finte bottiglie della ormai leggendaria Caroni e della serie di Demerara.

Con i recenti aumenti dei valori che sono così rapidi, non abbiamo assolutamente dubbi sul fatto che sul mercato compariranno altre finte bottiglie giapponesi di fascia alta.

Mentre altre distillerie Caraibiche stanno diventando sempre più popolari e il liquido più prezioso, stiamo iniziando a vedere sospetti falsi da artisti di importanti St.James e altri.

Non si tratta solo di bottiglie di fascia alta e di alto valore che stiamo vedendo, ma anche di bottiglie di valore inferiore facilmente vendibili che non rappresentano una minaccia per nessuno.

Nell’attuale mercato in cui le rarità stanno apprezzando in termini di valore, l’incidenza dei falsi aumenterà – chiunque proprietario del marchio o collezionista che afferma il contrario si sta prendendo in giro.

Non importa quanto una bottiglia sia necessaria per completare una collezione o sia segnalata come il miglior rum al mondo, se qualcosa sembra anche leggermente sbagliata lasciala da sola.

Quindi quali misure possono essere prese per impedire all’acquirente ignaro di acquistare un falso?

  • Non acquistare mai bottiglie rare o da collezione attraverso un’asta online peer-to-peer. Dove un venditore elenca le proprie bottiglie e vende direttamente a un acquirente e non ci sono banditori professionali “d’occhio” per guardare le bottiglie fisiche e valutarle. La stragrande maggioranza dei banditori online / tradizionali prende molto sul serio i falsi e, data la crescente concorrenza sul mercato, comprende che la reputazione è fondamentale.
  • Se sembra troppo bello per essere vero, lo è davvero. Se qualcosa è chiaramente al di sotto del suo valore di mercato, c’è qualcosa che non va. Nell’attuale mercato vivace del whisky o rum raro, le bottiglie originali vengono vendute per quello che valgono. Non essere tentato da quell’affare apparentemente sorprendente.
  • Sembra ovvio, ma non comprare NIENTE dal “tipo in un pub”! Rivolgiti ai rivenditori autorizzati e professionali. Alcune bottiglie sono particolarmente suscettibili di essere ricaricate praticamente senza segni esterni di manomissione.
  • Diffidare dei parenti defunti! Ha detto un po ‘di lingua sulla guancia, e apprezziamo / vendiamo moltissime collezioni di proprietà decedute, ma è sorprendente, e un po’ triste, quante volte abbiamo sentito questo – “il mio {aggiungi parente – di solito zio} è tristemente passato recentemente via e, con nostra grande sorpresa, nel loft, nascosto, abbiamo trovato una bottiglia / bottiglie di {aggiungi il nome di qualsiasi distilleria o distilleria ben nota chiusa nel 1800 o all’inizio del 1900} datata da {aggiungi qualsiasi data in metà / fine 1800}. Per quanto lo compreresti? ”. Quando approfondiamo un po e iniziamo a porre domande di base sulla provenienza, il sentiero di solito si raffredda. Quando abbiamo a che fare con bottiglie vecchie e rare, insistiamo per ispezionare fisicamente ogni singola bottiglia.
  • Datazione al carbonio. È un processo abbastanza costoso e richiede un campione di liquido, ma può essere rimosso con un ago ipodermico, quindi non è necessario compromettere completamente l’integrità di una bottiglia. Allo stesso modo una bottiglia con un’età provata varrebbe molto di più per un collezionista, quindi il processo potrebbe probabilmente aggiungere valore. Qualsiasi potenziale acquirente di bottiglie particolarmente vecchie dovrebbe chiedere al venditore di datare al carbonio il liquido. Sebbene l’analisi non identificherà un anno esatto, fornirà una stima di quando la materia vivente (orzo o canna da zucchero o uva) ha smesso di vivere e quindi il suo isotopo Carbon 14 è stato riparato.
  • Fai la tua ricerca – Se l’intenzione è quella di spendere una quantità relativamente grande in una bottiglia, assicurati che sembri ciò che dovrebbe. Una rapida ricerca online solitamente genera molte immagini di bottiglie originali; gli acquirenti dovrebbero assicurarsi che la loro bottiglia target sia uguale. La capsula è la stessa, la forma della bottiglia è la stessa, il liquido è dello stesso colore (a volte è difficile distinguerlo con foto semplici), l’etichetta è la stessa – fronte e retro, la confezione o la confezione sono uguali e così via . Sembra basilare, ma è sorprendente quante persone siano state catturate quando un’attenta ispezione avrebbe rivelato chiaramente incoerenze.
  • Se i collezionisti / bevitori vogliono fare un ulteriore passo avanti, si potrebbe prendere in considerazione l’acquisto di un alcolometro portatile. Non sono privi di costi  ma il nostro è stato prezioso per i nostri clienti e per noi nel corso degli anni. È preciso a +/- 0,2% ABV, quindi è più che accurato da rivelare quando qualcosa è al 40% quando dovrebbe essere il 43% ecc. Chiaramente una bottiglia deve essere aperta per testarla, ma conferma, senza dubbio o dubbio, quando le bottiglie sono false.


Come valutare una bottiglia di whisky o rum?

Ti sei mai chiesto quanto valgono le tue bottiglie?

Come si fa a dare un valore a una bottiglia di whisky?

Dove bisogna guardare?

Quali parametri usare?

Condividiamo alcune perle di saggezza per aiutarti nella tua ricerca.

La prima cosa da ricordare è che ogni bottiglia di whisky o rum è unica e anche ogni asta di alcolici è unica come l’idea di prezzo che ci si può fare.

È importante fare le tue ricerche.

Prima di tutto verificare le condizioni della bottiglia , lo stato di conservazione ma soprattutto verificare l’originalità della stessa

Dovrai confrontare l’andamento dei prezzi e i risultati delle aste precedenti con il prezzo al dettaglio attuali.

Le valutazioni sono tanto un’arte quanto una scienza occulta, alchimistica.

Quindi quali sono le cose principali da considerare?

Le aste di whisky o rum

Confronta le tendenze dell’asta. Esistono numerosi e autorevoli siti di aste che mettono a disposizione il loro database con lo storico delle vendite delle bottiglie.

Per prima cosa, cerca per vedere se la stessa bottiglia con la stessa etichetta è già stata venduta in precedenza.

Ora confronta quale valore che ciascuna delle bottiglie ha raccolto all’asta e annota le date.

Successivamente, considera se il prezzo sta aumentando o diminuendo e anche il ritmo approssimativo del cambiamento.

Infine, controlla se i prezzi rimangono coerenti nel tempo o se i prezzi oscillano da un mese all’altro… o crollano.

Ad esempio, Campari bitter degli anni ’70 produce un eccellente Negroni classico, quindi è particolarmente popolare tra i baristi e i collezionisti.

I prezzi sono scesi brevemente prima che si livellassero e sono tornati a salire di recente dovuto al fatto che col tempo le scorte si esauriscono. Ed il Campari bitter è un prodotto di produzione di massa commercializzato in tutto il mondo.

Naturalmente se l’etichetta del tuo whisky o del tuo rum riporta il numero di bottiglie prodotte ed il numero della singola bottiglia il calcolo è più semplice.

 

Fare riferimento anche ai prezzi al dettaglio originali.

È anche importante cercare nei siti di vendita al dettaglio i prezzi di mercato “primari” o originali.

Soprattutto per i commercianti professionali è importante avere storico dei prezzi d’acquisto delle referenze, i famosi listini prezzo, e poterli confrontare con i prezzi al pubblico applicati.

Se la bottiglia è facilmente disponibile al dettaglio, è possibile venderla a un prezzo inferiore all’asta.

Se la tua bottiglia non è più facilmente disponibile al dettaglio, potrebbe essere venduta a un prezzo superiore al prezzo di vendita più recente.

Ad esempio, Ben Nevis 12 Year Highproof imbottigliato da Hidden Spirits è stato messo in vendita al dettaglio nel 2018 con un prezzo al dettaglio consigliato di circa € 100.

Il single malt della distilleria Ben Nevis è popolare tra i bevitori di whisky, così come gli imbottigliamenti di Hidden Spirits, quindi si è esaurito rapidamente.

Nell’agosto 2019 è già stato venduto all’asta per € 130.

Attenzione però. Alcuni prezzi di listino al dettaglio possono essere ottimisti, irragionevoli o semplicemente obsoleti.

Soprattutto su siti di vendita non professionali o sui marketplace possono essere presentati prezzi di vendita irragionevoli, eccessivi o ottimistici.

Vale anche la pena notare che i prezzi al dettaglio includono la disponibilità della merce, l’IVA e le spese generali del negozio, quindi il prezzo che vedi in un elenco al dettaglio è il prezzo di vendita e non il prezzo di acquisto.

Alcuni prezzi al dettaglio possono essere dal 20% al 40% superiori ai prezzi d’asta, ma non sempre.

Dovrai valutare i prezzi generali di un negozio, la professionalità e adattarti.

In che condizioni è la bottiglia?

È altrettanto importante confrontare le condizioni della bottiglia con altre bottiglie vendute.

Guarda il livello di riempimento, le condizioni della chiusura, ha la sua scatola originale? C’è qualche danno alle etichette?

Quindi, considera quanto la condizione influisce sul prezzo della tua bottiglia particolare.

Ad esempio, prendi due bottiglie di Macallan 1962 Campbell, Hope & King imbottigliate negli anni ’70 per Rinaldi.

Nel marzo 2019 una bottiglia pulita con la sua scatola originale ha preso 70% in più di una bottiglia che aveva un’etichetta macchiata e nessuna scatola.

C’è un mercato per questa bottiglia?

Ricorda che il valore di qualsiasi bottiglia è sempre e solo ciò che qualcuno è disposto a pagare per questo.

Se c’è molta richiesta per una bottiglia, il valore sarà più alto.

Se non esiste un mercato per una bottiglia, indipendentemente da quanto sia speciale, non prenderà altrettanto.

Questa ovviamente è un’ottima notizia da tener presente quando acquisti dell’oro liquido.

Cosa succede se la tua bottiglia non è mai apparsa sul mercato prima?

Se non riesci a trovare corrispondenze esatte per la bottiglia che desideri valutare, utilizza i risultati dell’asta per bottiglie simili e cerca eventuali tendenze.

Fallo trovando una bottiglia che condivida la sua categoria, epoca d’imbottigliamento, valore storico, reputazione, durata della maturazione, produttore … per ottenere qualche informazione.

Chiedi a un esperto.

Se tutto questo sembra troppo lavoro, non preoccuparti, puoi semplicemente chiedere una valutazione.

Abbiamo valutato e valutato migliaia di bottiglie vecchie e rare e possiamo darti un’idea autorevole del valore della tua bottiglia…. ma non ne abbiamo mai acquistate da privati, è preferibile acquistare dai produttori o dagli importatori.


Il ritorno dei tabacchi Savinelli

Savinelli è un nome storico nell’universo pipa e molti si ricordano i suoi eccezionali tabacchi.

Miscele di tabacco subito diventate leggenda perchè introvabili in Italia.

In questi giorni sono arrivati in tabaccheria i nuovi tabacchi da pipa Savinelli prodotti da Kohlhase & Kopp.

Finalmente dopo molti anni d’impegno nel settore del tabacco e delle pipe, l’azienda Savinelli ha deciso d’introdurre in Italia le sue preziose e profumate miscele per pipa.

Una produzione di miscele di tabacchi che all’estero ha conquistato stuole di appassionati fumatori ma che in Italia a oggi rimane un mito.

Savinelli affidandosi a Pamiri ha deciso di riportare in italia i suoi tutta la gamma di tabacchi da pipa; ben sei referenze eterogenee e interessanti.

La composizione delle miscele e la cura nella produzione è affidata alla conosciuta Kohlhase & Kopp, azienda tedesca fondamentale nella lavorazione dei tabacchi da pipa premium.

Kohlhase & Kopp è considerato uno dei migliori master blends del settore del tabacco ed anche uno dei più estrosi.

Con dell’ottimo tabacco Latakia cipriota e del selezionato Black cavendish ha creato mix unici che dona alla linea di tabacchi Savinelli un aroma eccezionale.

La linea di tabacchi da pipa Savinelli è composta da sei referenze:

 

La nostra attenzione è stata subito calamitata dalla miscela Savinelli Black Cavendish.

Questo miscela di tabacchi Savinelli è composta da selezionati tabacchi Black Cavendish, Burley, Virginia

Una spirale d’equilibrio che richiede bravura ed esperienza, simbolo della maestria dei master blend di Kohlhase & Kopp.

Note Degustazione:

Savinelli Black Cavendish è una miscela delicata, con una esplosione di profumi complessi e rotondi.

Ricco e morbido con un’alta percentuale di tabacco black Cavendish, Virginia fruttata a taglio fine e Burley con sentori di nocci combinato e raffinato con grandi sapori di vaniglia e cioccolato.

Consigliamo l’abbinamento con un distillato equilibrato, come il brandy Lepanto P.X. perchè le note aromatiche del tabacco rimangono sempre corpose ma equilibrate.

Il fumo è voluminoso, bianco, con sensazione di freschezza sulla lingua.

La fumata è piacevole e appagante, il tiraggio perfetto, fin troppo facile e la forza nicotinica è media, ma ben equilibrata con tutto il flavour.

Miscela di tabacchi che conquista.

Savinelli Black Cavendish è un tabacco che vi conquisterà già dal primo assaggio ma sopprattutto conquisterà tutti quelli che sono presenti nella stanza.

La fumata della miscela Savinelli Black Cavendish lascia in ambiente dolci aromi che conquistano tutti i presenti e le signore.

Ottimo!!!


Classificazione livelli riempimento bottiglie di whisky, rum e distillati vintage

Quando cerchi di acquistare una bottiglia, controlla attentamente il livello del liquido, in particolare se prevedi di bere, collezionare o investire!

Investire in whisky o in rum, oro liquido, come beni rifugio non è più una moda ma sta diventando una scienza, un vero lavoro.

Il nostro approccio “occhi aperti” per ogni singola bottiglia di distillato facilita l’attenzione forense ai dettagli e crea un database che possiamo estrarre e interrogare per scoprire tendenze e approfondimenti.

Questo ci ha portato a porre la domanda sull’impatto del livello di riempimento sui prezzi pagati per i distillati vintage e sui valori raggiunti.

Abbiamo richiesto ai periti delle aste di whisky e di rum Londinesi e classificato i vari livelli.

Classificazione livelli riempimento bottiglie di distillati:

Mantenendo i come indicato di seguito con un riempimento perfetto / molto buono preso come “Into the Neck” e un riempimento molto scarso preso come “High Body”, il che significa che il livello del liquido è nel corpo della bottiglia e ben sotto la spalla.

 

  • Into the Neck Valore 100%.  Distillato nel collo, nessuna perdita di valore
  • High Shoulder valore 75%. Distillato alto nella spalla della bottiglia perdita di valore 25%.
  • Upper Mid Shoulder Valore 65%. Distillato medio nella spalla della bottiglia perdita di valore 35%.
  • Mid Shoulder Valore 60%. Distillato a metà spalla della bottiglia perdita di valore 40%.
  • Lower Mid Shoulder Valore 55%.  Distillato inferiore a metà spalla della bottiglia perdita di valore 45%.
  • Low Shoulder Valore 45%. Distillato sotto metà spalla della bottiglia perdita di valore 55%.
  • High Body Valore 20%. Distillato sotto la spalla della bottiglia perdita di valore 80%

La nostra ipotesi era che maggiore è il riempimento, più attraente è la bottiglia e maggiore è il prezzo pagato da un intenditore, un collezionista o un investitore.

Al contrario, accadrebbe il contrario con livelli di riempimento scadenti.

I nostri dati, ed i dati derivanti dai prezzi delle aste di rum o whisky, esaminando una gamma di prezzi attraverso una gamma di livelli di riempimento e quindi calcolando la media per un “valore trattenuto” complessivo confermano chiaramente che gli acquirenti pagano sempre meno poiché i livelli di riempimento si riducono per la stessa bottiglia in tutti i punti di prezzo.

Ciò che è particolarmente interessante per il cliente ed il collezionista di whisky o rum,  è quanto il valore può essere influenzato da piccole riduzioni del livello del liquido.

Un calo da Into the Neck a High Shoulder può influire negativamente sui valori di circa il 25%, un enorme calo di valore!

Ad ogni riduzione del livello del distillato contenuto nella bottiglia, vediamo un calo dei valori pagati.

Questa scala di valori per le bottiglie di distillati da collezione è fondamentale per una serie di motivi:

Quando cerchi di acquistare una bottiglia, controlla attentamente il livello del liquido, in particolare se prevedi di bere, collezionare o investire!
Se vuoi solo avere un bel pezzo di vetro e un’etichetta cool e non ti preoccupare del liquido all’interno, cerca livelli bassi e risparmia denaro!

Ma dobbiamo chiederci perché i livelli di liquido per alcune bottiglie sono meno che perfetti?

L’esperienza suggerisce una serie di fattori che potrebbero essere in gioco:

La chiusura, il tappo in sughero / capsula o tappo a vite, è imperfetta e si sono verificate perdite di vapore e liquido.
La chiusura della bottiglia è completamente difettosa e ha portato a una catastrofica perdita di liquido e la macchia dovrebbe essere evidente intorno al collo e possibilmente l’etichetta della bottiglia. Questo può accadere con le bottiglie di sughero conservate su un fianco anziché in posizione verticale!
Astrazione liquida – qualcuno ha aperto, rimosso e poi richiuso la bottiglia?

A volte un “visitatore” assetato può servirsi della tua preziosa bottiglia … Prova, se fossero necessarie ulteriori prove, del vantaggio di conservare le bottiglie in un luogo sicuro … lontano da casa!
Infine, al fine di proteggere l’integrità di eventuali bottiglie e il liquido in esse contenuto, consigliamo di leggere il nostro articolo sulla conservazione delle bottiglie di whisky e di rum da collezione.

Poche regole ma fondamentali per non avere perdite di valore per le bottiglie di rum o di whisky che sono diventate beni rifugio, Oro liquido!


Conservare una bottiglia di distillato dopo averla aperta

Le cose si complicano una volta che la bottiglia viene aperta ed i problemi aumentano esponenzialmente quanto più il livello del whisky scende.

Ecco come si evita la perdita di gradazione alcolica e di aromi.

E’ molto difficile che una bottiglia di whisky o di rum appena aperta venga esaurita in pochi giorni o settimane.

La si apre e la si degusta lentamente…. è la regola del dram!

Esiste quindi il rischio di doverla conservare per parecchi mesi, magari per anni.

Qui il problema non è il potenziale rischio di evaporazione, ma il contatto dello spirito con l’aria che si sta guadagnando spazio all’interno della bottiglia, e visto così è un problema che non ha soluzione…. o forse si …

Non è tanto un problema di ossidazione, il whisky o il rum sono protetti dall’abbondante alcool, ma di perdita di gradazione alcolica e di aromi.

Una bottiglia di whisky conservata per anni quasi vuota, non diventa marsalata ma semplicemente perde d’intensità sino a svanire. Ecco il problema!

La mia esperienza è che fintantoché il livello del whisky è sopra la metà si possono dormire sonni tranquilli. Quando si scende sotto la metà bisogna in qualche modo accelerarne il consumo.

Solo sulle bottiglie da collezionismo si possono verificare problemi di evaporazione eccessiva, soprattutto per quelle molto vecchie (inizio ‘900) dove il tappo in sughero ormai ha ceduto e per quelle degli anni ’70 e ’80 che spesso erano dotate di tappo a vite.

Fate molta attenzione per le bottiglie col tappo di sughero.

Se non aprite per molto tempo la bottiglia, il tappo tende ad “incollarsi” alle pareti per effetto delle sostanze zuccherine e quando andrete a tentare di stapparla per bervi il vostro sospirato dram potreste trovarvi l’antipatica sorpresa di avere in mano solo la parte terminale del tappo in plastica o legno e di vedere il vostro sughero ancora li al suo posto, magari mezzo sbriciolato.

Preparate il colino e  armatevi di pazienza!

Non vi rimane, una volta finite le imprecazioni, che travasare il vostro distillato in un’altra bottiglia filtrando con un colino o un tovagliolo che poi so che succhierete come fanno i bambini!

Per queste bottiglie, non potendo aprirle e cambiare il tappo, l’unica soluzione è quella di rivestire il tappo in sughero con una pellicola trasparente che blocchi in qualche modo l’interazione con l’ambiente esterno.

Per evitare questo inconveniente potete fare due cose, tra le tante, e cioe’ periodicamente girare o estrarre il vostro tappo in modo che non si incolli oppure foderare completamente il vostro tappo con la solita pellicola trasparente e reinserirlo nella vostra bottiglia.

Fortunatamente, in questi anni, questi problemi sono stati risolti: la chiusura a vite oggi è rimasta solo per i Blended più economici, tutti i Single Malt usano il tappo di sughero di qualità o il tappo in silicone.

Un ulteriore suggerimento, valido soprattutto per i distillati più fragili con lungo invecchiamento: procuratevi un kit per conservazione del vino completo di tappo valvola e pompa per il vuoto e sostituire il tappo originario con questi nuovi tappi.

Successivamente facendo delicatamente il vuoto dentro la bottiglia di distillato, toglierete l’ossigeno, l’aria, evitando perdita d’intensità degli aromi e sapori.

Raramente può capitare di avere bottiglie di whisky o rum nuove che dopo soli 2 o 3 anni iniziano a scendere sensibilmente di livello.

Se eravate intenzionati ad aprirle, questo è il momento giusto, magari sostituendo il tappo con quello in silicone di un’altra bottiglia che si è dimostrato affidabile.

Altrimenti pellicola trasparente o tappo valvola e pompa del vuoto.

Il whisky e il rum, tutti i distillati, sono alimenti quindi, come per altre cose commestibili, e’ buona norma non esporli a fonti di calore e non esporli direttamente alla luce.

Quindi se riuscite a tenerli al fresco o a temperatura ambiente non dovreste correre pericoli e ricordate che è meglio non esporli direttamente alla luce: tenete le vostre bottiglie nelle scatole a “tubo” o chiuse nella vostra vetrinetta delle meraviglie.

Tenete le vostre bottiglie, sia aperte che chiuse, possibilmente in piedi.

Ultimo suggerimento, dopo tanti accorgimenti “di fino” per la conservazione…fate in modo che le vostre bottiglie non cadano nelle mani sbagliate tipo un parente “spugna” che magari lo aggiunge al caffe’ o alla coca, usate un tappo con combinazione per salvare il vostro prezioso whisky o rum!!!

Ed ora preparate il bicchiere giusto per degustare il vostro rum o whisky così gelosamente conservato…


rum Isautier 33 years old La Réunion,

Come conservare una vecchia bottiglia di whisky o rum di valore

Preziose bottiglie di rum o whisky, che siamo chiuse, aperte o preziosi pezzi di antiquariato, vanno conservate bene. Come si fa?

Vediamo in questo articolo quali consigli si possono dare per garantire la migliore conservazione alle nostre preziose bottiglie di whisky.

Come no far perdere valore a bottiglie di rum o whisky vecchie conservandole perfettamente.

Vi hanno regalato una bottiglia di whisky di grande valore e non sapete come conservarla per non rovinarla?

Avete comprato del whisky da collezione come forma d’investimento e non vi hanno spiegato come conservarle?

Scegliere una bottiglia di whisky o rum come investimento e poi vederne sparire il valore economico per una cattiva conservazione  non è una cosa bella.

Avete trovato in cantina delle vecchie bottiglie di rum o whisky di vostro nonno e non sapete come conservare il loro valore e il loro contenuto?

Sono molti i casi in cui è necessario conservare bene preziose bottiglie di rum o whisky per mantenerne il valore economico e  il distillato intatti.

Chiariamo subito un aspetto.

Se avete una buona bottiglia di whisky aperta nel vostro mobile bar e notate un anomalo abbassamento del livello, è molto meglio seguire gli spostamenti notturni della nonna piuttosto che accusare il tappo di cattiva tenuta…

Ricordiamo che il whisky, o il rum una volta imbottigliato, non invecchia più, si mantiene ma nel contempo si evolve, matura, si modifica leggermente.

Quindi – diversamente da quello che accade per il vino – sarà sufficiente osservare alcune banali regole per garantire la migliore conservazione della bottiglia appena entrata nelle mura domestiche.

Bisogna però fare un distinguo fondamentale tra le bottiglie chiuse e whisky o rum aperti.

Le cose si complicano una volta che la bottiglia viene aperta e i problemi aumentano esponenzialmente quanto più il livello del whisky scende, e vi rimandiamo al prossimo articolo.

Ecco poche semplici regole per conservare bene una bottiglia di whisky o di rum di valore ed evitare problemi.

Conservare la bottiglia in un luogo non troppo caldo.

Evitate il contatto diretto con i raggi del sole; infatti l’alcool evapora ad una temperatura più bassa di quella dell’acqua (circa 78°C) ed una piccola vetrina si trasforma facilmente in una serra con temperature che possono superare i 50°C.

Il distillato contenendo alcool potrebbe rovinarsi tramite l’evaporazione tenendo anche presente che la sua temperatura di bollitura e’ piu’ bassa di quella dell’acqua (circa 78 gradi centigradi). Normalmente durante l’invecchiamento in botte in zone non propriamente tropicali come la Scozia, si ha almeno il 2% di distillato che evapora.

Anche l’esposizione al gelo e in generale agli sbalzi di temperatura sono da considerare dannosi.

Quindi se riuscite a tenerle al fresco o a temperatura ambiente (17-20 gradi) non dovreste correre pericoli.

Conservare la bottiglia in un luogo buio

O almeno – se volete tenerla a vista – che non sia a contatto diretto con la luce del sole.

Conservare la bottiglia in un luogo non troppo umido

Questo vale più per difendere l’etichetta della bottiglia che non il suo contenuto. Etichetta che con il tempo rischia di scollarsi o di rovinarsi.

Altra cosa sono le etichette, ovviamente umidità’ e luce sono nemiche della carta e dell’inchiostro, anche se magari danno un tocco vintage assieme alla polvere.

Pellicolare l’etichetta e la fascetta di stato.

Utilizzando della semplice pellicola trasparente da cucina avvolgere attentamente tutta la bottiglia. Una piccola operazione che eviterà gravi problemi.

Così facendo si protegge l’etichetta dall’umidità, dal contatto con le mani, e si isola ulteriormente il tappo dall’ambiente esterno, umidità, muffe…

Conservate la bottiglia in piedi

Diversamente dal vino, il quale necessita di essere coricato per mantenere il tappo umido per garantire una maggiore interazione con il mondo esterno, il distillato non deve bagnare il tappo.

Se il tappo è in sughero si può coricare la bottiglia di whisky o rum alcune volte all’anno in modo da bagnare il tappo ed evitare l’ingresso di aria o la completa essiccazione del tappo.

Mettete le bottiglie sotto chiave

Vuoi mica che la solita nonnina vi apra per sbaglio una bottiglia di Glenfarclas 30 per fare le scaloppine… o la usi il nonno per correggere il caffè!

Soprattutto per i collezionisti una cosa importante e’ il “livello” del liquido nella bottiglia.

Se il liquido e’ sceso troppo significa che la bottiglia, oltre magari ad essere molto vecchia, ha subito un processo di “evaporazione” e di dispersione del distillato quindi la conservazione non e’ stata ottimale. La valutazione della bottiglia calerà anche di conseguenza.

Altrettanto importante per mantenere il valore delle bottiglie di whisky è la conservazione della confezione.

Mai buttare la scatola originale, conservarla attentamente evitando di sporcarla o sgualcirla.

Se invece avete intenzione di aprire la bottiglia di distillato che avete di fronte e degustarne il prezioso contenuto, ecco alcuni consigli per conservare la bottiglia di whisky o rum aperta….


Pipe black friday di Tabaccheria Toto13

Cerchi una pipa per tabacco bella ma senza spendere tanto?

Tabaccheria Toto13 fa un regalo agli appassionati di pipe.

Il Black friday sulle pipe per tabacco!

Spedizione gratuita per tutti i modelli più prestigiosi del nostro catalogo di pipe in radica.

Una tradizione che si rinnova ogni anno per il periodo del black friday in tabaccheria e che coinvolge tutti gli appassionati di pipe in radica.

Dal 25 e fino alla 30 di Novembre Tabaccheria Toto13 diminuisce i prezzi  e regala la spedizione in tutto il mondo delle più belle pipe in radica di tutti i più importanti produttori.

Approfitta del Black friday di tabaccheria Toto13 per fare un regalo risparmiando ma prestigioso a un appassionato di pipa oppure….. per farvi un regalo e iniziare una nuova passione chiamata pipa. 

Inoltre con la spedizione espressa DHL, che noi omaggiamo sempre a tutti i nostri clienti, la vostra pipa, il vostro regalo sarà sotto l’albero di Natale in 48 ore in tutto il mondo.

Scegli nel nostro catalogo di pipe tra i modelli diritti o curvi di produttori come:

Aldo Velani, Amorelli, Ascorti, Baldo Baldi, Brebbia, Chacom, Gabriele Dal Fiume, Il Ceppo, Gabriele Pipe, Sauro, Ganci, Tom Heltang, L’anatra dalle uova d’oro, Mastro De Paja, Missouri Meerschaum Corn Cob, Montini,  Paronelli, Peterson, Provenzano Mimmo, Savinelli, Savinelli Minuto, Ser Jacopo, Strambach  Pipes, Tom Spanu, Tsuge, Viprati, Winsløw Poul, Mastro geppetto.


Le meravigliose pipe Amorelli

Rivoluzionarie innovazioni di stile costituiscono la linea delle pipe Amorelli.

L’interpretazione particolarissima del bocchino della pipa visto non più come un’appendice secondaria ma come elemento determinante dello sviluppo armonico della pipa.

La Storia delle manifattura pipe Amorelli.

La prima produzione di pipe avvenne nel 1979 ad opera di Salvatore Amorelli in un piccolo laboratorio nel cuore della Sicilia.

Una strada difficile da seguire ma lo scrupoloso rigore artigianale nell’esecuzione e il design rivoluzionario applicato alle linee classiche permetterono sin da subito ad Amorelli di inserirsi tra i più apprezzati produttori di pipe italiani.
Il ciocco d’erica sicula, la maestria della lavorazione e la pregiatezza delle rifiniture sono oggi i tratti distintivi delle pipe Amorelli.
Oggi dopo quasi quarant’anni Amorelli è riconosciuto come uno dei marchi più apprezzati da fumatori e collezionisti  di pipe in radica di tutto il mondo.

 

Tradizione e Innovazione nella creazione delle pipe in radica.

La perfetta integrazione tra lavorazione artigianale e design rivoluzionario applicato alle linee classiche sono tra le principali peculiarità di ogni singola pipa Amorelli.
Rivoluzione che si riflette nella famosa lavorazione della pipa in radica detta Penna di San Michele.

Ma la nota artistica d’Amorelli non ha confini e trasforma l’elemento bocchino della pipa.

L’interpretazione particolarissima del bocchino visto non più come un’appendice secondaria ma come elemento determinante dello sviluppo armonico della pipa in radica.
Il bocchino si fonde, radica e plexiglas in una fusione armoniosa di forme e linee.

Ulteriore segno distintivo della produzione Amorelli è il marchio, realizzato in oro 24 carati è inserito tra cannello e bocchino per un perfetto allineamento.

La lavorazione del bocchino rappresenta un momento determinante: la pipa assume la forma definitiva.

Amorelli classifica la propria produzione a seguito dalla lavorazione del bocchino che la caratterizza:

  • Busbee: un intarsio in radica sul bocchino. Una fusione perfetta di notevole effetto estetico che in alcuni modelli viene piegato a mano con acqua e fuoco.
  • Frac: una raffinata elaborazione di modernissimo design.
  • Nail: realizzata in radica o in corno questa pregevole imboccatura conferisce alla pipa un gusto senza confronti verificato e apprezzato da esperti fumatori.
  • Lyra: l’antico strumento caro agli dei ispiratore di una delle più rare applicazioni di Amorelli.
  • Fishtail: dove metacrile, radica e ancora metacrile si fondono insieme creando un sofisticato gioco tra radica e trasparente.
  • Queste le elaborazioni fondamentali: messaggi rivolti ai fumatori e ai collezionisti.

Manufatti artistici

Una pipa Amorelli non nasce da un’ideazione teorica e dall’esperienza del maestro artigiano.

E’ lo studio del ciocco che, dopo la sbozzatura, svela quale forma è contenuta in esso.

E’ la radica con le sue venature, il suo sviluppo, la sua particolarità ad indicare il modello più fattibile.

Sta alla maestria di chi lavora la pipa interpretare questi segnali per estrarre la fiammata in tutta la sua armonia, per far risaltare la linea particolare, per sfruttare al meglio ogni pezzo di radica.

Occorrono circa 70 fasi di lavorazione per creare una pipa.

Solo una lavorazione perfetta, eseguita da mani sapienti, donerà al possessore una fumata ottima.

Amorelli rispettando i canoni classici personalizza con particolari lavorazioni artistiche le sue pipe rendendole pezzi unici al mondo.

Amorelli classifica con una serie di asterischi la qualità delle sue pipe e la perfezione dalla radica.

Una serie di asterischi, da 0 a 5, contrassegna le pipe valutandone la qualità, la rarità e la bellezza della radica.

La bulinatura manuale delle pipe rusticate chiamate Roccella o la sabbiatura che come i ghibli del deserto erode le parti più tenere del legno, esprimono la completezza della linea Amorelli conosciuta ed apprezzata in gran parte del mondo.

La leggenda della Penna di San Michele

La lavorazione al laser chiamata “Penna di San Michele” è la lavorazione delle pipe più caratteristica fatta da Amorelli.

Questa lavorazione è esclusiva delle pipe Amorelli.

La lavorazione “Penna di San Michele” perfetta, eseguita da mani sapienti, rende la pipa unica ma permette una fumata ottima, più fresca.

Una lavorazione unica che nasce da una leggenda popolare siciliana che vi raccontiamo con le parole di Giuseppe Pitrè

“Una credenza popolare molto vecchia e sempre giovane afferma che la bocca dell’inferno sia il Mongibello, ove i diavoli travagliavano ventiquattr’ore il giorno.
Questa dimora de diavoli nel nostro vulcano ha un’origine curiosa.

Quando Lucifero – dice una leggenda – fece guerra a Gesù Cristo, San Michele Arcangelo lo inseguiva per aria; e Lucifero per non farsi ghermire correva da una nuvola all’altra come le nottole.

Sul punto che San Michele era per ghermirlo, che fa quel porco fetente? Con un enorme salto si lascia andare verso la Sicilia, e si va a nascondere nel Mongibello.

Si raggomitolò come uno scorsone, ma la testaccia gli usciva fuori, che era così lungo il fetente, che non v’era modo di misurarlo. San Michele Arcangelo corre, gli vede la testa fuori, e con un colpo di spadone trrrr! gli fa saltare un corno.

E questo corno cadde a Mazzara; e voglion dire che è ancora dentro un grottone. Lucifero, vista la mala parata, getta un salto e con un morso gli spicca una penna dell’ala, e questa penna preziosa, dicesi che è tutta in perle finissime, le quali fanno abbagliare gli occhi.

La penna cadde a Caltanissetta, ma quella penna non v’è più, perchè i peccati de’ Caltanìssettesi erano così grandi che la penna non ci volle restare e se ne volò via.”

 

pipa a vaso amorelli penna di san michele


Le pipe in sughero di Tom Spanu

Forse lo sanno in pochi, ma a Sassari vengono prodotte delle pipe considerate tra le migliori al mondo.

Pipe brevettate, in radica rivestita in sughero a dispersione ridotta di calore.

Tom Spanu è stato un assoluto fuoriclasse nella produzione delle pipe, che hanno reso la vita un po’ più oziosa e meditabonda a personaggi famosi come l’ex ct della nazionale Enzo Bearzot, l’ex presidente della Repubblica Sandro Pertini e il sindacalista Luciano Lama.

Tom Spanu ha realizzato pipe opere d’arte il cui valore attuale è valutato nell’ordine delle miglia di euro. Preziosi capolavori per fumare.

Alcune creazioni di Tom Spanu sono esposte al museo della pipa di Gavirate, fanno capolino in molti giornali e riviste specializzate di vari paesi del mondo, dagli Stati Uniti al Giappone.

Tom Spanu però è morto tre anni fa, e il testimone l’ha raccolto il figlio Massimiliano Spanu.

La qualità dei manufatti è rimasta altissima, perché certe tradizioni non possono essere infrante: l’atto produttivo non è mai standard, e questo fa delle pipe dei preziosi oggetti da collezioni.

Infatti sono pezzi unici, lavorate interamente a mano, seguendo la natura del pezzo di legno grezzo e assecondandone le forme.

Nel tentativo di essere sempre al top e di offrire agli amanti delle sue pipe, prodotti sempre più nuovi, Massimiliano Spanu da alcuni anni ha iniziato a utilizzare altri tipi di legno come il limone, l’ulivo e il mirto e materiali come il sughero.

«L’altro segreto è il materiale utilizzato. La radica di erica sarda è la più pregiata al mondo. Si tratta di Erica Scoparia.

L’erica scoparia, in dialetto sardo Castanàrgiu, ha un colore leggermente rossastro ed è resistente al fuoco.

Questo perché dalle nostre parti il clima è siccitoso, la terra è arida e la pianta cresce più lentamente.  Questo fa sì che il legno sia più duro, e dunque resistente al calore del tizzone ardente».

Tom Spanu ha preso i legni più rappresentativi della Sardegna, Erica Scoparia, ulivo, sughero e limone e li ha trasformati in pipe per tabacco meravigliose.

Tutta la famiglia Spanu collabora nella ricerca della migliore radica d’erica, nella stagionatura e nella finitura delle straordinarie pipe in radica.

Le pipe Tom Spanu segguno una classificazione di qualità e perfezione indicata dalla lettera F, F2, F3…

Tutti i legni e le radiche vengono raccolti a mano nella macchia mediterranea sarda selezionati, stagionati e lavorati nella segheria di Alghero.

Il legno per realizzare la pipa è raccolto a mano nella macchia mediterranea della Sardegna, e poi lavorato nella segheria Spanu di Alghero.

La lunga stagionatura della radica d’erica permette di contenere il peso e di avere una fumata secca.

I veri intenditori apprezzano eccome queste sottigliezze, e questo è il motivo per cui le pipe di Massimiliano Spanu vanno a ruba.

Il prezzo di un articolo è mediamente di 140 euro, ma una pipa in radica può arrivare a costarne anche 600.

«Per realizzare una pipa standard impiego circa tre ore – dice Massimiliano Spanu – per una particolare posso metterci anche un’intera giornata».

Quelle in radica di erica seguono un procedimento ben definito: una volta raccolta la radice della pianta, si taglia, si fa bollire e stagionare per due o tre anni.

Al termine è pronta per essere intagliata o scolpita.

Alcuni esemplari poi hanno raggiunto quotazioni da 5000 euro, e altri pezzi da collezione non hanno prezzo.


Come Riconoscere uno Zippo Falso

Come per ogni prodotto esclusivo e ricercato, anche gli Zippo sono vittima della contraffazione.

Ecco come fare a riconoscere uno Zippo falso, tarocco…

L’accendino Zippo è un prodotto statunitense, creato dall’azienda Zippo Manufacturing Company.

Questa nasce in Pennsylvania da un’idea di George B.Blaisdell nel 1932.

Può sembrare una coincidenza, ma in realtà lo Zippo e la Zip (la cerniera a lampo), non hanno un nome simile a caso.

Infatti, negli anni trenta la cerniera lampo stava riscuotendo un grande successo con il nome zipper, e per questo motivo che l’accendino e l’azienda presero il nome di Zippo.

Dal 1932, sino a oggi, gli accendini Zippo hanno quasi mantenuto immutata la sua forma e il suo funzionamento.

Ciò che però ha portato questi accendini a essere nella mira dei collezionisti è il loro design, i colori e le immagini, impiegate sopra la struttura dello Zippo.

Sempre uguale nel corso degli anni, oggi ne esistono una miriade e naturalmente i più ricercati sono quelli più vecchi o realizzati in edizione limitata.

Purtroppo, non sempre si è davanti ad accendini originali, ma come riconoscere i falsi?

Scopriamolo insieme!

Accendini Zippo: il codice di riconoscimento

Uno degli elementi caratteristici della produzione Zippo dal 1933 sino ad oggi è l’impiego di uno specifico codice sul fondello su ogni accendino.

Questo codice serve a identificare l’anno di produzione dell’accendino.

All’inizio quest’idea era stata attuata per una questione di praticità.

Nel tempo però l’indicazione dell’anno di produzione è diventato un dettaglio interessante per i collezionisti, che hanno iniziato a ricercare anche gli accendini più vecchi che prevedevano il numero di registrazione del brevetto.

Questa caratteristica è stata evidenziata sino al 1957, dal 1958 invece vennero introdotti i punti per identificare la data di produzione.

Dal 1966 in poi invece deciso d’impiegare le barre prima verticali e poi oblique.

Dal 1986 venne utilizzata una doppia codifica, per rendere il codice ancora più complesso e difficile da contraffare. In questi anni, s’impiegava una lettera per indicare i dodici mesi e i numeri romani per identificare l’anno di produzione.

Questa doppia codifica venne impiegata dal 1986 sino al 2001.

In questa data i numeri romani vennero sostituiti da i numeri arabi.

Questi codici sono indispensabili per riconoscere uno Zippo originale da uno falso.

Infatti, se manca o se non è indicato correttamente, sicuramente l’accendino che avete acquistato è un falso. 

Come riconoscere un’accendino Zippo originale da uno falso: l’inserto interno

La parte interna di uno zippo è quella che solitamente è più sensibile alla contraffazione.

Gli inserti contraffatti si possono riconoscere dalla linguetta dell’inserto che è realizzata in modo approssimativo.

Infatti, si possono notare delle sbavature, righe, oppure l’impiego di materiali differenti per la realizzazione dei perni o della rotellina.

In questi casi, la rotellina non funziona bene, in quanto questa fa scricchiolare la pietrina e nel tempo l’accendino smette di funzionare.

Altri dettagli che distinguono uno Zippo originale da uno falso

Infine, ci sono altri dettagli che bisogna considerare quando si cerca di capire se lo Zippo che si sta acquistando è originale o falso.

Uno Zippo contraffatto spesso ha sul fondello una punzonatura incongruente o approssimativa e anche il codice non è segnalato in modo corretto.

Il rumore all’apertura del coperchio è una delle caratteristiche di quest’accendino.

Se avete uno Zippo originale e uno falso noterete immediatamente che questi accendini non riproducono lo stesso suono all’apertura del coperchio.

Caratteristica fondamentale per uno Zippo originale sono i buchi presenti sul fumaiolo.

Questi devono essere sedici, nel caso fossero di più o di meno, l’accendino è sicuramente falso.

Un dettaglio importante è anche il supporto della pietrina che in quelli falsi è quasi sempre in acciaio, questa invece nei modelli originali è in ottone.

Il coperchio di un modello originale si apre a circa 45° mentre quelli contraffatti spesso arrivano a toccare la cassa, quindi prevedono un’apertura a ben 180°.

Infine, per riconoscere uno Zippo originale dovete controllare le misure di questo.

Lo zippo originale è disponibile di due misure differenti: Regular 55 mm x 40 mm o Slim 55 mm x 8 mm. 

I Regular pesano 60 grammi, mentre i modelli slim 40, gli Zippo falsi di solito pesano di più e presentano una cassa più sottile e allungata rispetto a quello originale.


La manutenzione della pipa

Che fare per togliere gli odori cattivi dalla pipa?

Semplice, la pipa va pulita ogni volta che la si fuma

Un modesto sacrificio per fumare meno amaro.

Quindi, una pipa sporca puzza.

LA PULIZIA DELLA PIPA

Un modesto sacrificio per fumare meno amaro..   Quindi, una pipa sporca puzza. Che fare per togliere gli odori cattivi dalla pipa?

Semplice, la pipa va pulita ogni volta che la si fuma

Se non si rimuovono i residui di umidità, è più portata a gorgogliare e a produrre acquerugiola, intasando i condotti di tabacco bagnato.

I residui catramosi, che si accumulano soprattutto all’interno della camera di condensazione, lasciano un persistente fondo amaro, il fumo si fa sgradevole.

Questi i motivi per cui è opportuno pulire la pipa al termine di ogni fumata. Così pure sostituire il filtro se la pipa ne è dotata.

Ma procediamo con ordine, ecco un piccolo vademecum su come pulire la pipa dopo ogni fumata…

Svuotiamo ciò che resta nel fornello dentro un posacenere.

Agiamo con cura e delicatezza, facendo attenzione a non scalfire le pareti ancora calde del camino.

Infiliamo uno scovolino nel cannello fin dentro il fornello, puliamo e, dopo averlo tolto, soffiamo forte.

Se caricata e fumata con sapienza, la pipa si svuota facilmente, rovesciando il fornello e dando qualche piccolo colpo contro il palmo della mano, la cenere scivola via.

Evitiamo di svuotare la pipa dando colpi contro un oggetto duro, alla lunga i colpi potrebbero danneggiare la pipa.

La radica potrebbe fessurarsi lungo i nodi e le venature.

Terminata questa operazione preliminare, abbiamo sistemato il camino, ma restano ancora il bocchino, il cannello e la camera di condensazione nel caso ci fosse.

Qui si presenta subito un problema: smontare il bocchino dalla radica. A caldo può essere pericoloso a causa dell’espansione della materia plastica, sia ebanite che metacrilato.

Tuttavia basta fare un po’ di attenzione, non forzare e, nel peggiore dei casi, aspettare qualche secondo per procedere.

La pulizia del bocchino è presto fatta: passiamoci dentro uno scovolino pulito dal perno verso il dente e, estraendolo, tiriamo un po’ verso destra e un po’ verso sinistra, in modo da interessare tutto il ventaglio di espansione del fumo.

La pulizia del cannello è più laboriosa.

Prendiamo un altro scovolino e infiliamo fin dentro il camino la parte pulita e muoviamo lo scovolino avanti e indietro.

Eliminata ogni scoria, resta la camera di condensazione se c’è. Pieghiamo in due lo scovolino e inseriamo la parte curva nella vaschetta. Puliamo bene, perché questo è il punto dove si depositano gli umori della combustione.

La pulizia va eseguita alla fine di ogni fumata, con cura e pazienza.

L’umidità, l’acquerugiola, il residuo catramoso che si accumula nel cannello, se non lo eliminiamo subito con lo scovolino, viene assorbito dalla radica e la nostra pipa fumerà amaro e puzzerà: I’odore di questo liquido può essere nauseante, particolarmente acre a caldo.

Rimontiamo la pipa e non chiudiamola in un cassetto, deve respirare e riposare.

A tale proposito sconsigliamo vivamente di lasciarvi dentro uno scovolino, per qualche ora o fino alla successiva fumata.

L’intento di assorbire residui di umidità in questo modo è illusorio. Più efficace è lasciarvi circolare dentro l’aria: asciuga e pulisce.

È necessario alternare periodi di attività a periodi di riposo. Così si permette alla pipa di ritrovare il suo equilibrio fisico e chimico.

Quanto deve riposare? Dipende soprattutto dal grado di umidità, perché il primo risultato da ottenere è che la pipa si asciughi per bene.

Ci sono pipe che, opportunamente alternate, possono essere fumate per due o tre giorni di fila.

Altre che devono essere messe a riposo dopo un paio di fumate.

Alcune asciugano perfettamente in due o tre giorni, altre richiedono una settimana o anche più.

Le pipe curve esigono riposi più lunghi delle pipe dritte.

 

RIMUOVERE IL CARBONE DAL FORNELLO DELLA PIPA

Come, quando e perché farlo e quale procedura seguire?

Prima di esaminare il come, vediamo il perché periodicamente ci troviamo costretti a sporcarci con quella tremenda polvere nera.

Come molti pipatori sanno, l’anello di carbone che si forma per depositi successivi contribuisce a salvaguardare il legno dai morsi della brace e, essendo a struttura porosa, consente la formazione di una camera d’aria fra il fuoco e le pareti che così non dovrebbero surriscaldarsi.

Se l’incrostazione supera lo spessore di un millimetro, due millimetri per le pipe più grandi, bisogna raschiare.

Il coefficiente di elasticità a caldo dell’anello di gruma è superiore a quello della radica.

Finché lo spessore è nei limiti, la resistenza del legno riesce a contenere l’espansione. Quando il carbone diventa eccessivo, rischia di spaccare il camino.

Innanzitutto il mezzo per rimuovere il catrame dall’interno del fornello della pipa.

Vi sono vari modelli di frese per pipa  in commercio.

Per semplicità li distinguiamo in frese diametro fisso e regolabile. 

I primi presentano l’inconveniente di obbligarci a possederne una lunga serie per coprire tutte le possibilità di calibro, in ragione anche del numero di esemplari della nostra collezione.

Le frese regolabili di solito sono più costose  ma sono più comode, più facili da usare, più efficienti.

A patto che non abbiano le lame troppo taglienti, ma leggermente ottuse: non devono aggredire le asperità del carbone, c’è il rischio di strapparle a pezzi o d’intaccare il legno.

Devono consumarle con un’energica carezza, raschiando con delicatezza.

Ancora un’osservazione sull’attrezzo: più lame possiede, più continua e uniforme sarà la sua opera.

Il segreto di una raschiatura senza incidenti è la corretta disposizione dell’alesatore all’inizio del procedimento.

Con una mano teniamo ferma la testa della pipa (senza bocchino), con l’altra impugnamo la fresa.

La fresa deve essere perfettamente in asse con il fornello.

Nel caso, fortunatamente raro, in cui ci troviamo a dover alesare un fornello di forma conica, dobbiamo rinunciare sia agli alesatori fissi che a quelli regolabili, inadatti per questo lavoro. Impiegheremo strumenti cosiddetti “a mano libera”, simili a piccoli coltelli seghettati dalla punta arrotondata.

Torniamo al procedimento: posizioniamo uno scovolino all’interno del cannello fino alla base del camino.

Questa precauzione evita che la polvere si depositi anche nel cannello, e protegge il fondo della pipa, il punto critico, dove più difficilmente si forma l’incrostazione, e dove più pericolosa sarebbe la raschiatura.

Proseguiamo con delicatezza, ma decisi.

Una breve raschiata e svuotiamo la polvere, un’altra breve raschiata e svuotiamo ancora la polvere, così fino allo spessore desiderato.

Anche in questo caso l’alesatore regolabile risulta più comodo, consente di allargare il calibro non appena lo strato d’incrostazione si è ridotto. Alla fine, una bella soffiata e via…

 


Accendini Imco, storia di una leggenda Austriaca

 Imco, il costruttore austriaco è al secondo posto tra le aziende più antiche per gli accendini a benzina e a gas.

Gli accendini Imco sono famosi per la loro semplicità e robustezza

Breve storia della Imco accendini Austria.

L’azienda è stata fondata a Vienna nel 1907 da Julius Meister come produttrice di bottoni in metallo e solo nel 1918 lanciò sul mercato quello che sarebbe diventato il suo prodotto più famoso, l’accendino Triplex, venduto in milioni di esemplari in tutto il mondo.

Solo a partire dal 1918, il produttore ha cominciato a produrre gli accendini a benzina IMCO per rifornire l’esercito Austroungarico impegnato nella guerra di trincea.

Il primo modello di questo prodotto è stato realizzato dal manicotto del mandrino.

La semplicità costruttiva, la leggerezza, l’affidabilità, l’ottimo rapporto qualità prezzo hanno dato il via alla produzione di accendini Imco.

Al ricevimento di un brevetto per la produzione nel 1922, la società IMCO ha iniziato a lavorare su larga scala allo sviluppo dell’invenzione.

Nel corso della sua feconda attività l’azienda austriaca ha sviluppato e prodotto circa 70 modelli di accendini.

Questi prodotti sono conosciuti in tutto il mondo e venduto molto bene, milioni e milioni di pezzi.

Negli anni 60 anni la azienda IMCO ha spostato la sua produzione da Vienna a Biden.

È stato in quegli anni che i suoi specialisti, studiando con grande attenzione hanno portato a termine lo sviluppo e produzione di modelli che forniscono una fiamma inclinata, nascono gli Imco Chic pipe.

Successivamente sono stati introdotti i modelli a gas butano della serie Pelican con rivestimento in bachelite colorato e forme semplici che ricordano il mondo animale.

Oggi, il suddetto produttore detiene la seconda posizione nel mondo per la produzione di tali beni, come accendini.

IMCO Triplex Super la leggenda

Il primo modello di successo e molto popolare dei beni di cui sopra è IMCO Triplex Super.

Questo accendino è stato lanciato nel 1936 e ha fatto davvero un grande successo nel mondo degli accendini.

Con IMCO Triplex praticamente tutti i tentativi di accensione hanno successo, la ricarica del serbatoio con benzina è semplicissima così come la sostituzione della pietrina.

Una volta acceso il serbatoio si può estrarre dal corpo principale e utilizzare come una candela.

L’idea della candela nasce dalla necessità d’illuminare i rifugi nelle trincee della prima guerra mondiale.

Un’idea eccezionale poi ripresa da escursionisti e amanti della natura.

L’accendino Austriaco IMCO Triplex è anche anti vento e l’intensità della fiamma si può regolare spostando verticalmente una ghiera che regola l’afflusso di aria.

IMCO Triplex prova ancora una volta che un oggetto ben progettato non subisce il passare del tempo.

La produzione d’accendini IMCO sono caratterizzati dalle seguenti caratteristiche:

  • undemanding alla qualità della benzina;
  • facilità di accensione, che è estremamente importante in condizioni di congelamento;
  • mancanza di contatto delle dita con la ruota focaia (e quindi il prodotto non ha paura di mani sporche o infreddolite)
  • semplicità e facilità di sostituzione della pietrina in selce;
  • completa assenza di viti;
  • possibilità di separare il serbatoio più leggero che può essere utilizzato come una sorgente di luce o fuoco.
  • Circa il secondo o terzo volte più leggero rispetto ogni accendino in produzione, l’IMCO funziona senza problemi dopo l’immersione in acqua;
  • anello scorrevole è per la regolazione del livello della fiamma.

Per oltre 100 anni, i prodotti della azienda Austriaca Imco sono stati venduti nel mondo senza problemi.

Imco è l’accendino più affidabile in tutto il mondo.

Nel 1950, il prodotto è stato leggermente migliorata, ed esteticamente reso più glamour.

Nel corso di questo decennio, il produttore ha rilasciato due modelli di maggior successo di accendini, i modelli Simplex e Junior.

Esperti osservano che il leggendario design classico combinato con il 100% qualità affidabile della società IMCO fornito il riconoscimento e successo internazionali.


Artis tecnologia e design Italiano per degustare il vino

La nuova collezione di cavatappi Artis è all’insegna del colore.

L’azienda vicentina specializzata in accessori per il vino

L’azienda vicentina specializzata in accessori per il vino presenta infatti Luì, un cavatappi in policarbonato, particolarmente robusto, ma molto leggero, oppure i versatori anti goccia Versus.

La nuova collezione di cavatappi Artis è all’insegna del colore.

L’azienda vicentina specializzata in accessori per il vino presenta infatti Luì, un cavatappi in policarbonato, particolarmente robusto, ma molto leggero.

È disponibile in nove tonalità differenti, dove ogni colore evoca caratteristiche ed emozioni pensate per ogni persona.

Il cavatappi sarà accompagnato da un cartellino in cui vengono delineate le precise identità per ogni colore.

Così mentre chi sceglie rosso è una persona che “viaggia, ama, vola”, chi sceglie viola “colora, osa, crea”.

Oltre a essere bello e divertente, Luì è stato realizzato secondo gli standard di qualità di Artis che lo rendono robusto e praticamente indistruttibile. Per dimostrarlo l’azienda lo ha sottoposto ad alcune prove estreme, ad esempio schiacciandolo sotto il peso di un SUV o prendendolo a colpi di martello.

Il tutto è stato documentato in un video, visibile nel blog Artis a questo link:

Luì si aggiunge all’ampia collezione di cavatappi di Artis, tutti creati dal disegner Giuseppe Todeschini, che può vantare anche un pezzo esposto in collezione permanente al Mo.Ma di New York.

Luì è disponibile nei colori giallo, arancio, rosso, verde, bianco, blu, viola, nero e trasparente.

cavatappi liu in policarbonato di Artis

Caratteristica principale di Grifo è quella di tagliare la capsula della bottiglia nella parte inferiore dell’anello (cercine), consentendo di proteggere il contenuto da eventuali impurità dell’involucro.

Il taglio è netto, veloce e preciso. La capsula viene estratta automaticamente grazie a un semplice movimento, senza doverci mettere le mani.

taglia capsule griffo Artis

Versus, oltre alla funzione di salva goccia, è pensato per favorire l’ossigenazione del vino.

Il corpo superiore infatti contiene una sfera mobile in acciaio inox.

Con la bottiglia in posizione verticale, la sfera chiude perfettamente il foro, ma inclinando la bottiglia durante la mescita la sfera scivola in una posizione laterale: in questo modo il vino può uscire con un flusso rotto dalla stessa sfera, ottenendone una superiore ossigenazione.

Grazie a Versus si ottiene perciò nel vino un effetto simile a quello del travaso in un decantar.
Grifo e Versus sono realizzati con materiali pregiati: leghe speciali di alluminio e acciaio inox, interamente lucidato a mano e impreziosito da uno particolare trattamento protettivo tale da ottenere colorazioni diverse, brillanti e stabili nel tempo.
Sono disponibili nei colori nero, rosso, grigio perlato, argento, oro

versatore anti goccia per vino Artis versus

Entrambi completano un’ampia gamma di accessori per il vino di Artis, azienda specializza nella produzione di cavatappi e casalinghi di design. Il progetto è di Giuseppe Todeschini, che può vantare anche un proprio cavatappi in collezione permanente al Mo.Ma. di New York!


I preziosi cognac Baron Otard

Il cognac Baron Otard è prodotto con acquaviti di vino provenienti da una zona ben delimitata nel distretto della Charente, la regione del Poitou-Charentes.

Il cognac Baron Otard è indiscutibilmente legato alla figura del Barone Jean Baptiste Otard, vissuto in Francia nel XVIII secolo.

Durante i tempi difficili della Rivoluzione francese, il Barone venne arrestato dalle nuove autorità locali e, come tanti altri nobili francesi, condannato a morte nel 1793.

Ma il giorno prima della sua esecuzione la gente di Cognac, da cui era sempre stato molto benvoluto, si fecero strada nella prigione in cui era detenuto e lo liberarono.

Dopo un breve esilio in Inghilterra, nel 1795 ritornò a Cognac e con quanto rimaneva dell’acquavite prodotta in passato dalla sua famiglia, ne avviò una nuova produzione.

Ancora oggi quell’acquavite francese, meglio nota come cognac per il luogo in cui è prodotta, porta il suo nome.
Dopo le tribolazione legate al periodo della rivoluzione, il Barone riuscì a recuperare le sue fortune economiche ed acquistò il Castello Reale di Cognac già appartenuto alla monachia francese per farne la sua dimora ed il centro di produzione del suo ormai famoso cognac.

Il barone Otard grazie al suo successo personale ed alle ottime qualità di amministratore venne eletto sindaco di Coganc dal 1804 fino alla sua morte nel 1824.
Come persona fu sempre tenuto in grande considerazione dai suoi concittadini, che lo elessero due volte deputato al Parlamento e lo decorarono con la Legion d’Onore nel 1822. Alla sua morte, avvenuta a 61 anni, per ricordarne i meriti il Consiglio Comunale chiese che il suo cuore fosse sepolto nella Chiesa di St Léger con una targa.

Le “Chateau de Cognac” fu costruito come una fortezza per resistere ai vichinghi e invasioni inglesi alla fine del 11° secolo. Nel 15° secolo, il conte Jean de Valois ricostruì il Castello dalle rovine esistenti e ne fece la residenza principale della famiglia Valois. François de Valois, re di Francia noto come “Francesco 1”, nacque nel castello nel 1494.

Durante il suo regno Francesco 1°, grande amante dell’arte e della letteratura, fu mecenate di molti artisti rinascimentali tra cui Leonardo Da Vinci.

Durante il suo regno il castello Reale di Cognac venne ampliato di numerose sale in stile rinascimentale (come la Camera di Stato e la Sala delle Guardie).

Nel 1795 il Barone Otard lo acquistò per farne la sua dimora, ma anche perchè ne aveva intuito le proprietà uniche che rendevano ottimale questo luogo per l’invecchiamento del cognac.

Il Baron Otard era a conoscenza dello spessore delle pareti del castello, del gran numero di camere esistenti e del ruolo essenziale svolto dal clima di queste cantine nel processo d’invecchiamento cognac.

Le Volte inferiori del castello, situato in posizione ideale sulle rive del fiume Charente, forniscono una temperatura ed un’umidità costante, entrambi fattori determinanti per l’invecchiamento del cognac.

Queste eccezionali condizioni naturali d’invecchiamento, unite alle competenze della Maison Barone Otard consentono ancora oggi di produrre un cognac dal sapore sontuoso, molto morbido ed elegante.

vigneti_cru_cognac_otard.jpg

Il cognac Baron Otard è prodotto con acquaviti di vino provenienti da una zona ben delimitata nel distretto della Charente, la regione del Poitou-Charentes.

Le uve sono prodotte secondo un metodo specifico e norme molto severe.

Controlli rigorosi sono effettuati continuamente durante il processo di coltivazione per garantirne la qualità.

Le uve utilizzate provengono da 6 “cru”: Grande Champagne, Petite Champagne, Borderies, Fins Bois, Bons Bois, Bois Ordinaires.

Il 90% dei vigneti sono coltivati con uve di Ugni Blanc (Trebbiano), in combinazione con la Folle Blanche e Colombard.

Queste uve bianche, con la loro alta acidità e bassa gradazione alcolica, sono l’ideale per produrre il cognac.

Le uve vengono pigiate immediatamente dopo la raccolta. Il mosto ottenuto viene fatto fermentare senza aggiunta di zucchero che è vietato. I vini ottenuti dopo tre settimane di fermentazione sono ideali per la distillazione.

La distillazione avviene a partire dall’inizio di novembre e deve essere completata entro il 31 marzo successivo.

La Maison Baron Otard seleziona il mosto da distillare subito dopo la fine della fermentazione per garantirne la massima qualità.

Così, entro la fine di gennaio le giovani acquaviti sono pronte per l’invecchiamento.

Il mosto viene distillato due volte in un tradizionale pentola di rame Charente.

La Mason Baron Otard privilegia la distillazione sui lieviti (inclusi i lieviti naturali contenuti nel vino) al fine di ottenere sapori diversi e un bouquet caratteristico. Le acquaviti così ottenute verranno messe in botti di legno di rovere delle foreste francesi.

Durante il processo d’invecchiamento l’acquavite si riduce perdendo volume e gradazione alcolica. In cantine dal clima secco l’acquavite perde volume, ma meno contenuto alcolico rispetto a quelle invecchiata in cantine umide dove il tasso di evaporazione è basso, ma la perdita del contenuto di alcol è molto più grande.

 

 

La Maison Baron Otard ha solo cantine umide situate nei sotterranei a volte del Castello Reale di sua proprietà a Cognac.

Le cantine situate allo stesso livello del fiume Charente, hanno un’umidità relativa estremamente elevata che raggiunge il 90%.

Le pareti sono spesse 3 metri (9.84 piedi) e permettono alla temperatura di rimanere costante a 15° centigradi durante tutto l’anno.

Queste condizioni naturali decisamente uniche, fanno la differenza e conferiscono al cognac Baron Otard un gusto particolare, armonico, equilibrato, morbido.

In base alla normativa francese il cognac non può essere commercializzato prima d’aver raggiunto un invecchiamento di almeno due anni e mezzo. L’età del cognac è determinata dall’età dell’acquavite più giovane utilizzato nella miscela. Le qualità del cognac riconosciute per legge sono: VS , VSOP e XO. Questi appellativi sono in inglese poichè il commercio cognac è stato originariamente sviluppato dai paesi anglofoni.

Come in ogni Maison che produce cognac, anche la Maison Baron Otard ha il suo Maestro Cantiniere che deve avere due qualità fondamentali: un naso incomparabile e vent’anni di degustazioni giornaliere.

Per essere certo che i cognac prodotti dalla Maison abbiano la stessa intensità di gusto, il Maestro Cantiniere seleziona pazientemente le acquaviti una ad una. Ogni Cognac Baron Otard è il frutto di anni di sforzi incessanti per raggiungere livelli di eccellenza.